Assemblea nazionale dei lavoratori e delle lavoratrici combattive. Gravissime le dichiarazioni della portavoce nazionale di Riconquistiamo tutto!

Pubblichiamo questo articolo, su richiesta dei/delle 13 compagni/e firmatari/ie, contemporaneamente alla conseguente nota di risposta e opportune precisazioni dell’Esecutivo dell’Area: LEGGI QUI

Come compagni e compagne militanti di “Riconquistiamo tutto!” che hanno partecipato all’ “Assemblea dei lavoratori e delle lavoratrici combattive” che si è tenuta a Bologna, domenica scorsa 27 settembre, riteniamo molto gravi le dichiarazioni rilasciate da Eliana Como a Radio onda d’urto.

Innanzitutto ci pare un po’ ipocrita felicitarsi della riuscita di qualcosa a cui non si è voluto partecipare. Perché la felicità dimostrerebbe quanto anche per l’opposizione Cgil sia importante il tentativo di aggregazione trasversale messo in atto, e allora non si capisce per quale motivo si sia deciso di non dare alcun contributo per una maggiore riuscita. La felicità seppur ostentata, si sa, non costa niente. Noi non ci felicitiamo appunto perché l’opposizione ha perso un’occasione per dimostrare nei fatti quanto dovrebbe essere combattiva.

Inoltre lamentandosi tra il serio e il faceto dei troppi “maschi” presenti, cancella di fatto le diverse compagne che sono intervenute con particolare attenzione sui temi dell’oppressione di genere, lanciando su questi un percorso organizzato di lotta.

Puntualizzando che Rt non abbia aderito, tenta di delegittimare i diversi compagni e compagne che l’hanno fatto, con buona pace del pluralismo che come portavoce (non segretaria) dovrebbe essere la prima a tutelare.

Non manca la consueta, superficiale artificiosa contrapposizione tra sindacato e politica, con relativa criminalizzazione dell’appartenenza partitica, dando per scontato che tutti i membri di Rt che vi hanno partecipato, siano solo quelli con tessera di partito, cosa non vera come può constatare facilmente chiunque si riguardi i video dei vari interventi.

Ci pare del tutto strano poi che l’assemblea venga definita più politica che sindacale, quando i presenti e le presenti – centinaia di militanti sindacali, delle reti e dei movimenti sociali – vengano praticamente tutti ridotti e incastrati nell’assemblea del solo SI Cobas. Surreale ancora che questa assemblea venga criticata per le assenze di altre sigle del sindacalismo di base, rovesciando così la logica: a noi infatti hanno sempre insegnato che va criticato chi si sottrae, non chi si impegna.

La cosa più grave e imperdonabile, ci pare però non solo l’illazione inventata di sana pianta, evidentemente per giustificarsi di un passo falso, su un’improbabile nuova “costituente sindacale”, che secondo lei potrebbe essere lo scopo recondito dell’assemblea, ma anche e soprattutto l’insinuazione subdola, a questo proposito, dell’ “incompatibilità” con la nostra collocazione nella CGIL. Questo è indegno da parte della portavoce dell’Area di opposizione nella CGIL, perché assume, neanche troppo velatamente, il sapore di una grave accusa. E a nulla vale il mezzo rappezzo in risposta alla prima presa di posizione del compagno del Direttivo nazionale Cgil Luca Scacchi. Da chi pretende di fare anche la nostra portavoce, noi pretendiamo più rispetto.

Proprio come ha ricordato il compagno Scacchi, l’assemblea non poteva essere prettamente politica, ma per noi il confine tra politico e sindacale non esiste. Tutte le discussioni sindacali devono essere ricondotte al livello di discussione politica generale. Al contempo chi dei sindacati di base voleva una costituente sindacale ha abbandonato il percorso. E comunque, tra chi ha dato un contributo per la riuscita dell’assemblea, i militanti con una collocazione politica, non l’hanno fatto per la logica di appartenenza a questo o quel partito, ma perché proprio la militanza dentro una organizzazione politica del movimento operaio porta ad esprimere una visione politico-sindacale che cerca di fornire nel miglior modo possibile un contributo a tutti i tentativi di riaggregazione di un fronte unico di lotta e di classe. Perché solo così si ritiene che si possano ricostruire passo dopo passo i rapporti di forza necessari per ribaltare la situazione attuale.

Naturalmente il percorso è appena avviato, tanti sono gli ostacoli e nessuno di coloro che vi ha partecipato pensiamo sia così ingenuo da considerare che il fronte unico sia già a compimento e che i rapporti di forza si siano già capovolti. Noi pensiamo solo di aver fatto la nostra parte perché il fronte tra i lavoratori sia il più forte possibile e di conseguenza pensiamo che chi ha disertato l’assemblea debba assumersi la responsabilità di un suo possibile salto in avanti che avrebbe potuto avere in termini di partecipazione dei tanti altri delegati e lavoratori combattivi.

E come si indebolisce l’assemblea, di conseguenza arretra anche Rt, perché la nostra opposizione Cgil non si misura solo dal numero di delegati che la portavoce spera insieme con noi di strappare alla maggioranza della CGIL, ma anche da come appariamo agli occhi dei tanti militanti dispersi nella galassia dell’estrema sinistra. Ed è un guaio che proprio grazie al successo di quella assemblea, un numero enorme di militanti che c’erano o l’hanno seguita via internet, penseranno che, salvo coloro di noi che hanno avuto la lungimiranza di andarci, non c’è poi così tanta differenza tra la maggioranza e l’opposizione Cgil.

Da ultimo ci preme ricordare che in Fca, alcuni delegati dell’opposizione Cgil vennero definiti dalla FIOM “incompatibili” con la possibilità di candidarsi alle elezioni RSU, per via di una pretestuosa accusa che la FIOM scatenò nei loro confronti, rei di aver partecipato ad una “intersindacale” col sindacalismo di base per un fronte unico contro i soprusi di Marchionne. Come opposizione Cgil sviluppammo la campagna “Siamo tutti incompatibili!”. L’incompatibilità era naturalmente un pretesto, ma l’intersindacale per quanto difficoltosa era vera e necessaria. Oggi, ed è il colmo dell’involuzione della nostra opposizione, gli stessi pretestuosi argomenti che la FIOM utilizzò contro i nostri delegati FCA sono utilizzati dalla stessa Eliana Como contro chi ha partecipato all’assemblea del 27 settembre, agitando lo spauracchio dell’incompatibilità, nell’intento di demonizzare l’iniziativa e di cercare di allontanare da questo percorso i tanti delegati e delegate militanti di RT, che magari stanno riflettendo sull’assemblea dei lavoratori combattivi, e a cui noi vogliamo sinceramente proporre di attivarsi e di investire tutta la loro conflittualità e determinazione per costruire quel fronte dei lavoratori e delle lavoratrici, tanto necessario quanto estremamente urgente.

Vincenzo Cimmino (FLC, Milano)

Lorenzo Mortara (FIOM, Vercelli)

Luigi Sorge (FIOM, FCA, Cassino)

Donatella Ascoli (FILCAMS, Musei Civici, Venezia).

Elder Rambaldi (FP, vigili del fuoco, Venezia)

Elena Felicetti (FLC, scuola, Pavia)

Francesco Doro (FILCTEM, Venezia)

Renato Pomari (FIOM, IBM, Milano)

Giovanni Ferraro (FP, sanità privata, Avellino)

Franco Grisolia (SPI, Milano)

Natale Azzaretto (SPI, Milano)

Diego D’Agostino (FIOM Cassino)

Luca Gagliano (NIDIL Padova)

Diego Ardissono (NIDIL Padova)

Ercole Mastrocinque (NIDIL Torino)

Sergio Borsato (FLC Milano)

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