Ag FLC tra nuovo governo, autonomia differenziata e Climate Strike.

Resoconto dell’Assemblea Generale FLC del 10 settembre 2019

Lunedì 10 settembre 2019 si è tenuta a Roma, pressa i Frentani, l’Assemblea generale della FLC. Dopo la lunga pausa estiva, nel quadro segnato dal nuovo governo e dal suo programma, la FLC ha discusso come affrontare la ripresa del nuovo anno scolastico e accademico.

Innanzitutto, il Direttivo FLC ha definito ed approvato le Strutture e alcuni organismi di settore (scuola, università, ricerca, scuola privata, forum docenza, ecc), per certi versi concludendo il lungo percorso congressuale. La costituzione di questi organismi non era scontata. La FLC racchiude infatti in sé diverse precedenti categorie (la scuola, l’università e la ricerca), tra loro molto diverse per numerosità, professionalità, condizioni di lavoro e dinamiche sindacali (a solo titolo di esempio, la scuola interessa più di un milione di lavoratori e lavoratrici, di cui più di un quarto ATA e gli altri docenti, divisi per ordini diversi; l’università organizza circa 50mila dipendenti tecnico amministrativi, 50 mila docenti non contrattualizzati e varie decine di migliaia di precari; la ricerca quasi 30mila dipendenti tra amministrativi, ricercatori e precari; a questi settori si aggiungono 10mila dipendenti AFAM, in larga parte docenti, e molte decine di migliaia dei settori privati). Per questo la FLC si è formata garantendo ad ognuno di questi settori una propria elaborazione e gestione contrattuale, attraverso Strutture di Comparto (elette dal direttivo nazionale) che garantivano per ogni settore una rappresentanza delle diverse articolazioni congressuali, professionali e territoriali.
Due anni fa i diversi comparti del pubblico impiego, con i loro specifici contratti, sono stati raggruppati in un unico contratto nazionale (istruzione e ricerca). Nonostante questo, proprio per continuare a garantire specificità e rappresentatività, la Commissione Statuto aveva proposto all’ultimo congresso, all’unanimità, di mantenere questi organismi come strutture di settore, mantenendo per il momento sostanzialmente integre anche le loro prerogative ed i loro poteri, aprendo una riflessione su come integrare successivamente i diversi percorsi, le diverse politiche e piattaforme contrattuali (tenendo conto che è il Direttivo nazionale l’organismo statutario che ha il compito di deciderle e gestirle in ultima istanza). Il Direttivo ha quindi approvato, con il nostro voto favorevole, il regolamento per l’elezione delle strutture di settore ed i forum.
Un nostro intervento (Luca Scacchi) ha sottolineato come questa soluzione, nel pieno della discussione congressuale ed anche delle divisioni della maggioranza, abbia cercato il massimo coinvolgimento possibile, in un confronto franco ma cercando di riconoscere e rispettare tutte le diverse specificità: una scelta non scontata e non semplice, ma che è stata positiva ed importante. Questa scelta, in ogni caso, tiene oggi aperto il compito di riunificare i percorsi e le specificità dei diversi settori, non solo al momento conclusivo delle decisioni politiche ma anche nei percorsi di discussione ed elaborazione delle politiche e delle piattaforme contrattuali. Per questo sarà importante mettere a verifica questa soluzione ed i problemi emersi anche nel confronto di questi mesi nella prossima conferenza d’organizzazione, anche alla luce dell’esperienza acquisita.
Dopo l’approvazione del regolamento, sono state approvate le principali strutture, che hanno visto riconosciuta la nostra sensibilità congressuale: in particolare, sono stati individuati i compagni Guido Masotti (per il settore scuola), Bruno Buonomo (per il settore ricerca) e Tomaso Perani (per il settore università, invitato). I tre compagni entrano quindi a far parte dell’esecutivo dell’area in FLC.

La discussione politica, concentrata nel pomeriggio, si è quindi soffermata in particolare sulla valutazione del nuovo quadro politico (ed in particolare del nuovo esecutivo), l’autonomia differenziata ed il prossimo global climate strike.
La relazione del segretario nazionale, Francesco Sinopoli,
ha sottolineato in particolare la piena condivisione della linea assunta dalla CGIL nel corso della crisi politica estiva, con il sostegno alla ricerca di una soluzione parlamentare della stessa e quindi la nascita del nuovo governo Conte. Sinopoli ha precisato che però oggi non si tratta di aprire nessuna particolare interlocuzione con un governo amico. E tantomeno di rinunciare o rivedere le principali rivendicazioni che abbiamo portato avanti nell’ultimo anno: il rinnovo del contratto nazionale, con le adeguate risorse; il contrasto di ogni autonomia differenziata, anche di quella emiliano romagnola; la stabilizzazione del precariato, secondo le linee conquistate dall’accordo del 23 aprile. Anzi, si tratta di sfruttare il nuovo quadro politico (con il passaggio all’opposizione della Lega e di Salvini) da una parte per portare a casa alcuni risultati concreti su questi punti, ma dall’altra soprattutto per porre obbiettivi più avanzati, in grado di avanzare richieste su investimenti massicci e modifiche di struttura dell’istruzione e ricerca (in grado cioè di invertire la deriva competitiva e neoliberista in corso nel settore da più di un decennio). In questo quadro, Sinopoli ha indicato una serie di prossimi appuntamenti di discussione e verifica, dal confronto con il governo (a partire dal decreto precari) ai prossimi momenti di discussione della categoria (giornate del lavoro, convegno sul modello di sviluppo, ecc). In questo quadro, ha proposto l’indizione dello sciopero nell’istruzione e nella ricerca in occasione del prossimo 27 settembre, Global Climate Strike indetto da FFF.

Il dibattito ha ripreso sostanzialmente i temi emersi nella relazione, senza particolari accentuazioni o confronti nella maggioranza, sottolineando in particolare l’importanza del contrasto all’autonomia differenziata anche nel quadro del nuovo governo (anzi, proprio nel quadro del nuovo governo per la proposta emiliano romagnola). Il limite principale della discussione, come d’altro canto della relazione e del documento politico conclusivo, è stato quello di non prevedere e non introdurre nessun risvolto concreto nell’azione prossima e ventura, nei confronti del governo e nei confronti dell’autonomia differenziata: nessun chiaro percorsi di mobilitazione, nessuna definizione di una piattaforma e di una conseguente iniziativa di lotta.

Come Riconquistiamotutto siamo intervenuti con due compagni: Luca Scacchi, che si è focalizzato in particolare sulla valutazione del nuovo governo e la necessità di contrastare l’autonomia differenziata; Vincenzo Cimmino, sulla situazione del precariato e la necessità di una mobilitazione per la sua stabilizzazione.

Al termine del dibattito, le conclusioni del segretario si sono focalizzate sulla presentazione di due diversi ordini del giorno.

Il primo, di carattere specifico, sul Global Climate Strike e l’indizione dello sciopero da parte della FLC per il 27 settembre. Come Riconquistiamotutto, pur non concordando con diverse affermazioni e con l’impianto generico della sua introduzione, abbiamo valutato positivo la scelta di indire lo sciopero (come anche previsto nelle conclusioni di un nostro successivo ordine del giorno di carattere politico sindacale generale). Per questo abbiamo dichiarato il nostro sostegno al testo e lo abbiamo votato, chiedendo solo una piccola aggiunta che precisasse (stante le storiche posizioni in merito della FLC) la contrarietà alla TAV ed alla logica delle grandi opere. Il segretario generale, Francesco Sinopoli, ha risposto che lui e la maggioranza dei delegati Flc presenti in sala al congresso Bari avevano votato l’ordine del giorno contro la TAV, che non vedeva problemi di merito e che quindi accoglieva la proposta, se non c’erano contrari. Nessuno è intervenuto e quindi l’ordine del giorno è stato conseguentemente integrato.

Il secondo, di carattere generale, era sulla fase politico generale. Nel corso della discussione, alcuni esponenti della maggioranza hanno chiesto di puntualizzare alcuni passaggi (con formulazioni in genere accolte dal segretario), in particolare nella parte conclusiva del testo e sul rapporto tra le posizioni della FLC e quelle della CGIL (nel corso del confronto è stato anche ricordato, l’intervento di Annamaria Santoro e la relativa puntualizzazione sull’autonomia differenziata al recente Direttivo nazionale CGIL).

A questo ne è stato contrapposto un altro dai compagni e le compagne di Riconquistiamotutto presenti all’Assemblea Generale (Cimmino, Della Ragione, Locantore, Scacchi), presentato dal compagno Locantore (il testo dell’ordine del giorno, ad eccezione dell’ultimo capoverso sul 27 settembre ed il FFF, è stato condiviso anche dalla compagna Grilli, non presente alla riunione per impegni improrogabili). L’ordine del giorno, in particolare, oltre che dare una valutazione diversa del governo e della sua nascita, oltre puntualizzare la necessità di contrastare ogni autonomia differenziata ed il pericolo sotteso a LEP e titolo V della Costituzione, oltre che sottolineare il problema del precariato, richiama la necessità, “sentite tutte le altre organizzazioni sindacali della categoria, di organizzare rapidamente in tutti i luoghi di lavoro (scuole, università, enti di ricerca, afam, ecc) una stagione di assemblee e successive riunioni di delegati/e, definendo con loro una vera e propria piattaforma per il rinnovo del CCNL, contro il precariato, contro ogni autonomia differenziata. Un’iniziativa necessaria ad accompagnare con la mobilitazione il confronto con il governo, a partire dalla partecipazione alle iniziative che si decideranno all’assemblea del 29 settembre, e se necessario, come probabile, arrivare entro l’autunno alla costruzione di uno sciopero generale”.

L’ordine del giorno della segreteria è stato ovviamente approvato a larga maggioranza.

LS

 

 

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