AG FLC. Uno sciopero in ritardo, in piazza contro le autonomie rafforzate!

Resoconto dell’AG FLC del 3 aprile 2019

Mercoledì 3 aprile 2019 a Roma (sala Di Vittorio nella sede CGIL di Corso Italia) si è riunita la prima Assemblea Generale nazionale della FLC dopo il congresso. All’ordine del giorno, fondamentalmente, due cose: da una parte l’elezione della segreteria nazionale, dall’altra la discussione sulla fase politico-sindacale ed in particolare la mobilitazione avviata dalla categoria su contratto e autonomia rafforzata.

In primo luogo, in ogni caso, è stata eletta la presidenza dell’AG (la stessa del Comitato Direttivo): Renato Comanducci (Presidente), Manuela Calza, Giovanni Carlini, Giovanna Occhilupo, Antonella Poli e per l’area programmatica congressuale riconquistiamotutto Anna Della Ragione.

Il segretario generale della FLC, Francesco Sinopoli, ha quindi aperto i lavori con due relazioni: una, più breve, presentando la proposta di segreteria nazionale ed una politica sulla fase.
La proposta di segreteria nazionale ha compreso i compagni e le compagne Gigi Caramia, Pino Di Lullo e Francesca Ruocco (già presenti nella segreteria uscente); Manuela Calza, Graziamaria Pistorino e Alessandro Rapezzi (come nuovi ingressi). Cioè una segreteria ampia (sette componenti nel suo complesso), con un ricambio (l’uscita anche di due compagni/e non in scadenza), una composizione articolata nell’ambito della maggioranza congressuale sia da un punto di vista politico (rispetto alle divisioni che hanno segnato l’ultimo congresso) sia da quello territoriale (Emilia Romagna, Sicilia e Toscana-Campania), un rafforzamento del settore scuola (preponderante per dipendenti nella FLC).
La relazione politica, prendendo le mosse dal successo della manifestazione sindacale del 9 febbraio, ha in particolare (tra le altre cose) ricordato la ripresa di mobilitazioni che hanno segnato le ultime settimane (8 marzo e manifestazioni sul clima), l’importanza della riconsiderazione di un modello di sviluppo che deve pervadere cultura e iniziativa del sindacato, l’importanza di porre con forza la questione salariale nel prossimo rinnovo contrattuale (mettendo l’accento sull’obbiettivo di un adeguamento degli stipendi della conoscenza ai livelli europei presenti nelle Linee guida recentemente approvate più che sull’indicazione e l’utilizzazione dell’indice IPCA per definirne le quantità nella sua componente fissa) e soprattutto la questione dell’autonomia (segnalando con forza la centralità e la confederalità di questa battaglia, in quanto siamo in presenza della differenziazione e quindi dello smantellamento di diritti universali, non solo nella scuola ma anche in altri settori centrali come la sanità, non solo in Veneto e Lombardia ma anche in Emilia Romagna).

I nostri interventi (Luca Scacchi, Monica Grilli e Vincenzo Cimmino) hanno sottolineato in particolare l’importanza di sviluppare una mobilitazione immediata contro l’autonomia rafforzata, per l’attacco profondo che essa rappresenta ai diritti universali, ma anche al contratto e all’unità del mondo del lavoro. In questo quadro, è stata riconosciuta la grande positività della costruzione di un ampio fronte contrasto: non solo le categorie di CGIL CISL e UIL, non solo i sindacati del settore come SNALS e GILDA, ma anche Cobas e Unicobas e anche il variegato mondo di associazioni e comitati (della scuola, degli studenti e non solo), come è reso evidente dalla prossima iniziativa a Bologna (esplicitamente anche contro la proposta di autonomia rafforzata di quella regione). In questo quadro, sono stata anche ampiamente sottolineate le forti criticità di questo percorso: la confusione e le ambiguità sulla piattaforma (tra contratto, precariato e autonomia rafforzata; in un contratto poi accenna a salari europei ma poi concretizza una proposta di aumento del solo 4,1% nel triennio, basata sull’IPCA, e rilancia la differenziazione degli stipendi tra i docenti) e soprattutto il ritardo nella mobilitazione (la mancanza di assemblee e iniziative nei territori e soprattutto nei posti di lavoro, l’assenza di una data di sciopero; la sua probabile proclamazione a ridosso delle elezioni europee ma soprattutto della fine dell’anno scolastico, rischiando nuovamente di ghigliottinare ogni suo ulteriore sviluppo). Infine, abbiamo anche dichiarato esplicitamente la nostra contrarietà alla proposta di segreteria nazionale: non per una valutazione sulla sua composizione o, tantomeno, sul profilo dei suoi componenti, ma per una considerazione politica generale rispetto all’asse e l’orientamento uscito dal congresso e riconfermato anche in questa segreteria.

Il dibattito nel suo complesso è stato comunque frammentato, per l’intrecciarsi di diversi piani di confronto (la nuova segreteria, la fase complessiva, l’autonomia rafforzata, il contratto), oltre che per le contraddizioni che sono proprie di questa fase (la crisi, la ripresa dei movimenti ma anche la tenuta di un’egemonia reazionaria nel paese).
In particolare, si sono espressi anche dal palco alcune perplessità e persino contrarietà esplicite alla proposta di segreteria (in particolare per l’assenza di alcuni settori, come la ricerca o il precariato, e l’assenza o l’estromissione di alcune sensibilità della maggioranza, come LavoroSocietà). Mentre il sostegno alla proposta è stato motivato in particolare per la sua adeguatezza, il percorso di ascolto e coinvolgimento che l’ha preceduta e, anche, per affidamento alle scelte del segretario (SIC!! evidentemente nella CGIL di oggi questo è un tratto che non solo viene giudicato positivamente, ma viene anche rivendicato con orgoglio).
Sul piano politico, è stata ribadita una contrarietà generale e ampiamente condivisa sull’autonomia rafforzata, anche se diversi interventi hanno sottolineato la questione contrattuale come un tema a parte, su cui spostare il baricentro dell’iniziativa, delle assemblee e della mobilitazione.

Nel corso del dibattito, nel frattempo, si è proceduto nelle operazioni di elezione della segreteria. Prima con la consultazione di tutti i componenti dell’AG (un nostro compagno è stato inserito, in rappresentanza del documento riconquistiamotutto, nella cosiddetta “commissione dei saggi”). Poi con il voto, che alla fine ha approvato la proposta avanzata con 121 favorevoli (76,58%), 29 contrari (18,35%) e 8 astenuti (5,06%). I compagni e le compagne di riconquistiamotutto presenti (e che quindi hanno espresso voto contrario) erano quattro.

Al termine, dopo le conclusioni di Maurizio Landini (che hanno sostanzialmente ribadito impianto e considerazione espressi nella recente assemblea generale della CGIL), il segretario nazionale della FLC ha proposto un ordine del giorno conclusivo. I compagni e le compagne di riconquistiamotutto presenti hanno votato contro il testo.
Il compagno Francesco Locantore ha motivato tale scelta per una questione di metodo e di merito. Di metodo, perché si è ritenuto inaccettabile che si pongano in votazione odg negli ultimi 5 minuti, senza averli annunciati né socializzato prima il contenuto in Direttivo, in modo da permettere eventuali odg alternativi. Nel merito, perché non si condivide il richiamo alla piattaforma unitaria per il rinnovo del ccnl (che chiede solo il 4,1% di aumenti in tre anni), a fronte della perdita di potere d’acquisto intervenuta durante i dieci anni di vacanza contrattuale nella precedente tornata. Lo sciopero infine, ancora una volta subordinato alle valutazioni circa le risposte del governo (che in effetti non ci sono state) arriva troppo tardi: si sarebbe dovuto farlo a marzo. Ovviamente, questa nostra posizione e valutazione non farà venire meno il nostro impegno ed il nostro sforzo per la riuscita dello sciopero e per lo sviluppo di un vero e proprio movimento di massa contro l’autonomia rafforzate. Come non fare venir meno il nostro impegno per la conquista di un contratto con aumenti stipendiali significativi, a partire da una definizione di una piattaforma e di una sua definizione partecipata.

LS

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