Parte il congresso. Il regolamento e le date

Il regolamento del Congresso: difesa la soglia del 3% per presentare un documento alternativo. Restano però le vecchie regole sulle procedure di voto e i seggi aperti.

Il direttivo nazionale di ieri ha approvato il regolamento congressuale (leggi la dichiarazione di voto di Eliana Como) e definito le date di svolgimento del Congresso.

Ecco le date.

9-10 marzo: il Direttivo nazionale elegge una Commissione di lavoro plurale che avrà il compito di redigere entro il 3 aprile una bozza del documento congressuale

dal 5 aprile al 18 maggio: le assemblee generali a ogni livello, di categoria e territorio, regionali e nazionali, discuteranno la bozza elaborata dalla Commissione. Le assemblee non voteranno, ma le relative segreterie e presidenze avranno il compito di fare una sintesi della discussione, che ritornerà alla Commissione.

30 maggio: il Direttivo nazionale presenterà il documento o eventuali documenti presentati almeno dal 3% del Direttivo (5 componenti). A quel punto sarà possibile presentare eventuali emendamenti relativi ai documenti

6-7 giugno: il Direttivo approverà i documenti definitivi

Le assemblee di base si terranno dal 18 giugno al 29 settembre, con una pausa da 6 al 19 agosto.

A seguire si terranno i congressi territoriali (entro il 19 ottobre) e quelli regionali (dal 12 al 30 novembre).

Il congresso nazionale della Cgil dovrebbe tenersi dal 17 al 20 dicembre, ma, per ragioni organizzative, il direttivo del 9-10 marzo si riserva la possibilità di valutare altre soluzioni.

 

Il nuovo regolamento non modifica nella sostanza il precedente e in particolare non modifica la regola statutaria che consente di presentare un documento alternativo con il 3% dei componenti del direttivo. Essendo in 5 nel direttivo avremo quindi la possibilità di presentare un nostro documento.

Ci sono alcune modifiche di principio che non condividiamo, ma che non modificano di fatto la sostanza delle norme, nemmeno nella possibilità di presentare nelle assemblee i documenti, come pure abbiamo temuto. Abbiamo anche ottenuto qualche piccolo miglioramento sulla programmazione delle assemblee, cioè che il caledario delle assemblee sarà preventivamente comunicato ogni 21 giorni (invece che 15) e con norme più stringenti sulle comunicazioni e gli eventuali spostamenti, compreso il fatto che la programmazione delle assemblee non sarà più soltanto affissa sull’Albo in camera del lavoro, ma comunicata via mail ai responsabili dei documenti.
Il punto vero in ogni modo, è che lo spazio per le minoranze è stato difeso. Riteniamo che la nostra presenza nella commissione che ha lavorato alle modifiche del regolamento sia stata decisiva da questo punto di vista, così come in alcuni passaggi di semplificazione delle procedure. Non altrettanto sulla possibilità di modificare l’impianto precedente del regolamento e in particolare la possibilità di deroga da parte delle categorie sulla apertura dei seggi. Circostanza che non è modificata nel nuovo regolamento e che nei precedenti congressi ha determinato situazioni assolutamente non controllabili, soprattutto nello Spi e in alcune categorie, con seggi aperti per giorni e nessun rapporto tra la discussione congressuale nelle assemblee e il voto.
Abbiamo contestato questa parte del precedente regolamento, tanto da votare contro complessivamente all’intero impianto. (leggi la dichiarazione di voto di Eliana Como)

Allo stesso modo, abbiamo annunciato che chiederemo anche più di altri il rispetto di questo regolamento, sapendo che, nei congressi scorsi, il suo mancato è stato spesso uno dei problemi maggiori che abbiamo avuto.

Appena possibile faremo una sintesi del regolamento, in particolare sullo svolgimento delle assemblee, proprio per facilitare la possibilità di chiederne il rispetto. E ci organizzeremo, fin da subito, a partire dal coordinamento del 26 gennaio a Roma, per essere più preparati possibile, tanto alle assemblee che per coprire i seggi, nonostante tutte le difficoltà che già conosciamo.

La partecipazione al coordinamento nazionale del 26 gennaio è tanto più importante perché la vera novità del nuovo regolamento è che il congresso sarà preceduto da una fase preparatoria in tutte le assemblee generali, a ogni livello, territoriale e categoriale. Questa fase non sostituisce l’unico vero momento di partecipazione del congresso, che è quello delle assemblee di base. La nostra opinione è che questo passaggio non coinvolgerà davvero i lavoratori e le lavoratrici, ma sarà comunque una fase di ascolto e partecipazione per tanti delegati e delegate. E cercheremo di farla diventare anche per noi una occasione per intervenire nel dibattito e spiegare le nostre posizioni. Questa fase di discussione avverrà soltanto su un documento, quello che verrà elaborato da una Commissione eletta dal direttivo del 9 e 10 marzo. Avremo modo, però, nelle assemblee generali di spiegare il nostro punto di vista.
Sarà poi nel direttivo del 30 maggio, quello che raccoglierà le sintesi delle discussioni che avverranno nelle assemblee generali (nelle quali non si voterà), quello nel quale si potranno presentare documenti alternativi e, successivamente, i relativi emendamenti. Il direttivo successivo, quello del 6 e 7 giugno, varerà poi i documenti definitivi.

Qui il testo del regolamento che è stato approvato dal Direttivo. Ricordiamo a tutte e tutti il coordinamento nazionale del 26 gennaio, a cui, dato l’avvio di fatto del congresso, diventa particolarmente importante partecipare.

sindacatoaltracosa – opposizione cgil

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