Regolamento Congresso. Dichiarazione di voto di E.Como

Direttivo del 16 gennaio 2018. Dichiarazione di voto contrario sul regolamento congressuale

Non mi sfugge che quando è iniziata questa discussione, non era affatto scontato che il nuovo regolamento congressuale non avrebbe modificato lo Statuto della Cgil e in particolare l’attuale soglia del 3% del Direttivo nazionale per la presentazione di documenti alternativi. Qualcuno lo chiedeva esplicitamente. Altri hanno temuto talmente tanto che sarebbe stato impedito lo spazio per una minoranza di opposizione, che sono usciti da questa organizzazione prima che accadesse.

Io francamente non ho mai pensato che lo Statuto potesse essere modificato da un regolamento congressuale, ma, avendo partecipato a questa discussione so altrettanto che non è stata affatto facile, né tanto meno scontata. Quindi dico con chiarezza che considero positivo il risultato a cui siamo arrivati, scrivendo un nuovo regolamento che non modifica lo Statuto e che non cancella lo spazio dell’opposizione. Credo debba essere un fatto positivo per tutti, non soltanto per me e per i compagni e le compagne del sindacatoaltracosa, che evidentemente ne sono direttamente coinvolti, avendo 5 componenti nel direttivo e quindi la possibilità di presentare un documento alternativo. Sarebbe stato sbagliato, oltre che assurdo, se proprio la Cgil avesse alzato la soglia per la rappresentanza delle minoranze, proprio ora che persino la politica l’ha riportata al 3%.

Il nuovo regolamento non modifica quindi nella sostanza quello precedente. L’unica vera novità sostanziale è nella fase di costruzione dei documenti e di discussione nelle Assemblee Generali. Per me questo non significa automaticamente che la discussione congressuale sarà costruita “dal basso”, in modo partecipato e democratico. Considero che l’unico vero momento di partecipazione sarà quello delle assemblee di base. Però, credetemi, non avrò preconcetti e parteciperò a questo percorso di preparazione del congresso con un atteggiamento di ascolto e di confronto con i tanti delegati e le tante delegate che vi prenderanno parte.
Altrettanto, però, considero ovvio e naturale che la bozza di documento che verrà prodotta dalla Commissione incaricata non uscirà dal cappello di un mago come il coniglio. Sarà ovviamente (e giustamente anche) il portato delle scelte politiche e contrattuali di questi anni. Credo vi stupireste anche voi, se dopo aver apertamente criticato la maggior parte di queste scelte (con alcune significative eccezioni, sul referendum del 4 dicembre e sull’antifascismo, per esempio), improvvisamente, all’ultimo le condividessimo. Non la considerate, quindi, rigidità, ma piuttosto coerenza.

In ogni modo, il nuovo regolamento non modifica nella sostanza il precedente. E se questo da un lato è positivo, per la ragioni che ho detto, dall’altro significa che lascia irrisolte alcune questioni fondamentali che contestiamo da sempre. Prima tra tutte la possibilità che ogni categoria possa decidere deroghe sui limiti già molto ampi previsti per l’apertura dei seggi. Questo ha determinato negli ultimi congressi, lo sappiamo fin troppo bene, situazioni assolutamente non controllabili, soprattutto nello Spi e in alcune categorie, con seggi aperti per giorni e nessun rapporto tra la discussione congressuale nelle assemblee e il voto.
Anche noi auspichiamo che ci sia una grande partecipazione al congresso, ovviamente. Ma vorremmo che fosse una partecipazione vera, che coinvolga i lavoratori e le lavoratrici nelle assemblee e non soltanto in una operazione di voto che spesso non ha niente a che vedere con i contenuti congressuali.

Per queste ragioni, voteremo contro il regolamento. Non voteremo contro il “nuovo” regolamento, ma più che altro contro il “vecchio”. Cioè non contro le novità che in esso sono contenute, che in parte abbiamo provato a contribuire a scrivere e che non peggiorano nella sostanza le vecchie regole, quanto contro l’impianto precedente.

E in ogni caso, vi rassicuro che non soltanto – come è ovvio – rispetteremo questo regolamento, ma soprattutto che ne chiederemo a tutti il rispetto. E vi prometto che lo faremo più di chiunque altro, perché a volte, nei congressi scorsi, il mancato rispetto del regolamento stesso è stato il problema maggiore che abbiamo avuto.

Eliana Como

Appena disponibile, pubblicheremo il testo del regolamento, approvato dal Direttivo con il nostro voto contrario.

Leggi la nota sul regolamento

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