Direttivo FLC 27.4: chiamata per competenze, un accordo pericoloso .

Resoconto del Direttivo FLC del 27.4.2017 su mobilità e chiamata per competenze.

Giovedì 27 aprile 2017 si è riunito a Roma il Direttivo FLC. All’ordine del giorno, sostanzialmente, due questioni: da una parte i due recenti contratti integrativi nazionali (CCNI) della scuola, su mobilità e chiamata per competenze; dall’altra le prossime mobilitazioni, sullo sfondo dell’approvazione delle deleghe alla 107 e il rinnovo del CCNL (con il Testo Unico in discussione nelle commissioni parlamentari).

La discussione si è aperta con la relazione del segretario (Francesco Sinopoli), seguita da una comunicazione sui CCNI (Annamaria Santoro, della segreteria). Accordi e mobilitazioni sono stati inquadrati nell’attuale contesto politico e sociale. In primo luogo quello mondiale, sottolineando lo sviluppo di nuove dottrine imperialiste (da Trump a Erdogan), con il rischio di una precipitazione dei conflitti tra potenze (dalla Siria alla Corea). In secondo luogo, si è evidenziato che Gentiloni, nel nuovo ed emergente assetto UE (Europa a più velocità), sta rilanciando le politiche di Renzi (dal DEF al decreto Minniti-Orlando). In terzo luogo, si è ribadito la centralità del rapporto con lavoratori e lavoratrici, anche in riferimento ad Alitalia e alla campagna in corso contro il sindacato (questa volte del M5S). In questo difficile contesto, si è rilevata la situazione “non entusiasmante” della conoscenza: negativa la forzatura sulle deleghe alla 107; grave il calo di risorse all’istruzione e ricerca per l’anno prossimo; allarmante il Testo Unico, che mantiene un ruolo subordinato della contrattazione e non rivede punti centrali della Brunetta.
In questo quadro si collocano i due CCNI.
Il primo, sulla mobilità, conferma l’intesa di fine dicembre, positiva ed apprezzata da lavoratori e lavoratrici: si rallenta implementazione della 107, con il mantenimento delle assegnazioni alle scuole; si sospende il vincolo triennale, rimediando ai disastri dello scorso anno; si conquistano spazi per le RSU, inserendo in contrattazione decentrata le assegnazioni ai plessi in altri comuni.
Il secondo, sulla chiamata per competenze, si è dimostrato più complesso. L’obbiettivo della FLC era ottenere, con un contratto, una limitazione all’impianto della 107, costruendo spazi di contropotere rispetto alle discrezionalità dei Dirigenti Scolastici. L’obbiettivo del MIUR, ed in particolare di alcuni dei suoi settori più oltranzisti, era opposto. Sul testo si è sviluppato un corpo a corpo tra queste diverse impostazioni, sino all’ultimo. L’articolo 5 (che regola procedure di chiamata e potere dei DS) è il risultato di questa lotta e ne porta tracce evidenti. Per la FLC è centrale aver assegnato al Collegio docenti un potere vincolante (delibera sui criteri). Così si conferma il ruolo di supremo organo collegiale della scuola (L. 297 e autonomia). Inoltre, si sono limitato i criteri a quelli presenti nella lista nazionale, si è ridotto il loro numero, si è escluso gli incarichi di nomina dei DS (vicario, responsabile plesso, ecc) o i Comitati di Valutazione. Alla fine sono rimasti solo 18 criteri, tutti oggettivi. Certo, sappiamo che ci sarà una spinta ad interpretare diversamente il CCNI, da ANP come da altri. Qui sta il ruolo del sindacato, che deve rendere esigibile questo accordo e garantirne l’interpretazione migliore. Se poi il MIUR, in circolari e direttive, interpreterà diversamente gli aspetti su cui esplicitamente si è raggiunto un’intesa (ad esempio i colloqui), questo comporterà una disdetta di fatto dell’accordo.
Nel quadro della discussione sul Testo unico, è però importante aver ottenuto in un contratto una limitazione della 107. Per questo si ritiene che i due CCNI rientrino nel percorso di conquista del CCNL, che si sta oggi conducendo anche per ottenere un Testo Unico migliore (emendamenti confederali e categoriali nelle commissioni parlamentari). Se il TU dovesse sconfessare l’intesa del 30 novembre, mantenendo un quadro confuso del rapporto tra legge e contrattazione, sarebbe infatti a rischio tutta la stagione contrattuale. Per questo si propone di riprendere la mobilitazione. Dal 3 al 9 maggio, durante le prove Invalsi, con la convocazione di assemblee provinciali per discutere deleghe e 107, criticando il sistema di valutazione previsto. Il 6 maggio, con un presidio su precariato e contratto, con FP e Nidil, prima della manifestazione CGIL del pomeriggio. Infine, con una manifestazione unitaria su università, ricerca e AFAM (18 maggio) ed una sul personale ATA (entro fine maggio). Se non ci saranno risorse e cambiamenti al TU, sarà anche indispensabile arrivare ad uno sciopero generale.

Nella discussione, una parte degli interventi ha quindi sostenuto pienamente entrambi gli accordi: si è affermato il valore della contrattazione, praticando l’obbiettivo di intralciare la Buonascuola; si è riusciti a ridurre i criteri ed eliminarne i peggiori; si è limitate la discrezionalità dei DS (l’art 5 si legge alla luce dell’art. 4, dove si precisa che l’esame è sui requisiti dei candidati, non sui candidati). Una valutazione quindi totalmente positiva dell’azione FLC, che in alcuni si è persino configurata come un “bicchiere totalmente pieno”, in una nuova fase segnata dai successi CGIL (4 dicembre e referendum) dove “qualcosa è cambiato nel governo”. In questa direzione si sono spinti in particolare gli interventi della direzione del comparto scuola e di alcune strutture regionali (come Lombardia, Marche e Veneto).
Altri hanno espresso il proprio accordo sui CCNI, ma con elementi di sofferenza e nel quadro di valutazioni contrastanti: il “bicchiere è mezzo pieno”, “ammiro chi dichiara con sicurezza una propria valutazione definitiva sui CCNI”, “ci sono aspetti negativi evidenti, ma il punto centrale è se si intralcia o non si intralcia la 107”; “si è eluso temporaneamente la 107”, ed è un passo avanti rispetto allo scorso autunno”.
Non sono comunque mancate voci critiche, provenienti anche da settori importanti della maggioranza (tra di loro, le direzioni di Milano, Puglia, Piemonte, ecc). In particolare alcuni hanno sottolineato la progressiva implementazione della 107, la debolezza del contrasto sulle Deleghe (“ce ne siamo accorti troppo tardi”), la necessità e l’urgenza di riprendere il conflitto per poter realmente intralciare la Buonascuola. In questo quadro, sono emerse perplessità sul secondo CCNI: il risultato ottenuto sulla mobilità non ha corrispettivo nella chiamata per competenze; si rischia di esser travolti nel quadro di una supremazia della legge sui contratti (TU e nuovo CCNL); al di là dell’affermazione del ruolo dei Collegi, nelle prassi rimane significativo il ruolo dei DS; manca un sistema di valutazione dei titoli e delle esperienze, con punteggi, in grado di stilare una graduatoria oggettiva. Interventi, anche diversi, che hanno raccolto in particolare i settori più in sofferenza rispetto a tutto il percorso politico che ha recentemente portato alla nuova segreteria FLC. Alcuni (in particolare dell’università), infine, hanno sottolineato l’importanza di focalizzarsi, subito, su TU e CCNL. Nel TU viene ribadita la preminenza della legge sui contratti: qualunque possibilità di intralciare la 107 viene eliminata alla radice. Per questo la battaglia principale è quella sul TU, sulla revisione di 150 e 165. Sino ad oggi la mobilitazione è stata impercettibile, e anche da qui a fine maggio è insufficiente: sarebbe necessario mettere in campo ora, subito, anche lo sciopero generale.

Noi, come sindacatoaltracosa-OpposizioneCgil, abbiamo sottolineato la nostra posizione contraria al secondo CCNI sulla chiamata per competenza e la necessità di riprendere subito la mobilitazione, con due interventi di Luca Scacchi e Francesco Locantore.

Nelle conclusioni, la segreteria FLC (oltre a convocare un nuovo direttivo straordinario su Tu e CCNL per il 5 maggio) ha presentato 3 ordini del giorno (sui CCNI, sulla situazione internazionale ed il rischio di guerra, sulle prossime mobilitazioni). Noi abbiamo presentato un nostro odg sui CCNI

I due odg sui CCNI sono stati votati in contrapposizione. Quello della segreteria, approvato a larga maggioranza, ha visto accolte alcune modifiche, di portata minore, proposte dai settori critici e perplessi (l’inserimento della critica alla 107 all’inizio del testo, per sottolineare il quadro permanente di opposizione alla Buonascuola; la preparazione di materiali di supporto per i collegi, nei quali condurre una battaglia per identificare non solo criteri, ma anche procedure precise per la loro valutazione che limitino azione dei DS; ecc). L’odg presentato da noi ha ottenuto 4 voti (1 in più dei compagni e delle compagne dell’Area presenti), diversi componenti non hanno votato né l’uno, né l’altro.

L’odg sulla situazione internazionale è stato approvato all’unanimità, dopo che sono stati accolti due emendamenti proposti da noi (il primo sulla qualificazione della guerra in Siria, il regime di Assad, il fondamentalismo e l’attuale ruolo delle grandi potenze; il secondo su necessità di sostenere e promuovere mobilitazioni contro la guerra e l’aumento delle spese militari).

L’odg sulle prossime mobilitazioni è stato approvato a larga maggioranza, con il nostro voto contrario, soprattutto (ma non solo) perché non si prevedeva lo sciopero sull’Invalsi (con l’esplicito obbiettivo di impedire la somministrazione test) e non si indicava con chiarezza la necessità di proclamare uno sciopero su TU e CCNL entro maggio.

Sindacatoaltracosa-OpposizioneCgil nella FLC.

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