CC FIOM. E.Como. Su ccnl e pensioni mobilitiamo i lavoratori.

Intervento di Eliana Como al Comitato Centrale FIOM, 2 novembre 2016

Sarò breve, anche perchè quello che penso sulla trattativa per il contratto nazionale lo sapete già perchè l’ho già detto all’ultimo Comitato Centrale e lo hanno efficacemente ribadito Matteo Moretti e Serafino Biondo negli interventi che mi hanno preceduto.

Aggiungo soltanto che la relazione del segretario generale di oggi non fa che confermare i timori che io e altri avevamo espresso la volta precedente. Le distanze nella trattativa tra noi e Federmeccanica sono enormi. E, a sentire la relazione di oggi, non si tratta davvero né di fare 1 metro, né di fare 1 chilometro. Questo sia dal punto di vista salariale, cosa che più o meno sapevamo, che dal punto di vista normativo, come ho sentito oggi.

Sul tema degli assorbimenti, per esempio, si è detto oggi con chiarezza che, anche se la proposta dovesse diventare che gli aumenti sono assorbibili soltanto a partire dal 2017, sarebbe comunque inaccettabile per noi. Ne sono contenta. Faccio presente che non era così chiaro nella discussione dell’altra volta e che, come ha ricordato Matteo prima di me, in alcuni attivi territoriali, per aver sostenuto le stesse cose, molti di noi sono stati insultati.
Anche su altri temi, penso che la Fiom dovrebbe esprimersi con molta maggiore nettezza rispetto alla propria contrarietà e ai rischi che determinerebbero. Sul tema del welfare, prima di tutto. Ma non mi ripeto perchè ha già detto tutto chi ha raccontato la pessima vicenda di Fincantieri.
Altrettanto, ritengo un errore grave che, anche oggi, la relazione introduttiva non abbia detto niente su tutti i temi relativi al contratto separato del 2012, pur avendo passato in rassegna tutti i punti – sia salariali che normativi – su cui la discussione con le controparti è in salita. Ancora in questa fase della trattativa, si continua a eludere il problema di cosa ne sarà di tutti quei temi introdotti nel 2012 da Fim e Uilm, ai quali noi giustamente quattro anni fa abbiamo detto di no: deroghe, flessibilità, straordinario, malattia.

Detto tutto questo, se lo stato della trattativa è quello che è stato descritto, capisco ancora meno perchè la FIOM non schieri l’organizzazione per mobilitare i lavoratori e le lavoratrici e perchè non si siano utilizzati gli attivi delle scorse settimane per preparare alla lotta piuttosto che alla firma di un contratto.
Anche affrontando le difficoltà che ci sono nel mobilitare le persone, come è stato ricordato dall’intervento che mi ha preceduto sugli scioperi di Fincantieri. Affrontiamole le difficoltà, va bene. Ma facciamolo altrimenti davvero non abbiamo più via d’uscita.
E affrontiamole anche con la CGIL, perchè non siamo l’unica categoria che ha difficoltà a fare un ccnl decente. Non sarà sfuggito a nessuno che nel terziario la scorsa settimana, sindacati e imprese hanno firmato un accordo che congela la tranche di 16 euro di aumento che i lavoratori e le lavoratrici avrebbero dovuto prendere a novembre. Lascio stare quello che è il mio giudizio su un accordo che accetta che un aumento già concordato nel 2015 salti per aria senza nemmeno il voto dei lavoratori, assumendo nei fatti che il ccnl è scritto sull’acqua. Ma non si può tacere che anche questo sia un effetto delle difficoltà della nostra trattativa e della determinazione di Federmeccanica di riscrivere nei fatti le regole del nuovo modello contrattuale. Con effetti su tutti, non soltanto su di noi. Non è un caso nemmeno che i vari ccnl dei servizi siano in stallo di mesi, in attesa appunto di cosa accade nel ccnl dei metalmeccanici. Per non parlare poi di scuola e pubblico impiego.
Allora, la CGIL avrebbe il dovere di unificare le vertenze e chiamare a una mobilitazione generale, sia del settore privato che di quello pubblico.

A proposito di questo, vengo al tema delle pensioni. Non basta che ci diciamo che siamo tutti contrari all’APE e che i lavoratori e le lavoratrici sono giustamente arrabbiati perchè non abbiamo fatto niente del 2012. Come non basta, che il segretario generale nei comizi dica, come ha fatto a Bologna, che se incontra per strada quello ha fatto la proposta dell’APE, lo rincorre e gliene dice quattro. Efficace certo, ma soltanto per un comizio. Cosa che non basta, se poi questo Comitato Centrale non prende una posizione chiara e netta contro l’APE e contro l’intero impianto del verbale di riunione, la cui firma da parte della CGIL ha determinato più confusione che altro.

Questo Comitato Centrale si esprima con un netto rifiuto delle proposte di riforma del sistema pensionistico che, in cambio di piccoli aggiustamenti, lasciano intatta la legge Fornero, introducendo l’APE.
E si esprima oggi, visto che lunedì prossimo si terrà il Direttivo nazionale della CGIL chiamato a discutere proprio di questo.
E non soltanto si esprima sull’inopportuna firma della CGIL a quel verbale di riunione, ma soprattutto si esprima sulla necessità di alzarsi da quel tavolo, mettere in discussione l’intero impianto e mobilitare i lavoratori e le lavoratrici.

Per queste ragioni, il sindacatoaltracosa presenterà a questo Comitato Centrale un ordine del giorno.

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