Che botta! All’AMIU di Genova 78% di NO

Bocciata l’Ipotesi di Accordo sul rinnovo del CCNL Igiene Ambientale.

Che botta! I/Le lavoratori/trici dell’AMIU di Genova, l’azienda che gestisce il ciclo dei rifiuti, bocciano a larga maggioranza l’Ipotesi di Accordo sul rinnovo del CCNL del comparto dell’Igiene Ambientale, sottoscritta il 10 luglio scorso con Utilitalia da parte delle Segreterie nazionali di FP CGIL, FIT CISL, UILTrasporti e del sindacato autonomo FIADEL.
Con una notevole affluenza al voto – votano infatti in 1.245 sui circa 1.550 aventi diritto – il NO ottiene 958 voti, pari al 77,7%. 275 sono stati i voti favorevoli, pari al 22,3%, e 12 gli astenuti (Verbale ufficiale della votazione avvenuta).

Così come sta avvenendo per tutta la penisola, in grandi e piccole aziende del comparto dell’Igiene Ambientale, la contrarietà dei/delle lavoratori/trici a questa Ipotesi di Accordo si sta esprimendo con sonore bocciature. Solo per citare quelle delle aziende più grandi, all’AMSA di Milano la consultazione si è già conclusa con la vittoria del No, con 987 voti (65,3%), contro i 525 (34,7%) voti a favore, mentre all’AMA di Roma, dove la consultazione non si è ancora conclusa e andrà avanti fino al 17 ottobre, il No è avanti, con circa 1.850 voti, contro i circa 1.050 voti favorevoli.
Dalle notizie che abbiamo, il No vince in numerose altre aziende, all’ACEA di Pinerolo e al TRM di Torino, a Monza, a Trento e a Vicenza, a Schio e a Bassano del Grappa, a Udine, alla Hera di Bologna e a Cento, a Parma e a Reggio Emilia, a Massa e a Pistoia, a Empoli e a Livorno, ma anche nel Sud, come ad esempio all’AMIU di Bari, con l’81,3% di No.

E’ una contrarietà, quella che si sta esprimendo così massicciamente e clamorosamente, a un’Ipotesi di Accordo che aumenta l’orario di lavoro settimanale di lavoro da 36 a 38 ore (104 ore annue di lavoro in più), proprio in un comparto dove ampie fasce di lavoratori/trici svolgono mansioni usuranti e turni di lavoro notturno, un aumento inoltre che non porterà certo benefici all’occupazione … un’Ipotesi di Accordo che dispone un peggioramento complessivo nella classificazione del personale, con l’introduzione di un livello inferiore sotto l’attuale livello 1°, a parametro 90, nelle aziende pubbliche e addirittura due, a parametri 80 e 88,38, in quelle private, con un riordinamento della declaratoria dei diversi livelli professionali verso il basso. E poi restrizioni sul diritto di sciopero, decurtazioni economiche sulle malattie brevi, la conferma del Jobs Act, ecc. E un “aumento” di 90 Euro a regime che non corrisponde nemmeno a quanto perso in relazione all’aumento dell’orario di lavoro.

A tal proposito, potete anche qui vedere e scaricare il volantino “Un contratto di restituzione. Rinnovo CCNL Igiene Ambientale: Ipotesi di Accordo da bocciare”, diffuso a livello nazionale dai/dalle compagn* dell’Area “Il sindacato è un’altra cosa – Opposizione CGIL” nella FP CGIL  (vedi qui il comunicato). Nella riunione del Comitato Direttivo nazionale della FP del 14 luglio scorso, solo i/le compagn* della nostra Area si espressero con una forte contrarietà a questa Ipotesi di Accordo.

All’AMIU di Genova il NO è stato organizzato da un Comitato di delegat* e lavoratori/trici, indipendentemente dall’iscrizione alle diverse sigle sindacali, presenti in oltre 50, la sera di giovedì 29 settembre, alla riunione dove si è poi deciso formalmente di costituirlo (vedi il volantino di annuncio della riunione). Nella RSU di AMIU, una buona metà dei 10 delegati della FP CGIL, il primo sindacato in azienda, con oltre il 43% dei voti alle ultime elezioni RSU, era esplicitamente contrario all’Ipotesi di Accordo. Non a caso, lo scorso lunedì 3 ottobre, nell’Assemblea generale dei/delle lavoratori/trici dell’azienda, molto partecipata, con circa 500 presenti, riunita appunto per discutere e valutare l’Ipotesi di Accordo sul rinnovo del CCNL, dopo la relazione introduttiva di Massimo Cenciotti, coordinatore nazionale del comparto per la FP, i primi interventi, tutti contrari all’Accordo, sono stati di 3 delegati RSU e/o del Comitato degli Iscritti aziendale della FP CGIL.
Poi, quando c’è stato il primo intervento a favore, da parte del segretario provinciale FP CGIL, l’atmosfera si è … vivacizzata e una buona parte dell’Assemblea, al grido di “Vergogna, vergogna” (ed altro), ha deciso di lasciare la sala, dandosi appuntamento per le votazioni, e l’Assemblea è finita lì – si veda l’articolo (con video) “Amiu, lavoratori contestano sindacati alla vigilia del referendum sul contratto”, pubblicato sul giornale online “Genova24.it”.

Giudichiamo davvero … sopra le righe il comunicato emesso poi nel pomeriggio di lunedì scorso dalle Segreterie provinciali di FP CGIL, FIT CISL, UILTrasporti e FIADEL, dal titolo “Una brutta giornata per la democrazia sindacale”. Che le Assemblee di lavoratori/trici non siano propriamente equiparabili a paludati dibattiti dovrebbe essere messo in conto da chi fa il sindacalista … invece ci si ostina a dichiarare che si tratta di “un buon contratto di difesa” e che si è voluto impedire una discussione “cercando di accreditare … una lettura ideologica e non di merito”.
Ma un comunicato ancor più impressionante è quello delle Segreterie nazionali del 16 settembre scorso, che si scagliano contro “i professionisti del no a prescindere”, contro “i soliti soggetti che a ogni rinnovo contrattuale, attraverso atteggiamenti provocatori mistificano e falsificano la realtà”. “L’obiettivo di questi individui … [è] solo quello di avere un palcoscenico dove esibire le loro prestazioni violente, estranee al mondo dei servizi ambientali e del lavoro”. No comment …

Intanto a Genova, dopo l’Assemblea di lunedì, ci sono stati 3 giorni di votazione, da martedì a giovedì, con seggi in tutte le 26 sezioni territoriali, alla Volpara, negli uffici della Direzione. Qui a Genova, a differenza che altrove, nella RSU si è definito di fare davvero un referendum, cioè una vera “consultazione certificata”. E l’affluenza al voto è stata davvero notevole, ben superiore anche a quella registrata per le elezioni RSU. Chi era nella commissione elettorale ci racconta di lavoratori/trici fuori turno o part time che si presentavano al seggio per poter votare … anche loro in preda a “una lettura ideologica e non di merito”? E poi, la mattina di venerdì 7 ottobre, con inizio alle ore 9.00, lo scrutinio pubblico delle schede, con l’esito che abbiamo già riportato. Si veda l’articolo “Amiu, al referendum sul contratto nazionale stravince il no: 958 contro 275”, anche questo pubblicato sul giornale online “Genova24.it”, dove viene riportato il commento del Comitato del NO, che così si conclude: “Con il voto di oggi abbiamo dimostrato che cos’è la democrazia. Le urne hanno confermato l’esito dell’assemblea: la stragrande maggioranza dei lavoratori ha bocciato il contratto e l’operato di sindacalisti. Sono loro la ‘esigua minoranza’ e ora dovrebbero avere il coraggio di farsi da parte”.

Per parte nostra, come abbiamo già indicato a luglio, come Area di opposizione in CGIL, riteniamo che questo NO sia da utilizzare per rilanciare le mobilitazioni e le lotte, per un rinnovo contrattuale degno di questo nome. Sosteniamo pertanto tutte le iniziative che intendano muoversi in questa direzione. Nel comunicato di cui abbiamo già detto, le Segreterie nazionali si dicono invece “forti del dato positivo che stiamo registrando” e che “le assemblee per la consultazione sul rinnovo del CCNL [sono] da concludersi obbligatoriamente entro il 6 ottobre”.
Già si era andati oltre il 15 settembre, data in cui in un primo momento si sarebbe dovuta concludere la consultazione, ma adesso ci è giunta notizia che si andrà ulteriormente oltre, fino al 17 ottobre … Forse c’è qualche problema?

Genova, 8 ottobre 2016

Aurelio Macciò
(Comitato Direttivo nazionale FP CGIL – Area “Il sindacato è un’altra cosa – Opposizione CGIL”)

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