Note sull’Assemblea Generale FLC Piemonte, settembre 2020

di Alberto Pian, comitato direttivo Piemonte FLC per #RiconquistiamoTutto

Ho partecipato all’assemblea Generale FLC Piemonte che si è riunita il 16 settembre. Qui sotto trovate i due odg presentati: il mio e quello della segreteria regionale. Come si può vedere il documento della segreteria presenta molti punti condivisibili. Tuttavia, ho deciso di presentare un odg alternativo. Per quale motivo? Il problema non riguarda questo o quel punto, che si possono sempre discutere e che possono trovare formulazioni condivise fra sindacalisti di sensibilità diverse, come è giusto che sia in una organizzazione sindacale come la nostra. La questione di fondo riguarda un aspetto più generale e ampio, che investe tutta l’organizzazione ed è quello dell’indipendenza del sindacato, della CGIL, e della FLC. Indipendenza che necessita un asse di rivendicazioni e di difesa delle aspirazioni e degli interessi dei lavoratori.

A mio parere l’orientamento generale, espresso dalla Confederazione e dalla FLC, in questa crisi della pandemia, pone questo problema di fondo: quello del ruolo della CGIL e della sua indipendenza di fronte ai governi (a questo governo) e ai capitalisti e alle loro istituzioni. Del resto, insieme ad altri compagni, proprio su questo tema, avevamo indirizzato una lettera  aperta sul ruolo della CGIL in questa crisi (“Coronavirus, quale ruolo per la CGIL? link“.

Credo che sia interesse di tutti gli iscritti, militanti e quadri dirigenti, porre attenzione a queste questioni e discuterne liberamente

Torino, 19 settembre 2020

Alberto Pian
Direttivo Piemontese FLC CGIL

ODG PRESENTATO DA ALBERTO PIAN

L’assemblea Regionale FLC Piemonte, riunita il 16 settembre 2020 in modalità telematica, a seguito del dibattito esprime quanto segue..

Denuncia la politica del governo e della giunta Regionale che impedisce il funzionamento della scuola in sicurezza, con tutto il personale, gli strumenti e i locali necessari e determina anche pericoli, insicurezza e disorientamento tra le famiglie e gli studenti.
Questa politica investe tutte le regioni e le scuole da mesi e contro questa politica abbiamo bisogno di una risposta decisa e indipendente della FLC e di tutta la CGIL, insieme a tutte le organizzazioni sindacali.
Per questo motivo siamo favorevoli all’ipotesi di uno sciopero generale contro queste politiche e per le legittime rivendicazioni che tutto il personale scolastico si aspetta da tempo: assunzione di tutto il personale necessario come più volte da noi indicato, diminuzione di allievi per classe, sicurezza reale e messa in sicurezza degli edifici, incremento dei trasporti in sicurezza, sostegno alle famiglie in difficoltà, garanzia del diritto allo studio (materiali, libri, connessioni), rinnovo dei contratti di lavoro.

La FLC Piemonte parteciperà alla manifestazione del 26 settembre, ma ribadisce che questa manifestazione è convocata da soggetti civili che uniscono interessi contrastanti e anche equivoci, su obiettivi parziali e limitati. I promotori non si schierano contro le controriforme che si stanno elaborando. Rivendicano anche una distribuzione dei fondi del Recovery Found, e non dicono nulla sul fatto che si preparano in tutti i campi drastiche controriforme (fra le quali la regionalizzazione, la liquidazione dei contratti collettivi, privatizzazione dei servizi pubblici, precarizzazione crescente del lavoro… ). Controriforme che hanno lo scopo di utilizzare questi enormi fondi per smantellare le nostre conquiste e far pagare il conto ai lavoratori. La direzione politica di questa manifestazione non rappresenta la politica del personale della scuola che non può accettare ricatti come quelli che sta subendo, né accetta di dover pagare domani fondi europei che hanno lo scopo di smantellare conquiste sociali e garanzie ottenute dal movimento sindacale. Al contrario, i lavoratori che parteciperanno alla manifestazione del 26 porteranno in piazza tutte le loro sacrosante rivendicazioni e il rigetto della politica del governo, che noi vogliamo raccogliere e non vogliamo che i lavoratori siano manipolati, ma che possano trovare, nelle organizzazioni sindacali e nella loro assoluta indipendenza, i loro legittimi punti di riferimento.

Per questo valuta che la partecipazione a questa manifestazione deve essere espressa in modo assolutamente indipendente, sulla base delle rivendicazioni del personale della scuola che la FLC rappresenta e delle legittime aspirazioni dei lavoratori e in tutta indipendenza dalle politiche del governo e dell’Unione Europea.

 

ODG PRESENTATO DALLA SEGRETERIA

L’assemblea generale Flc Cgil Piemonte, riunita il 16 settembre 2020 in modalità telematica, a seguito del dibattito esprime quanto segue.

Ribadisce il proprio sostegno alla ripresa del sistema dell’Istruzione pubblica in Piemonte – come da II Fase Emergenza Covid  19 –  nella Scuola, pubblica e non statale, Università ed Enti di Ricerca  con il rientro in presenza nella scuola e all’Università, la messa in atto delle migliori condizioni combinate di lavoro in presenza e a distanza,  la garanzia della qualità dell’offerta formativa e della sua continuità ogni giorno mantenendo ferma come priorità assoluta la tutela della salute e sicurezza di studentesse e studenti, di lavoratrici e lavoratori. Afferma al contempo che si batterà con forza a contrasto di ogni iniziativa che, in nome della soluzione emergenziale, danneggi l’occupazione, i diritti e la dignità di chi lavora e si ponga a pregiudizio dell’autonomia professionale e della ricerca, delle competenze degli organi collegiali e della libertà d’insegnamento.

Sottolinea l’esito negativo, in continuità con le carenze delle politiche dei governi precedenti   delle politiche del Governo sul sistema del Conoscenza. Evidenzia la scarsa incisività degli interventi del MUR riguardo a Università e Ricerca, settori entrambi subordinati per le condizioni di lavoro e la qualità dell’offerta a variabili territoriali e agli indirizzi degli enti autonomi.

Denuncia la grande difficoltà della scuola riguardo al reclutamento e al precariato e la necessità di un cambio di rotta da parte del MI con maggiore ascolto e minore autoritarismo  visti  gli oltre 210.00 posti vacanti nella scuola italiana quest’anno, oltre 20.000 in Piemonte, 22.500 immissioni in ruolo su 85.000, 1608 su 8908 in Piemonte  e considerando gli errori nel cronoprogramma MIUR con le inevitabili ricadute negative su studenti, famiglie, persone scuola ma anche personale Usr/At. A questo proposito contrasta fortemente l’iniquo trattamento ricevuto dai precari scuola nel corso delle nomine, sottoposti a causa del malfunzionamento del sistema MI e del fallimento delle GPS a ritardi e  a situazioni di inaccettabile incertezza e  pone in rilievo la non accettabile condizione ancora incerta e non equa riguardo ai trattamenti per i lavoratori cosiddetti fragili in tutti i settori.

Assume il fattore delle diseguaglianze materiali, della povertà e della povertà educativa, del diritto allo studio  e il suo impatto sulla vita di ciascuna bambina e bambino, adolescente e giovane come elemento di costante verifica per  azioni di contrasto in permanenza della questione -non professionalmente accettabile per chi lavora in campo educativo – del differente o assente accesso alla vita scolastica , e in particolare rispetto alle tecnologie digitali, correlata a condizioni di disabilità, di fragilità personali, familiari, sociali ed economiche.

Il gruppo dirigente regionale oggi riunito in Assemblea si impegna pertanto a tutti i livelli e a seconda delle competenze a promuovere e attuare monitoraggi e interventi di mobilitazione.

L’Assemblea regionale FLC CGIL del Piemonte, nell’aderire e promuovere la partecipazione alla Manifestazione nazionale a Roma il 26 settembre indetta da “Priorità alla Scuola” che vedrà la FLC CGIL in piazza unitariamente  con le associazioni e i movimenti di genitori e studenti, chiede che in ogni sede si operi affinché ogni soluzione di ripartenza del sistema dell’Istruzione delineata nel quadro dell’emergenza operi a sostegno  della costituzionalità e della giustizia, dello sviluppo, dell’occupazione e del welfare ritenendo che la possibilità di accesso e la qualità del sistema pubblico di istruzione devono essere preservati e potenziati perché sono gli strumenti principali di affermazione di uguaglianza sociale. Chiede altresi che siano considerati le seguenti questioni come  imprescindibili per la manifestazione e per i percorsi futuri:

  • L’allocazione e la distribuzione del Ricovery fund e delle risorse europee con priorità a istruzione pubblica sanità servizi e sviluppo socialmente e ambientalmente sostenibile
  • Il rinnovo del CCNL per una retribuzione adeguata almeno ai livelli europei e la ridefinizione e la valorizzazione delle professionalità anche a contrasto di ogni ipotesi meritocratica e di aziendalizzazione
  • Che stante la situazione di emergenza dalla durata indefinita si definiscano con chiarezza diritti e doveri del lavoro ordinario da remoto con attenzione ai temi dello sfruttamento e della discriminazione di genere
  • Che si respinga ogni soluzione locale e regionale, come nel recente caso in Piemonte dell’ordinanza della Giunta regionale alle scuole su termoscanner e autocertificazioni, a favore invece del rilancio dell’’Istruzione pubblica nazionale.

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