Con le donne di tutto il mondo, contro guerra e violenza. Il 23 in piazza a Roma.

#RIBelleCiao contro la guerra e contro la violenza contro le donne

Venerdì 15 novembre 2019, l’assemblea nazionale delle Ribelle CGIL è stata una boccata d’ossigeno per noi partecipanti, rispetto alle discussioni ingessate a cui spesso siamo abituate: parlare tra donne è necessario e rinvigorente per tutte (vedi la relazione introduttiva).

Abbiamo declinato lo sfruttamento sul lavoro nelle nostre categorie aggravato dalle molestie e discriminazioni di genere. Il nostro pensiero non ha potuto che includere le donne di tutto il mondo, lavoratrici sfruttate dai padroni e dal sistema patriarcale come e più di noi, e le donne in guerra, vittime, resistenti e combattenti tutte.

Nella storia le donne sono scese in piazza molte volte contro la guerra così come contro ogni forma di violenza e noi ci sentiamo come loro di dover far sentire la nostra voce, di donne lavoratrici e pensionate, delegate e militanti sindacali, contro ogni guerra e contro le aggressioni imperialistiche e lo sfruttamento delle lavoratrici e dei lavoratori.

In questo momento ci sono teatri di guerra e repressione di Stato in varie parti del mondo e la classe lavoratrice scende in piazza, più o meno organizzata, per cercare una prospettiva: pace, pane e rose. Noi crediamo che l’organizzazione delle lavoratrici e dei lavoratori possa offrire una prospettiva, è questo il “genere di sindacato” che vogliamo.

In Bolivia il colpo di Stato ha messo al potere una donna che si è presentata con la bibbia in mano, mentre la popolazione manifesta e continua ad essere uccisa ( sono 23 i morti ufficiali finora).

In Cile la repressione continua e vengono documentati veri e propri atti di guerra nei confronti dei manifestanti, comprese torture, stupri, lanci di corpi dalle camionette, investimenti, e non si contano le persone scomparse.

A Gaza nuovi raid aerei fanno vittime quasi ogni giorni nel territorio in cui più è evidente la barbarie della guerra permanente, come in Afghanistan, Libia e Siria.

In Siria, con il beneplacito degli Stati Uniti e dell’UE, è sotto attacco turco il territorio siriano che i curdi hanno riconquistato dall’Isis, Erdogan vuole annientare l’esperienza del Rojava e quello che questa rappresenta: la lotta per i diritti delle donne, per la laicizzazione della società, contro il nazionalismo, per la democrazia e la giustizia sociale. Le combattenti curde sono le figlie del partito comunista curdo che anche i politici italiani hanno contribuito a distruggere. Difendere questa esperienza e le donne libere che in questi anni l’hanno costruita, anche a prezzo delle loro vite, è un fatto politico essenziale per ognuna di noi.

Le donne sono quasi sempre, insieme ai bambini, le prime vittime della guerra e della repressione. Per questo siamo impegnate in ogni mobilitazione e lotta contro la guerra, le spese militari e le basi americane nel nostro paese. Siamo impegnate a sostegno di ogni popolo oppresso dalla violenza imperialista. Soprattutto, siamo impegnate contro ogni violenza verso le donne, in tutto il mondo e in tutte le sue forme. Anche per questo saremo in piazza sabato 23 novembre alla manifestazione contro la violenza contro le donne.

Seconda Assemblea Nazionale delle #RibelleCiao

Camera del Lavoro Metropolitana di Milano, 15 novembre 2019

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