“Riconquistiamo tutto” al IV congresso FLC

Un resoconto sintetico del congresso FLC

Dal 17 al 19 dicembre, a Colli del Tronto, si è tenuto il IV congresso della FLC CGIL.

Del secondo documento, “Riconquistiamo tutto”, eravamo presenti in dodici. Undici delegati/e (su 397): Luca Scacchi (Vda), Serafino Puccio (Piemonte), Sergio Borsato e Vincenzo Cimmino (Lombardia), Margherita Colella (Emilia Romagna), Anna Della Ragione e Guido Masotti (Toscana), Paolo Virgili (Marche), Francesco Locantore, Luigia Mastrosanti e Bruno Buonomo (Lazio). In più, Claudio Vanzo (Liguria), come invitato.

Al secondo documento, infatti, in FLC è stata attribuita una percentuale di quasi il 3% (2,85%), 1800 voti circa. E, come risulta anche dalla nostra delegazione al congresso, è stato un risultato particolarmente concentrato e radicato in alcuni territori: Valle d’Aosta (32,9%), Torino (11,2%); Milano (18,2%); Trieste (11,9%), Rimini e Reggio Emilia (27,6% e 14,5%); Ascoli e Fermo (27,9% e 17,7%); Livorno, Lucca, Massa-Carrara, Arezzo e Prato (22,2%, 21,5%, 13%, 12,5%, 9,8%); Roma e Lazio (6,3%); Cosenza (10,1%).

Il congresso è stato aperto dalla lunga, lunga e articolata, relazione di Francesco Sinopoli (tranquilli, come mostrano le foto, siamo sopravvissuti!!!).

Nel dibattito, concentrato nella giornata di martedì e mercoledì mattina, siamo intervenuti con tre compagni e compagne (qui i video degli interventi): Vincenzo Cimmino (precario, RSU di Milano), Francesco Locantore (docente scuola di Roma) e Luca Scacchi (ricercatore universitario della Valle d’Aosta).

Oltre che con gli interventi, abbiamo contribuito al dibattito congressuale con la presentazione in Commissione politica di numerosi ordini del giorno: contro il razzismo del governo ed il DL Sicurezza; per l’assunzione a tempo indeterminato dei precari di scuola università e ricerca; contro le autonomie rafforzate; contro le prove Invalsi e per il rilancio della scuola dei saperi; sull’8 marzo, sciopero e sostegno al movimento nonunadimeno; con la Francia in lotta, sul movimento dei gillet gialli; per il rinnovo del contratto della conoscenza; per l’abolizione dell’alternanza scuola lavoro.

Abbiamo ottenuto su alcuni il risultato di una loro approvazione, con l’assunzione di precisi impegni sulle mobilitazioni contro le politiche razziste del governo (a partire dalla partecipazione della FLC al percorso degli #indivisibili, sviluppato a partire dal corteo nazionale dello scorso 10 novembre), sull’Invalsi (contro la scuola delle competenze e la somministrazione di prove standardizzate), contro le autonomie rafforzate (per un sistema formativo pubblico e nazionale, in cui le autonomie scolastiche e territoriali non possano mettere in discussione l’universalità e l’esigibilità dei diritti), sui precari (per la loro stabilizzazione con 36 mesi di lavoro, linea con le direttive europee).

L’ordine del giorno contro l’alternanza scuola lavoro non è stato messo in votazione, a norma di regolamento congressuale, in quanto il punto era affrontato da entrambi i documenti congressuali (ed anche oggetto di emendamenti, poi approvati, al documento “Il lavoro è”).

Tre ordini del giorno (8 marzo, Francia, contratto) sono stati posti alla discussione ed al voto del congresso (qui potete vedere i testi, gli interventi di presentazione ed i risultati).

Il congresso ha anche affrontato alcune piccole modifiche alla Statuto della FLC (in particolare in relazione alle modificazioni organizzative conseguenti alla definizione di un unico contratto dell’istruzione e della ricerca). Nel gruppo di lavoro prima ed in Commissione Statuto nel corso del congresso ci siamo impegnati per mantenere strutture di sezione democratiche e partecipative (per permettere cioè, in una categoria che unisce diverse settori, molto diversi per organizzazione del lavoro e dimensioni, luoghi e strutture di definizione delle politiche e delle scelte contrattuali). Un impegno che ha trovato riscontro, arrivando a modifiche minime dell’attuale statuto sulla base del principio di massimo consenso, che vede il mantenimento di strutture di settore con compiti e poteri definiti (anche nell’indicazione dei propri responsabili). Per questo, abbiamo votato a favore delle modifiche statutarie proposte.

Sul documento politico conclusivo, abbiamo invece registrato non solo una differenziazione di merito, ma anche problemi procedurali di riconoscimento del pluralismo. In Commissione politica, in una dinamica concitata ed a tratti confusa, non ci è stato permesso di presentare un testo alternativo a quello proposto dalla maggioranza (che sostanzialmente ha ripreso il documento nazionale di categoria, su cui già avevamo votato contro nel direttivo nazionale di giugno, con un’introduzione che assumeva il documento confederale “Il lavoro è”, la relazione di Sinopoli e l’intervento della Camusso!). Abbiamo ovviamente votato contro il documento, ma anche denunciato questa gestione e queste modalità nel congresso (con un intervento di Francesco Locantore) e anche successivamente nell’Assemblea generale (con un intervento di Luca Scacchi, che nella prima parte ha anche dichiarato il nostro voto contrario al segretario generale, con pieno rispetto e riconoscimento personale ma per chiarezza politica).
Qui il testo e le dichiarazioni in congresso ed in assemblea generale (il documento è comunque stato messo agli atti del congresso come dichiarazione di voto).

In rappresentanza per il secondo documento, sulla base di un criterio generale di radicamento e continuità di intervento (realtà con un consenso al secondo documento superiori al 20% e Roma, dove si è registrato di gran lungo il maggior numero di voti assoluti), sono stati eletti: tre compagni/e in Direttivo Nazionale FLC sui 111 componenti complessivi (Anna Della Ragione, Francesco Locantore, Luca Scacchi), altri due compagni/e in Assemblea Generale (Monica Grilli e Vincenzo Cimmino), un compagno in Collegio di Verifica (Giona Di Giacomi).

Infine, al congresso CGIL di Bari, in rappresentanza del documento “Riconquistiamo tutto” è stato delegato Luca Scacchi, supplente ed invitato Francesco Locantore.

(Il voto sul segretario generale FLC si è concluso con 142 votanti su 185 aventi diritto, 3 i presenti del documento Riconquistiamo tutto sui 5 componenti, 125 favorevoli – pari a circa l’88%, 13 contrari, 4 astenuti).

LS

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