LOTTO marzo sciopero internazionale delle donne

Un momento della manifestazione nazionale contro la violenza sulle donne "Non una di meno", davanti al Colosseo, a Roma, il 26 novembre 2016 (ANSA/ ANGELO CARCONI)

Anche quest’anno, l’8 marzo sarà una giornata internazionale di sciopero delle donne in oltre 70 paesi, nonostante le limitazioni imposte in Italia al comparto pubblico a causa della vicinanza dello sciopero alle elezioni politiche. Anche quest’anno né la Cgil né altre categorie della confederazione aderiscono apertamente allo sciopero.
Come l’anno scorso, sosterremo lo sciopero di Nonunadimeno, anche attraverso l’iniziativa di tante nostre compagne nei territori (come a in Fiom a Trieste) e nei posti di lavoro (come alla ex Necta di Bergamo, fabbrica manifatturiera a grandissima partecipazione di donne, soprattutto nelle linee di montaggio, alla Pasotti di Brescia e alla Softeco di Genova).
Sosterremo lo sciopero e parteciperemo alle manifestazioni nelle varie città quel giorno, contro sfruttamento e violenza.

Contro la violenza contro tutte le donne, italiane e migranti e per il sostegno ai centri antiviolenza e alla autodeterminazione delle donne.

Contro lo sfruttamento e le discriminazioni sul lavoro. Contro la precarietà e i bassi salari. Per l’abrogazione della legge Fornero con cui le donne hanno pagato un prezzo altissimo. Contro il Jobs act e della Buona scuola. Per la riduzione dell’orario di lavoro a parità di salario. Per dare coraggio a chi denuncia le molestie sul posto di lavoro.

Per un sistema pubblico di servizi sociali e di accesso al welfare pubblico e universale. Per il diritto alla salute, il diritto all’aborto e l’accesso alla RU486, contro l’obiezione di coscienza.

Contro gli stereotipi e contro ogni narrazione tossica della violenza contro le donne e del loro ruolo nella società.

Noi ci saremo e ci saranno tante nostre compagne e delegate sostenendo non solo le iniziative territoriale ma soprattutto lo sciopero nei posti di lavoro, nonostante le donne nei nostri apparati burocratici abbiano deciso altro.

Eliana Como e Savina Ragno

Vedi qui il vademecum dello sciopero di Nonunadimeno

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