Sul comunicato “Giù le mani dalle lotte dei facchini!”

Premessa dell’esecutivo nazionale. Non commentiamo questa dichiarazione del compagno De Angelis, di cui ovviamente si assume  la piena responsabilità politica. Precisiamo solo che l’Esecutivo del sindacatoaltracosa-OpposizioneCgil ha approvato il comunicato a cui ci si riferisce utilizzando i suoi usuali strumenti di comunicazione, da cui il compagno De Angelis si è volontariamente cancellato due volte, senza alcuna spiegazione di tale comportamento. La posizione assunta, inoltre, è stata confermata unanimemente dai presenti alla riunione odierna dell’Esecutivo (3.2.2017), tenutasi presso la CdM di Bologna, alla quale il compagno De Angelis non ha partecipato.
Esecutivo nazionale sindacatoaltracosa-OpposizioneCgil

 

Sul comunicato “Giù le mani dalle lotte dei facchini!”
di Giulio De Angelis
La vicenda che ha visto coinvolto il coordinatore nazionale del SiCobas Aldo Milani appare senza dubbio oscura e di difficile interpretazione.
Le lotte nel settore della logistica negli ultimi anni hanno acceso i riflettori su un mondo, prima nascosto, di assenza di diritti e di spregio della dignità di esseri umani prima ancora che di lavoratori, e di conseguenza su un mondo di illegalità e di corruzione.
Quelle lotte hanno dimostrato che è possibile riconquistare i diritti ed hanno anche indicato la strada per farlo, sfatando così il mito dietro il quale si nascondono molte organizzazioni sindacali, ossia la fine delle lotte e del coinvolgimento attivo dei lavoratori. Per questi motivi tutti noi che tentiamo ogni giorno di riattivare le lotte, di unificare le vertenze e di perseguire l’unità dei lavoratori guardiamo con profondo interesse a quanto accade in quel settore e proponiamo da molto tempo di seguire quel percorso.
L’arresto del coordinatore nazionale del SiCobas non rappresenta la certezza della sua colpevolezza, così come l’obbligo di dimora conseguente alla sua scarcerazione non rappresenta la certezza della sua innocenza: solo nel processo e nei diversi gradi di giudizio, come ci insegnano i principi basilari dello stato di diritto, si può fare chiarezza sull’accaduto.
Rispetto a queste considerazioni, il comunicato nazionale de “Il sindacato è un’altra cosa” del 27 gennaio scorso dal titolo “Giù le mani dalle lotte dei facchini!“, è starato e si pone in una condizione in cui confonde la giusta ed opportuna difesa delle lotte dei lavoratori con la difesa della persona, ben prima di arrivare alla verità processuale.
In aggiunta i toni di quel comunicato sono sopra le righe e perfino diffamatori. È gravemente scorretto mettere sullo stesso piano le azioni provocatorie di chi è al soldo dei padroni e le dovute indagini della Procura con la conseguente formulazione di ipotesi di reato; è diffamatorio accusare di associazione a delinquere gli imprenditori.
Il comunicato in questione è l’ultimo di tanti comunicati a firma collettiva di cui ho notizia soltanto tramite il sito e dopo la pubblicazione, nonostante io faccia parte sia dell’esecutivo nazionale dell’Area, sia della redazione dello stesso sito. Quando si fanno accuse così gravi e circostanziate si ha l’obbligo etico di metterci la firma personale e non quella collettiva, che avrebbe ragione d’essere soltanto in caso di condivisione di tutti.
Per questi motivi, di merito e di metodo, mi dissocio dal contenuto di quel comunicato.
Roma, 3 febbraio 2017

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