Giù le mani dalle lotte dei facchini!

L’area programmatica IL SINDACATO E’ UN ALTRA COSA – Opposizione CGIL esprime la sua solidarietà al sindacato ed ai lavoratori del Si Cobas, colpiti dell’arresto del proprio segretario nazionale Aldo Milani il 26 gennaio nel corso di una trattativa sindacale, presso un’azienda del gruppo Levoni, nel contesto di un episodio dai contorni fortemente oscuri. La Procura di Modena, già in passato molto attiva nella repressione delle lotte sociali sul territorio, parla addirittura di estorsione (il garantismo in questo paese è sempre a senso unico) e Milani è stato tratto in arresto con modalità più adatte all’antimafia, che a un contesto sindacale. Talmente tante sono state le voci e le illazioni diffuse in queste ore a mezzo stampa e tanta la canea mediatica in stile “sbatti il mostro in prima pagina” da lasciare quanto meno dubbiosi. Ad ogni modo, in attesa che la vicenda specifica si chiarisca, quello che ci interessa in questo momento è tutelare il patrimonio di lotte che si sono sviluppate nel mondo (infame) della logistica italiana e di cui il Si Cobas è stato ed è indiscutibilmente uno dei protagonisti. Quelle lotte, agite da migliaia di lavoratori in tutto il paese, rappresentano un fronte di avanzamento sociale e democratico nel quale ci riconosciamo pienamente.
E’ questo ciclo di lotte, che probabilmente si è voluto colpire. E del resto la storia di questa mobilitazione è sempre stata costellata da provocazioni anti-operaie e antisindacali, attuate di volta in volta con gli strumenti più diversi: l’attacco ai picchetti, i licenziamenti collettivi, l’uso provocatorio di guardie giurate e polizia di Stato al servizio dei padroni, la criminalizzazione a mezzo stampa. E adesso le inchieste della Procura.
Se la Procura della Repubblica è in cerca di delinquenti (associati e organizzati) deve guardare “dall’altro lato” dei tavoli di trattativa, dove siedono quegli imprenditori che da 25 anni calpestano i diritti sociali e civili di migliaia di semi-schiavi, generando una giungla di precarietà, usufruendo di forme infami di dumping sociale, aggirando leggi, prassi e contratti. Questi sono gli “estorsori”, che condizionano e tengono sotto ricatto un intero settore del mercato del lavoro.

sindacatoaltracosa – opposizione cgil

 

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