In piazza contro la Buonascuola di Tsipras!

A fianco della loro resistenza, per difendere sempre la scuola pubblica.

Pochi giornali italiani, ed anche pochi siti di informazione e discussione, lo hanno riportato (una delle poche eccezioni, Checchino Antonini su Popoff ): ad Atene, ed in altre 27 città della Grecia, gli studenti sono tornati in piazza. Ancora una volta, per opporsi alle politiche antipopolari della Troika.

(Pardon, è vero, la troika non c’è più. Commissione europea, BCE e FMI oggi hanno un nuovo nome: le istituzioni. Il loro profumo, però, è lo stesso. L’unica differenza rispetto a prima è che questa volta il loro braccio operativo è Tsipras e il suo governo).

Una nuova lotta, per fermare una nuova controriforma della scuola. Una controriforma che, nei suoi obbiettivi, richiama proprio la BuonaScuola di Renzi: la costruzione di un sistema educativo competitivo, al servizio dell’impresa e in grado di differenziare su una base di classe i diversi percorsi formativi (su diversi livelli, a seconda delle necessità del mercato del lavoro).

La BuonaScuola di Renzi si è proposta di raggiungere questi obbiettivi portando all’estreme conseguenze l’autonomia, con una sua versione autoritaria centrata su un “uomo solo al comando”: si è quindi promossa la differenziazione competitiva tra le scuole (diversificazione stipendiale dei docenti, piano formativo triennale, chiamata diretta e finanziamenti privati ai singoli istituti), si è accentrato il comando nelle mani del Dirigente, si è istituita l’alternanza scuola/lavoro (forma di precariato gratuito, a bassa qualificazione, concentrato in particolare nei tecnici e nei professionali).

La BuonaScuola di Tsipras si propone di raggiungere questi obbiettivi diversificando in maniera esplicita i percorsi formativi dei singoli studenti. Si vuole vincolare l’accesso all’università al superamento di specifici esami nei licei, re-introducendo quella differenziazione con i tecnici ed i professionali che in Italia era stata superata con i movimenti del ’68. Inoltre si vuole istituire degli esami intermedi nelle Superiori, il cui superamento permette comunque il rilascio di un attestato (facilitando quindi la differenziazione dei titoli di studio, con l’introduzione di questi attestati). Come in Italia, infine, si intende obbligare gli studenti a svolgere imprecisate “attività sociali”: la versione ellenica dell’alternanza scuola lavoro.

CI siamo battuti contro la BuonaScuola. Ancora oggi in CGIL e nelle scuole ci stiamo impegnando, con fatica, per riprendere la lotta contro la Legge 107 (vedi qui alcune nostre riflessioni sulle difficoltà e la necessità di questa lotta).

Rimaniamo sbigottiti che il suo impianto sia oggi ripreso in Grecia, da uno dei simboli della resistenza contro le politiche neoliberiste dell’Unione Europea. Sappiamo che Tsipras aveva capitolato da tempo alle pressione europee, che l’OXI vittorioso nelle urne non era stato portato avanti con coerenza dal governo di SYRIZA e di ANEL. Non ci aspettavamo però che questo governo si facesse addirittura promotore di una nuova differenziazione di classe della scuola. Non ci aspettavamo che questo governo potesse pensare di fare della scuola uno strumento di promozione delle diseguaglianze. Difenderemo sempre l’unità del sistema formativo: una scuola pubblica, democratica e di massa. In Italia, in Europa, come in qualunque paese del mondo.

Per questo siamo fianco a fianco degli studenti, nelle piazze di Atene e della Grecia. La loro lotta è la nostra lotta.

OpposizioneCgil nella FLC

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