Clash City Workers. Incompatibili!

Comunicato di Clash City Workers

Scioperi alla FIAT di Termoli! Prima venne l’accordo di POMIGLIANO, poi esteso a tutti gli stabilimenti FIAT: aumento dei ritmi, taglio delle pause e del salario fisso, con la minaccia che altrimenti lo stabilimento avrebbe chiuso. Un referendum farsa portò alla sua ratificazione, per quanto nonostante la pistola puntata alla tempia il 45% degli operai disse comunque che non ci stava. Ma uno degli aspetti più odiosi dell’accordo era il ruolo che veniva assegnato al sindacato: quello di “garante dell’esigibilità degli accordi siglati con l’azienda”, in pratica un cane da guardia dei lavoratori perché sia effettivo lo sfruttamento che viene firmato.
Era questo il famigerato modello Marchionne, quello che poi venne esteso a tutti gli stabilimenti FIAT, dopo il referendum a MIRAFIORI.
E che poi divenne la base dell’ACCORDO SULLA RAPPRESENTANZA SINDACALE, quello di CGIL-CISL-UIL e Confindustria, perché venisse esteso a tutto il paese. Come si sente dire spesso, la Fiat è effettivamente l’apripista dei padroni.
E veniamo all’oggi: il Governo si appresta a varare una legge, UN ARTICOLO ALL’INTERNO DEL DEF,PER RESTRINGERE ULTERIORMENTE IL DIRITTO DI SCIOPERO, soprattutto se “finalizzato a vanificare il contratto aziendale concluso dalle parti stipulanti”.

Ma contro questo quadro cupo e apparentemente inesorabile c’è ancora chi lotta. In prima linea sono proprio i lavoratori della Fiat, degli stabilimenti di MELFI e TERMOLI. Perché una cosa è accettare un ricatto quando non sembrano esserci alternative, una cosa è vederlo realizzato sulla propria pelle, nel sudore e fatica quotidiani. Per questo nonostante il terrorismo dell’azienda, quello che impediva ai cassaintegrati iscritti alla fiom di tornare in fabbrica, quella contro cui si espresse pure la Corte Costituzionale, sono riusciti a costruire scioperi contro gli straordinari obbligatori. Scioperi che hanno conquistato consenso e partecipazione giorno per giorno, passando dal 2-3% di un anno fa AL 70% DELLE ADESIONI. Cosa che ha portato nello stabilimento molisano al RITIRO DEGLI STRAORDINARI sabato di tre settimane fa e a nuove assunzioni per distribuire i carichi.

Piccole vittorie in un contesto difficilissimo, che dimostrano che contro il modello Marchionne si può ancora lottare. Non a caso Il Sole 24 Ore presenta il recente progetto del Governo, che vorrebbe estenderlo a tutti i luoghi di lavoro, citando implicitamente le lotte alla FIAT: “lo sciopero non può essere utilizzato dai sindacati dissenzienti per far saltare il contratto aziendale. Ad esempio il contratto aziendale prevede lo straordinario il sabato, ma i sindacati scioperano per liberare i lavoratori da questo obbligo”, Sono le testuali parole del quotidiano di Confindustria. Per questo è assurdo che la dirigenza Fiom non solo non sostenga, ma anzi abbia dichiarato “incompatibili” con la propria organizzazione questi lavoratori che stanno dimostrando cosa significa affermare la propria dignità contro il sistema autoritario che dilaga nelle fabbriche.
Per questo è nostro compito dargli forza e chiedere il ritiro dell’incompatibilità… Siamo tutti incompatibili!

Appello contro i provvedimenti ai delegati FCA

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