Sciopero alla Verti Assicurazioni

Lo scorso 12 novembre Verti Assicurazioni (gruppo Mapfre) ha dichiarato 325 esuberi su un totale di 605 lavoratori, sull’unica sede della compagnia a Cologno Monzese. Il piano di ristrutturazione presentato al sindacato comporterebbe una riduzione di personale in tutti i reparti e la completa esternalizzazione delle attività di alcuni settori tra cui quelle di Contact Center e di back-office.

Tuttavia, l’azienda non ha dichiarato alcuno stato di crisi.

Opera in un settore, quello assicurativo, che anche in questi due anni di pandemia ha macinato e addirittura incrementato profitti scontando solo in minima parte problematiche legate al Covid, potendo disporre ampiamente del lavoro da remoto e smart working organizzato sulla quasi totalità della forza lavoro da marzo 2020.

L’obiettivo di Verti è dunque quello di perseguire un “nuovo modello produttivo”, in cui digitalizzazione e automazione si affiancano ad esternalizzazioni totali delle attività di contatto con la clientela e non solo, appaltate ad aziende terze con lavoratori precari e sottopagati. Quasi superfluo dire che con questi presupposti, il confronto tra sindacato e azienda si è concluso con un nulla di fatto. Non solo l’azienda rimane ferma sulle proprie posizioni, confermando gli esuberi strutturali, ma vorrebbe anche l’avvallo del sindacato che, secondo i suoi piani, dovrebbe firmare un accordo le cui previsioni sarebbero: un piano di buonuscite risibili, nonchè immediato e delle presunte “ricollocazioni”, previo superamento di un colloquio, presso le stesse società di cui già si serve e verso cui vorrebbe esternalizzare ulteriormente le attività; il tutto senza alcuna garanzia occupazionale di lungo periodo, ad orario dimezzato salario ridotto e perdita di tutti i diritti conquistati in questi anni.

Durante le assemblee che si sono svolte in questi mesi, i lavoratori hanno rigettato il piano aziendale, ritenendo inaccettabili le proposte e prendendo una posizione chiara: difendere i posti di lavoro!

La giornata di sciopero indetta ieri è stata un successo: nonostante la pandemia, le quarantene e due anni di lavoro in remoto, la risposta dei colleghi è stata presente e compatta. Dopo una breve assemblea, 400 lavoratori hanno attraversato le vie di Cologno Monzese con un corteo spontaneo, partecipato e rumoroso, che si è concluso nella piazza di fronte al municipio.

Quello che la nostra vicenda mette in evidenza è che, oggi, anche il settore assicurativo e bancario è attraversato da tensioni che portano le varie aziende a ristrutturare, a forzare sulle condizioni di lavoro, e ad aumentare i profitti torchiando i lavoratori. In questo la pandemia ha funzionato da catalizzatore, accelerando fortemente i processi di digitalizzazione e automazione con l’impiego dello smart working , utilizzato talvolta come “premio”, ma soprattutto strumento efficacissimo per “svuotare” fisicamente le sedi delle aziende e individualizzare il rapporto di lavoro.

Proprio in queste settimane si sono aperte tre vertenze, nella nostra categoria, dai contenuti simili: oltre a Verti, la vicenda Zurich, con la cessione di 80 lavoratori ad un’azienda esterna (GamaLife) e la vicenda BNL, con l’espulsione di 900 lavoratori fuori dal perimetro del gruppo e del settore. Esternalizzazioni di attività ed esuberi di personale sono la conferma di un un trend che, crediamo, vada affrontato e contrastato non solo nelle singole aziende, ma anche, e soprattutto, a livello di categoria, unendo le forze e le vertenze presenti nel settore.

Pensiamo sia soprattutto compito del sindacato, a tutti i livelli, intraprendere un percorso che abbia come obiettivo quello di contrastare esternalizzazioni e ristrutturazioni aziendali calate sulla testa di lavoratori che, prima e durante la pandemia, hanno tenuto in piedi le attività delle stesse aziende che ora li vorrebbero scaricare.

E’ arrivato il momento, anche per la nostra categoria, di convocare uno sciopero generale unendo le tante vertenze oggi aperte, allargando il più possibile il fronte della mobilitazione, perché è solo guardando in questa direzione che possiamo sperare di difendere i posti di lavoro.

Sappiamo che non sarà un percorso semplice: il contesto post-pandemia ci presenta il conto di una congiuntura economica e di una situazione sociale difficile, ma anche densa di possibilità da cogliere per il sindacato, a patto che punti a lavorare a stretto contatto coi lavoratori con i loro problemi e le loro esigenze, ponendosi degli obiettivi chiari e, non abbiamo timore di dirlo, ambiziosi.

Con lo sciopero di ieri i lavoratori Verti/Mapfre hanno iniziato un percorso tutto in salita, che li porterà nei prossimi mesi, dovesse l’azienda procedere con il suo piano esuberi, a trovarsi nuovamente fuori dai cancelli e a mobilitarsi per la difesa del posto di lavoro.

Rosanna Mancini, Samira Giulitti, Giampaolo Plona (Rsa Fisac/Cgil)

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