ODG: i restauratori non sono metalmeccanici.

L’odg è stato presentato alla AG FIOM naz del 14/01/22. È stato respinto con 7 voti a favore.


A fronte dell’estensione del perimetro contrattuale del ccnl artigiani metalmeccanici alle professioni del restauro dei beni culturali, l’AG della Fiom del 14 gennaio, chiede la sospensione della sigla sull’ipotesi di accordo.

I lavoratori e le lavoratrici del restauro hanno già una copertura contrattuale, nel ccnl edilizia, con una declaratoria precisa che è quella del IV livello, Operatore per il restauro di beni culturali: «Lavoratore che esegue interventi specialistici guidati su manufatti e opere vincolate (…). Operatore in possesso dei requisiti minimi ai sensi di legge».

Hanno una copertura contrattuale e una storia sindacale, che, nella Cgil, è quella di Fillea restauro.

Sono anni che le associazioni artigiane provano a sfilare la professione del restauro dal ccnl dell’edilizia, anche sul tavolo del modello contrattuale dell’artigianato. Anni fa è stato firmato da ARI (associazione restauratori italiani e UGL) un ccnl specifico per i restauratori. Un vero e proprio ccnl pirata.

Oggi, se venisse confermato, il ccnl artigiano dei metalmeccanici recepirebbe la articolazione dei livelli di ARI/UGL, passando da un unico livello (quello del ccnl edilizia) a 8, rendendo più facile il sottoinquadramento dei lavoratori e determinando un netto peggioramento sui minimi salariali oggi previsti, anche considerando solo i livelli più alti.

Ancora più grave è che questi lavoratori e lavoratrici, che lavorano in larga maggioranza sui cantieri (nei palazzi antichi e nelle chiese), perderanno la contrattazione specifica sulla sicurezza nei cantieri, prevista dal ccnl edilizia, a partire dalle 16 ore preventive di formazione.

Si tratta di una operazione di dumping contrattuale, scorretta nel merito e nel metodo, anche perché avviene tra categorie della Cgil, senza alcuna informazione né coinvolgimento della categoria interessata e soprattutto dei lavoratori e delle lavoratrici coinvolti. Non è la prima volta che accade, anche a danno del nostro perimetro contrattuale. Ragione in più per stralciare quel punto dal ccnl artigiani metalmeccanici e discutere a livello confederale del tema più generale dei perimetri contrattuali e delle operazioni di dumping, che per loro stessa natura servono a far risparmiare le imprese, a danno dei lavoratori.

Chiediamo la sospensione della firma, per consentire il confronto interno tra le categorie interessate e con i lavoratori del restauro, considerando una palese forzatura inserire tra i metalmeccanici professioni, legate in larghissima parte al restauro di chiese e palazzi antichi, opere d’arte e manufatti anche di natura archeologica.

Eliana Como, Augustin Breda, Antonio Santorelli, Giorgio Mauro, Andrea Paderno, Serafino Biondo, Dario Salvetti, Pasquale Loiacono

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