L. Mortara: come affrontare il green-pass da sindacalisti comunisti

Un intervento sull’emergenza covid e la vaccinazione.

«Abbiamo ricevuto questo articolo da Lorenzo Mortara. Lo abbiamo pubblicato ma precisiamo che si tratta di sue opinioni personali. Precisiamo anche che non ci riconosciamo nel linguaggio utilizzato e non pubblicheremo in futuro articoli in cui compaiono espressioni volgari come quelle usate» La redazione del sito

Dalla Francia all’Italia sembra che per l’estrema sinistra tutte le scuse siano buone per fare mille distinguo e tergiversare attorno alla vaccinazione obbligatoria e all’introduzione del green-pass.

È normale, una estrema sinistra non piantata integralmente nel marxismo, ma infiltrata dalle infinite varianti dell’anarco-sindacalismo, dell’ecosocialismo, del transfemminismo, del libertarismo, del riformismo e di tutti gli “ismi” che servono solo a confondere, a questo o a quel livello, l’unica bussola che abbiamo, quella di Marx ed Engels, finisce sempre per incamerare parte delle istanze sbagliate e piccolo borghesi che circolano nelle piazze.

La riluttanza al green-pass con duecento miliardi di “se e ma”, per non confondersi coi no-vax, serve solo a nascondere una verità inconfessabile: in tanti, nell’estrema sinistra, o non vogliono vaccinarsi o pensano di “pescare” qualcosa nel mare dei retrogradi no-vax. È per questo che fanno gli schizzinosi davanti al green-pass. Se così non fosse, non assisteremmo allo spettacolo indecoroso di fiumi di parole di militanti che strizzano l’occhio ai no-vax con post codisti e cerchiobottisti che servono solo a non prendere una posizione netta.

Da Landini ai Cobas è tutto un inno alla vaccinazione di massa purché non obbligatoria. Addirittura Medicina Democratica ci avverte che i vaccini sono uno «strumento essenziale [ma] non l’unico» per contrastare il diffondersi della pandemia. In effetti, esiste un altro strumento per contrastare almeno un po’ la pandemia: barricarsi in casa per il resto dell’eternità. È l’alternativa degli zombie e dei morti viventi. Perché chi vuole vivere e uscire, oltre al vaccino, ha una sola vera e propria alternativa, la quale però non è scientifica: le preghiere! Speriamo non sia questa l’alternativa proposta, perché altrimenti non si tratta di Medicina Democratica, ma di Medicina Religiosa, di medicina della superstizione… 

Per gli altri non so, ma per i sindacalisti comunisti ben piantati nel marxismo, la scienza è uno dei motori fondamentali del progresso, e quindi l’unica posizione possibile è quella per una vaccinazione di massa, obbligatoria, gratuita, indipendente dalle multinazionali e quindi dal profitto (fatti salvi, ovviamente, i casi decisi dalle autorità competenti, come per esempio i bambini, o i casi di impossibilità per ragioni fisiche, ragioni anche queste decise da autorità mediche, non dalle singole paturnie di questo o quel no-vax, di norma incapace persino di dichiararsi tale). Ne segue che non è ammessa posizione ondivaga sul green-pass. Essere contro il green-pass, pur con mille distinguo, significa essere a favore della libera scelta. E nessuno può essere libero di circolare se, per sua scelta, ha deciso di fare l’untore.

Nonostante i miliardi di virgole e di puntini sulle “i”, la questione è semplicissima: il vaccino non garantisce al 100% dal covid, però ne abbassa tantissimo la carica virale, azzerando o quasi la potenziale letalità. Chi è vaccinato non solo rischia molto meno di prendere il virus e di morire, rischia anche molto meno di trasmetterlo. Viceversa chi non è vaccinato, non solo è più a rischio di infettarsi (e questi potrebbero benissimo essere cazzi suoi!), ma ha anche più possibilità di trasmetterlo. Qui finisce ogni discorso sulla sua libera scelta, compreso il corollario ridicolo che in questi giorni viene appeso agli articoli della Costituzione borghese in materia di libertà personale. Nessuno li viola col vaccino obbligatorio. Perché anche per la Costituzione più superficiale del mondo, nessuno è libero di ammazzare un altro, né con le botte come i fascisti, né con la pistola come gli assessori leghisti, né col coltello come i mariti cornuti, né con l’introduzione del virus per incoscienza come i no-vax di tutte le razze e gradazioni.

Non cambia nulla il fatto che a Novembre potremmo ritrovarci daccapo con varianti immuni ai vaccini. Se il virus muta, anche la scienza progredisce la sua caccia. Gli attuali vaccini, rappresentano il massimo di protezione possibile che oggi la scienza offra – è proprio il caso di dirlo purtroppo – sul mercato. Chi è contro, è per la protezione minima o addirittura per nessuna protezione. I comunisti, e quindi i sindacalisti che si dichiarano tali, sono, qui ora e per sempre, per l’obbligo alla massima protezione possibile. Punto.

Il fatto che finché ci sarà il capitalismo, la vaccinazione sarà subordinata al profitto, negata per lo più ai paesi poveri o schiavizzati come mostra benissimo il caso palestinese, non significa rigettare quel poco di buono che ne viene anche da una parziale vaccinazione in mano al parassitismo putrescente del sistema capitalistico.

La vaccinazione obbligatoria col corredo del green-pass è una sconfitta epocale per l’estrema destra reazionaria, per tutti i retrogradi medioevali nemici di Darwin e della scienza, siano questi preti, complottisti della prima ora o no-vax dell’ultima. In breve, è una schiaffo sonoro a Salvini e Meloni e a tutto il loro codazzo di fascistelli imprenditori modello Papeete che da un anno piangono miseria per le chiusure, e poi alla riapertura vengono colti con le mani nel sacco raddoppiato di refurtiva in nero. Non si capisce per quale motivo i sindacalisti comunisti non debbano essere in prima linea per una sconfitta storica del genere. Essere a favore dell’obbligo alla vaccinazione e al green-pass equivale a dire: o noi o loro! Perché dovremmo perdere un’occasione del genere per richiuderli nelle loro fogne, togliendogli anche la possibilità di fiatare?

E la libertà? L’obbligo al vaccino e il relativo gren-pass, rappresentano per noi sindacalisti comunisti, proprio l’estensione massima possibile alla libertà personale, minata oggi e finché sarà in circolo dal virus. Non il contrario, ed è tanto ovvio che non dovremmo star qui a discuterne.

E nelle fabbriche, nelle scuole e nei luoghi di lavoro? Draghi e la Confindustria usano il green-pass per dividere i lavoratori e per nascondere che non hanno fatto nulla per la sicurezza. E allora? C’è qualcosa che padroni e loro rappresentanti non usino per il loro interesse? La ripresa della scuola avverrà con tutti gli stessi problemi irrisolti di prima. Il vaccino obbligatorio e il green-pass non impediranno di continuare la nostra lotta. Al contrario, ci consentiranno di farlo con un problema in meno da risolvere. Fatte salve varianti immuni al vaccino, ciò significherà continuare la lotta col covid alle spalle, non davanti. Senza obbligo vaccinale e green-pass, sarà il contrario. Il fatto che ormai la maggior parte dei lavoratori e dei docenti sia vaccinata non cambia il discorso. Lasciar libero di non vaccinarsi anche solo un docente o un lavoratore, significa aumentare anche di poco il rischio di infezione. E no, i comunisti sono assolutamente contrari a questa forma assassina di libertà.

Se per i padroni tutto serve per dividere i lavoratori, i sindacalisti comunisti hanno il compito contrario, quello di unirli. Ma unirli non significa unirli alla cazzo di cane, mettendo assieme il diavolo e l’acqua santa, di fatto subordinando l’obbligo progressista alla libera scelta reazionaria. Il nostro compito è unirli attorno alla razionalità scientifica dei vaccini e quindi al loro obbligo col relativo green-pass. Sta però a Draghi imporlo per legge. Il fatto che Draghi lo stia imponendo a casaccio, un po’ sì e un po’ no, significa solo che la borghesia non è in grado di andare fino in fondo alle sue stesse convinzioni scientifiche. È troppo dilaniata al suo interno per farlo.

Le contraddizioni in cui si sta avvolgendo il governo Draghi in materia di green-pass, non sono un un motivo sufficiente per prendere le distanze dall’obbligo vaccinale. Tocca ai comunisti andare fino in fondo alla battaglia per l’obbligo vaccinale e al green-pass che la borghesia sa solo portare avanti a metà. Ma i comunisti non combattono col metodo della borghesia, bensì col loro.

Draghi sta scaricando il problema green-pass su parti sociali e capitalisti. E già nelle fabbriche (per esempio la mia) i padroni temono di dover prendere una decisione e chiedono un accordo alle RSU sul green-pass per settembre.

Non sta ai comunisti licenziare i lavoratori no-vax. E se i padroni lo fanno noi saremo al fianco di questi sprovveduti per impedirlo. Ma questa è solo una parte della verità e ai lavoratori va detta in faccia tutta. Ai lavoratori no-vax va detto chiaro e tondo che la loro battaglia di “libertà”, è una battaglia di retroguardia destinata alla sconfitta. Perché se le avanguardie comuniste hanno coscienza da vendere, tanto da scendere in piazza anche per questi lavoratori arretrati, qualora siano sospesi o licenziati, non così il grosso dei lavoratori, che col progredire della vaccinazione saranno sempre più restii a spendere un’ora di sciopero per questi avanzi del medioevo, abbandonandoli fin da subito al loro destino. Il nostro compito è dire ai lavoratori no-vax che noi siamo pronti a scendere in piazza lo stesso, ma sta a loro fare il possibile per non sprecare preziose energie per battaglie inutili. Sta cioè soprattutto a loro ragionare con la testa e non coi piedi, quindi vaccinarsi impedendo così di farsi licenziare per niente.

Invece, ai padroni che come Draghi non sanno assumersi la responsabilità di obbligare al vaccino e al green-pass, tanto da chiedere alle RSU di farlo assieme, per non caricarsi sulle spalle da soli la possibile rabbia dei lavoratori licenziati o sospesi, va detto chiaro e tondo che se i padroni sono loro quando c’è da spartirsi la torta, lo sono anche quando devono assumersi la responsabilità in materia di green-pass. Se dobbiamo farlo noi perché loro se la fanno nei calzoni, allora anche la torta del profitto andrà spartita in parti uguali. A quel punto, quando avremo un accordo sul premio da diecimila euro a cranio, potremo tranquillamente presentarci in assemblea a dire ai lavoratori che vaccino e green-pass sono obbligatori. Nove su dieci dei lavoratori no-vax si convertiranno immediatamente all’obbligo vaccinale. L’ultimo renitente sarà convinto a furia di sberle. Non le nostre, ché noi siamo contro la violenza sui lavoratori, ma quelle degli altri lavoratori che, avendo una sapienza molto più pratica di quella un po’ sofisticata di un’avanguardia, sapranno convincerlo con metodi molto più spicci e intellettuali dei nostri.

Martedì 10 Agosto 2021

Lorenzo Mortara
RSU FIOM YKK Vercelli

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