Napoli. Perché votiamo NO al ccnl metalmeccanici

RiconquistiamoTuttoFiom - Opposizione in Cgil Napoli

Manifestazione USB FIOM CGIL davanti allo stabilimento Maserati di Grugliasco durante l'assemblea annuale di Confindustria, Torino,30 Giugno 2014 ANSA/ ALESSANDRO DI MARCO

Compagne e compagni,

vi scriviamo, brevemente, la nostra posizione sul rinnovo del ccnl dei metalmeccanici 2021-2024. Tralasciando volutamente gli elementi positivi di questo rinnovo, da un lato perché sono una prosecuzione del contratto nazionale precedente e dall’altro perché riconosciamo la novità importante per il prossimo futuro, ci soffermiamo su quei punti che possono dettare un pregiudizio per le lavoratrici e i lavoratori.

1. Il precedente ccnl aveva inserito in via sperimentale il meccanismo secondo il quale l’aumento salariale era agganciato all’indice IPCA (indice dei prezzi al consumo armonizzato). Un recupero salariale previsto a posteriori ovvero dopo un anno della vigenza contrattuale con evidente perdita ulteriore del potere di acquisto. L’attuale rinnovo del ccnl, seppur di fatto preveda recuperi salariali fissi e programmati sui minimi contrattuali, conferma il meccanismo suddetto invece di affermare che quella modalità fu dannosa per le lavoratrici e i lavoratori e pertanto andava cestinata.

2. L’attuale rinnovo sposta in avanti la scadenza del ccnl determinando di fatto un allungamento della durata contrattuale che va naturalmente ad incidere su un’ulteriore riduzione degli aumenti salariali previsti dal momento che devono essere ripartiti su più mesi. Purtroppo si conferma anche un altro strumento pregiudizievole per i lavoratori previsto dal precedente ccnl, ossia quello dell’assorbibilità dei premi sui futuri aumenti contrattuali che ha comportato il quasi annullamento degli aumenti contrattuali per quei lavoratori che precedentemente si erano visti riconosciuto un merito dalle aziende.

3. L’attuale rivisitazione della riforma dell’inquadramento unico rappresenterà un cambiamento notevole per il riconoscimento professionale per il prossimo futuro, e anche se la riforma è stata fortemente voluta da tutta la compagine sindacale, tenuto conto che quella attuale risale al 1973, a detta degli industriali è stato portato a casa un risultato importante che tiene conto dei cambiamenti organizzativi, tecnologici e professionali avuti nel tempo e quindi delle mansioni concretamente espresse nei luoghi di lavoro. Si passa infatti dalle mansioni ai ruoli, con l’individuazione di una declaratoria ampia e meno precisa, e a nostro avviso, l’interpretazione che ne potrà seguire, da parte delle imprese, comporterà l’uso di una maggiore discrezionalità nel riconoscimento professionale alle categorie superiori. La preoccupazione di quanto scriviamo è relativa al fatto che in passato quanto più risultavano precisi i compiti che doveva svolgere il lavoratore nella sua attività lavorativa, poco spazio aveva la mano discrezionale delle imprese circa i passaggi di categoria. Con questo rinnovo purtroppo sembra inverarsi l’esatto contrario. Con ciò non vogliamo indurre a pensare che l’attuale inquadramento non andava rivisitato, anzi diciamo che poteva essere aggiornato o modificato ma non interamente innovato. D’altronde se ha resistito per quasi 50 anni, attraversando tutta una serie di ostacoli, vuol dire che ha dispiegato la sua efficacia in modo adeguato e puntuale.

In definitiva pensiamo che in questo rinnovo del ccnl dei metalmeccanici si sia data prosecuzione ad una linea ben definita, tracciata già da diversi anni, secondo la quale si è voluto far parte di un sistema anziché rimarcare e definire elementi, che valutiamo di giustizia sociale. Ed è per queste ragioni che esprimiamo il nostro disappunto dal momento che si poteva fare di più perché il contesto emergenziale non è solo un’opportunità per la controparte ma lo è anche e soprattutto per le lavoratrici e i lavoratori.

Avere un punto critico è un elemento che secondo noi tende alla giustizia sociale di cui si faceva cenno, e seppur considerato dalla nostra società una mera accettazione del dissenso, è necessario coltivarlo e renderlo sempre cogente.

Per queste ragioni vi invitiamo a votare No al rinnovo della piattaforma in questione ma soprattutto a coltivare il vostro pensiero critico.

13 aprile 2021 RiconquistiamoTuttoFiom – Opposizione in Cgil Napoli

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