Sciopero 8M. Ce lo facciamo da sole!

#RibelleCiao!

Anche quest’anno la Cgil non ha aderito allo sciopero internazionale dell’8 marzo, di nuovo ignorando, non soltanto le ragioni dello sciopero, ma anche le tante sindacaliste, delegate e pensionate impegnate su questi temi, dentro e fuori il rapporto con il movimento di Nudm. 

L’ennesima occasione mancata, tanto più quest’anno, visto che tutto quello che è accaduto nel 2020 (dall’aumento della violenza domestica, alla enorme perdita di posti di lavoro femminili fino al ruolo essenziale del lavoro di cura durante la pandemia) ha reso ancora più importanti e urgenti le ragioni dello sciopero dell’8 marzo. 

Di nuovo, come gli anni scorsi, la Cgil nazionale esce con una nota che chiarisce che non aderisce alla sciopero, puntando il dito sul fatto che Nudm non avrebbe cercato alcuna interlocuzione. Cosa non vera, perché Nudm ha chiesto con una lettera aperta a TUTTI i sindacati di indire lo sciopero internazionale. E in parte anche ridicola, perché è dal 2017 che c’è sciopero l’8 marzo e la Cgil non ha mai aderito e negli anni non ha fatto che allontanarsi dal movimento. 

Non nascondiamoci dietro un dito! La Cgil non aderisce perché non vuole aderire! Non perché Nudm non glielo ha chiesto (2021), perché lo sciopero è dei sindacati di base (2020), perché noi facciamo solo scioperi che riescono (2019), perché non ne abbiamo discusso tra di noi (2018) eccetera eccetera. E chissà nel 2022 quale sarà la prossima scusa! 

Francamente siamo un po’ stufe anche di queste note nazionali, che, mentre con chiarezza dicono che la Cgil non ci sta, dall’altra ci fanno passare, strizzando l’occhiolino, come il lasciapassare per chi comunque tra noi lo sciopero lo voglia fare lo stesso. 

Non abbiamo bisogno dell’autorizzazione per aderire e costruire uno sciopero che è dichiarato da un movimento internazionale e che comunque, anche nei servizi essenziali, ha la copertura di altre sigle sindacali. Lo sciopero è un diritto costituzionale. Come tale noi lo faremo, con o senza la nota della Cgil nazionale. 

E come ogni anno, lo faremo a testa alta, dichiarandolo e costruendolo nei territori e nei posti di lavoro in cui siamo, nonostante l’amarezza di constatare che la nostra organizzazione non lo ha voluto proclamare. 

Abbiamo dalla nostra una grande forza: dopo tanti anni, dal 2017, nei territori, nelle fabbriche, nei posti di lavoro dove lo abbiamo sempre fatto, sono le lavoratrici stesse a chiederci di andare avanti! Questa è l’unica «autorizzazione» di cui abbiamo bisogno! 

#RibelleCiao!

Qui la nota della Cgil nazionale:

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