V. Cimmino: far saltare le contraddizioni, con ogni mezzo necessario.

Intervento di Vicenzo Cimmino al Coordinamento precari FLC del 18 gennaio 2021

Al compimento dell’anno di gestione del MI da parte della Azzolina, è fondamentale trarre un bilancio. Non possiamo e non dobbiamo rimuovere in alcun modo il fatto che quest’ultima, esponente organico come pochi alla linea di questo governo e del partito di maggioranza, ovvero il M5S, abbia sin dal suo insediamento in viale Trastevere messo sotto minaccia la dignità di centinaia di migliaia di lavoratori e lavoratrici della scuola, così come negli anni precedenti hanno fatto i partiti che ora siedono tra i banchi dell’opposizione con attacchi come la Riforma Gelmini, che ha visto il taglio di più di 100000 cattedre e 50000 incarichi Ata. E che hanno portato a sfaceli come quello che abbiamo vissuto nel mese di settembre ed in molti territori ancora viviamo, con ancora migliaia di cattedre vuote su tutto il territorio nazionale e migliaia di colleghi senza uno straccio di incarico. Non è bastata la messa in mora dell’Italia da parte dell’UE per abuso di precariato nel mese di novembre, come non sono bastate le sempre troppo poche manifestazioni e i momenti di protagonismo dei docenti precari negli ultimi anni. E’ mai come adesso necessario far saltare le contraddizioni insite in questo sistema scolastico, che vede i precari come vero e proprio esercito di riserva funzionale agli attacchi delle classi dominanti e dei loro governi alla scuola e dei suoi lavoratori e lavoratrici. Cosa che abbiamo visto negli ultimi mesi con l’organico Covid, con migliaia di insegnanti che per mesi non hanno ricevuto il salario, vedendo uno sblocco solo negli ultimi giorni. I 5000 posti in più in organico di diritto sono ben poca cosa. E’ necessario mai come adesso rivendicare la trasformazione dell’organico di fatto in organico di diritto. ll momentaneo congelamento del concorso straordinario a cui stiamo assistendo non è che un prolungare l’agonia, declinata nell’angoscia di decine di migliaia di insegnanti, che da anni insegnano a migliaia di chilometri lontano da casa, percependo uno dei salari di categoria più bassi d’Europa, nonostante l’Italia sia la seconda potenza industriale della UE, e senza alcuno scatto d’anzianità ed il minimo beneficio, come non pensare al mancato accesso alla carta del docente da parte nostra. Un eterno divide et impera che trova un’ennesima, ulteriore conferma nel divieto di partecipazione al concorso per le migliaia di insegnanti senza servizio sulla materia o per tutti quei colleghi che nei giorni del concorso erano in quarantena. Un’angoscia riguardo l’esito di questo concorso che ci ha sottratto migliaia di ore che avremmo potuto dedicare ai nostri studenti e alle nostre studentesse, il tutto mentre centinaia di migliaia di persone, di nostri colleghi, amici, familiari contraevano un virus feroce e sconosciuto, dinanzi al quale la sanità pubblica si è trovata impreparata per i 37 miliardi di euro tagliati dal 2008 ad oggi.

Ma la soluzione non può assolutamente essere il proseguimento del concorso e la correzione delle prove. Questo concorso è la dimostrazione del fallimento  delle politiche scolastiche non solo della ministra Azzolina, ma dell’intero governo Conte bis.

Dinnanzi alla chiusura mostrata da questo governo, dalla ministra Azzolina e da Bruschi la Flc Cgil non può assolutamente continuare con aperture come sono state la firma dell’intesa sulla DDI e quella con l’Aran, che ha aumentato il tempo tra uno sciopero e l’altro da 7 a 12 giorni e ridotto il potere delle RSU. Gravissimo errore è stato il non saldare le rivendicazioni dei lavoratori della scuola con quelle dei lavoratori del settore pubblico, in primis della sanità. Lo sciopero della funzione pubblica del 9 dicembre poteva essere un’occasione, che però non è stata colta, dando ulteriore adito e legittimazione a questo governo nell’attacco costante ai lavoratori della scuola in termini di salute, sicurezza e stabilizzazione.

E’ necessario quindi che la FLC CGIL coinvolga costantemente le RSU, spingendole a coordinarsi e a creare in ogni scuola comitati di lotta per la stabilizzazione dei precari, la messa in sicurezza degli edifici scolastici ed i vaccini per tutti i lavoratori e le lavoratrici della scuola, consapevoli della media anagrafica altissima, la più alta d’Europa,e che la percentuale di insegnanti contagiati dal Covid è il doppio della media nazionale; a fine novembre erano infatti 225000 i contagiati tra studenti, insegnanti e personale Ata, oltre il 15% della cifra nazionale. Vanno quindi rivendicati tracciamento capillare, tamponi a tappeto e soprattutto, come dicevo poco fa, i vaccini per tutti noi. Ma soprattutto è urgente che la FLC CGIL si metta sul piede di guerra contro questo governo, cominciando la costruzione di un reale processo di mobilitazione che porti tutta la CGIL ad una nuova stagione di lotte sociali che mandi a casa questo governo, sostenendo tutti i processi di mobilitazione in corso, e non posso non pensare allo sciopero del 29 gennaio organizzato da alcune realtà del sindacalismo di base sotto la spinta delle assemblee dei lavoratori combattivi in tutta Italia. Ogni momento di conflittualità dei lavoratori contro questo governo va sfruttato, per garantire la salute nelle scuole e la dignità delle sue lavoratrici e dei suoi lavoratori, per annullare questo concorso farsa che ci ha mortificato e umiliato, un concorso in tempi di pandemia in seguito al quale non pochi colleghi si sono scoperti positivi al Covid.

Un concorso a dir poco inutile, viste le 210000 cattedre vuote nel mese di settembre ed i 30000 pensionamenti in arrivo.

Se non si procede sin da subito con la costruzione e l’apertura di un processo di mobilitazione rischieremo che migliaia e migliaia di precari cadano sempre più vittima del mercato dei ricorsi, della propaganda dei partiti della destra più reazionaria e del corporativismo presente in molte, troppe realtà di insegnanti precari.

Per questo è urgente la costruzione di una vertenza generale costruita in tutte le scuole per la sicurezza, la salute e la stabilizzazione, che veda i lavoratori e le lavoratrici della scuola realmente protagonisti, e che si saldi con le altre categorie in una mobilitazione generale contro i milioni di licenziamenti che verranno sbloccati in primavera, che presenti il conto al padronato ed ai suoi referenti parlamentari, siano essi di maggioranza o di opposizione.

Vincenzo Cimmino

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