Sanità. Note per una proposta rivendicativa

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Pubblicato anche sul sito di Medicina Democratica

Dopo aver ripreso in modo significativo le nostre comunicazioni e pubblicazioni ed esserci collocati in diverse interlocuzioni con vari soggetti ed associazioni che operano sui territori ed in ambito nazionale, abbiamo ritenuto utile provare a formalizzare una proposta indicativa e di carattere generale. Una base di indicazioni in grado di rappresentare in modo più organico l’insieme delle nostre osservazioni e deduzioni, finalizzandole alla costruzione di una piattaforma minima rivendicativa, condivisa ed inclusiva. Proposta da avanzare e sostenere, in primo luogo nell’ambito del nostro lavoro sindacale e contestualmente da esplicitare nel contesto ampio dei confronti che siamo riusciti ad aprire con quei soggetti che oggi animano le spinte e le richieste di “sanità pubblica” provenienti dai territori e che, seppure in modo disomogeneo ed estremamente differenziato, oggettivamente convergono nel tentativo di “fare rete”.

Per noi, Area Sindacale, un tale processo di aggregazione insieme al tentativo di costruzione di un fronte ampio ed il più possibile di classe, costituisce una imperdibile occasione per far conoscere il nostro lavoro eil valore delle nostre battaglie, rafforzando la nostra presenza e credibilità, presso quei larghi settori di ceti popolari che hanno sviluppato una profonda disillusione nei confronti delle organizzazioni di massa del movimento operaio.Discredito purtroppo dovuto anche alle sciagurate scelte delle Direzioni Sindacali!Possiamo scrivere e proporre qualcosa di condivisibile grazie allo sforzo di comprensione e l’impegno costante realizzato nel contesto di un lavoro di gruppo.

Abbiamo preso in considerazione vari aspetti e temi:

  • contesto legislativo;
  • contesto riguardante la medicina territoriale, a partire dal primo elemento di presa in carico, cioè il medico di famiglia;
  • Medicina distrettuale, piastre ambulatoriali,consultori e strutture ospedaliere di comunità (ospedali di vallata), con particolare attenzione per la cosiddetta “medicina di genere” e, non ultima l’assistenza domiciliare;
  • strutture intermedie di cura e residenzialità quali le RSA;
  • Centri di Ospedalizzazione metropolitani ecc, ecc

Quasi per ognuno di questi aspetti, abbiamo provato a rilevare criticità di importanza strategica ed elementi costitutivi natura e ragioni della crisi sanitaria che stiamo vivendo. Crisi che si colloca in un contesto economico globale recessivo.Una crisi sanitaria frutto di scelte di liberalizzazione e privatizzazionedel SSN, accresciute dalle politiche di regionalismo differenziato ed esplose con la pandemia. Scelte speculative che sottolineano il ruolo delle carenze organiche di investimenti nel” patrimonio umano”, nella assoluta insufficienza del numero e nella qualità di personale sanitario per ogni figura.Scelte che hanno progressivamente spostato le risorse economiche dal settore pubblico a quello privato, a cui arriva circa il 50% delle risorse statali:in dieci anni sono stati tagliati 37 miliardi, di cui30 orizzontali e 7 di mancati aumenti già messi a bilancio; sono stati tagliati i numeri degli ospedali, scesi da 1165 al numero di 1000, con una riduzione di posti letto pari al 31,9% e con una perdita di 42.888 unità di personale impiegato. (…)

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