Sul caso Yoox

Giorni fa ho espresso solidarietà alle lavoratrici della Yoox, firmando un appello a loro sostegno. Le lavoratrici, tutte donne e in gran parte migranti, sono in sciopero dal 25 novembre, contro un sistema di turnazione ingrato che rende loro impossibile conciliare il lavoro con gli impegni familiari (il primo turno inizia alle 5.30 del mattino e il secondo finisce alle 22.30).

Ho firmato quell’appello, sostenuto anche da Non Una di Meno e dal coordinamento migranti di Bologna, convintamente. La mia solidarietà va a lavoratrici che pongono un problema tanto serio di turnistica e accusano l’azienda di comportamenti razzisti e maschilisti. L’appello ha d’altra parte un sostegno larghissimo che va, soltanto per citare alcuni nomi, da Francesco Guccini a Zerocalcare, Alessandro Barbero e vari altri/e.

In questi giorni, la Cgil di Bologna ha pubblicato sul sito una nota di chiarimento in cui Filt e Filcams si schierano a difesa della Yoox e dell’accordo sui turni (leggi qui dal sito della Cgil di Bologna). Al tempo stesso, sono iniziate pressioni molto pesanti a chi, all’interno della Cgil, come me, ha sostenuto l’appello, tanto da arrivare a trasformare il direttivo della Filcams di Bologna di oggi in un processo sommario contro una delegata.

Nello stesso direttivo Filcams di Bologna, oggi, è emerso che alcune delegate della Yoox sono state oggetto di intimidazioni e minacce da parte del Sicobas. Chiarisco la totale e indiscutibile solidarietà alle delegate della Yoox, da parte mia e delle altre compagne che hanno firmato l’appello. Un conto è il merito sindacale (su cui confermo di avere un legittimo dissenso), altro invece sono azioni violente o intimidatorie come quelle di cui oggi ha riferito la Filcams di Bologna. Azioni da cui, per come sono state riportate al direttivo, prendo le distanze e per le quali esprimo solidarietà a chi le ha subite. L’appello che io, come altre, abbiamo firmato (che non è di una sigla sindacale e in nessun modo attacca la Cgil, tanto meno le delegate della Yoox) non c’entra niente con eventuali atti violenti o intimidatori, su cui spero, anzi, si faccia chiarezza il prima possibile, denunciandoli a chi dovere.

Altrettanto però non posso permettere che questo argomento venga usato come una clava per imporre un giudizio di merito su un accordo né tanto meno per processare chi abbia sostenuto lavoratrici in sciopero da settimane. Convintamente, ribadisco di essere solidale alle lavoratrici in presidio e non credo di aver sbagliato a firmare l’appello, anzi, lo rifarei. Non soltanto è mio diritto farlo, ma sono proprio convinta che sia giusto schierarsi con le lavoratrici, per le accuse che hanno denunciato e per i problemi che hanno sollevato legati a una turnistica che finisce per scaricarsi sulle donne.

Altri hanno tutto il diritto di sostenere che invece quella turnistica vada bene e che non ci sia alcun problema alla Yoox. In ogni caso, credo che sia assolutamente sbagliato che una segreteria, come è accaduto oggi in Filcams, affronti una legittima dialettica politica, impostando un intero direttivo, di fatto, contro una compagna, arrivando a mettere in discussione la sua appartenenza in Cgil. Questa è una gestione proprietaria dell’organizzazione che non sono disposta a tollerare. Nonché un abuso di potere, usato contro una delegata. I nostri segretari dovrebbero usare il loro ruolo per tentare di fare sintesi all’interno della nostra organizzazione, non invece per alimentare provocazioni verso una delegata che legittimamente ha altre opinioni.

Invito chiunque abbia messo in discussione, durante il direttivo Filcams di Bologna di oggi, l’appartenenza alla Cgil di chi firma un appello di solidarietà a lavoratrici in sciopero che pongono simili questioni, di ripeterlo a me, portando questa discussione al livello più alto della nostra organizzazione, cioè il direttivo nazionale.

Tutto il resto, non credo faccia parte della nostra storia.

Eliana Como – portavoce nazionale di #RiconquistiamoTutto, area di opposizione in Cgil

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