M.Toscano. Gli appalti finalmente in sciopero!

Dopo un anno e mezzo le lavoratrici e i lavoratori del mio settore, il multiservizi,  sono in sciopero    per il rinnovo del CCNL scaduto da 7 anni e mezzo, perché le parti datoriali non cedono sulla malattia.

Siamo arrivati a questo sciopero dopo un attivo delle delegate e delegati il 7 Ottobre e una manifestazione il 21 Ottobre.

In questi ultimi anni dalla Filcams Nazionale sento sempre la stessa tiritera: abbiamo fatto, adesso faremo questo.

Autocritica, nulla! Perché è chiaro che c’è stato un fallimento sindacale da parte della delegazione trattante, dimostratosi debole al tavolo delle trattative.

Siamo una delle categorie più penalizzate, abbiamo stipendi da fame e in questa pandemia ci troviamo tutti i giorni in situazioni surreali.

Durante la prima ondata del Covid si lavorava senza i DPI appropriati, mascherine di carta che se starnutivi si bucavano, gli RLS non avevano risposte immediate dai medici competenti.  Siamo sotto stress da mesi, stanchi per i carichi di lavoro.

Le aziende stanno guadagnando con le sanificazioni da casa, noi siamo in prima linea mettendo a rischio la nostre salute tutti i giorni, stiamo facendo numerosi sforzi per garantire le pulizie nel settore pubblico, privato, ospedali ecc.., siamo allo sfinimento.

E le parti datoriali dopo tutto questo, non firmano ancora il contratto, sono vergognosi.

Dobbiamo portare al tavolo delle trattative elementi che rinforzano il contratto collettivi, i diritti acquisiti non si barattano, la malattia non si tocca. Le parti datoriali la devono smettere di dire che c’è troppo assenteismo nei luoghi di lavoro e quindi toccando la malattia fermiamo il fenomeno.

La realtà è un’altra, se continuano a vincere le gare di appalto al massimo ribasso per poi rivalersi sulle lavoratrici e lavoratori per recuperare il guadagno, con riduzioni di orario  ma metri quadrati da pulire invariati è ovvio che il carico di lavoro è diventato eccessivo. In più in un settore come il nostro prevalentemente composto da donne part-time, tante di una certa età  costrette a continui spostamenti perché lavorano per più aziende per arrivare a fine mese ad avere uno stipendio dignitoso,  il fisico non regge più e ci si ammala.

Per rinforzare il contratto bisogna aumentare i salari fermi a 7 anni e mezzo fa, aumentare il contratto minimo salariale da 14 a 20 ore, inserire sanzioni o penali maggiori per le aziende che non pagano gli stupendi e nel nostro settore accade frequentemente.

CONCLUDO: Le parti datoriali devono mettersi in testa che prima di essere lavoratori noi siamo esseri umani, oggi scioperiamo per rivendicare i nostri diritti. Oggi deve essere un punto d’inizio e non di arrivo, perché se si pensa di fare azioni ogni anno e mezzo perderemo credibilità e le parti datoriali si sentiranno più forti e arroganti.

Bisogna organizzare azioni ravvicinate per tornare noi ad essere più forti.

Massimo Toscano

rsa Filcams Torino, appalti Leonardo

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