ENI Livorno. Basta veleni!

RiconquistiamoTutto Livorno

Abbiamo già apertamente manifestato le nostre preoccupazioni riguardo alla realizzazione del mega-inceneritore ENI a Stagno, partecipando alla manifestazione dell’11 Luglio organizzata dalle associazioni ambientaliste toscane.

Di certo la minaccia dell’uso dei carri armati contro i cittadini che non accettano la costruzione di questo inceneritore da parte dell’allora candidato P.D. Giani (sostenuto da una coalizione di forze comprendente partiti ambientalisti/verdi!) non ha contribuito a creare un clima di distensione. La sua vittoria elettorale e conseguente nomina a presidente della Regione toscana non fa di certo presagire tempi felici per chi si batte contro questo progetto e per la riconversione ecologica della raffineria ENI a Stagno e la bonifica delle aree SIN/SIR.

A poca, anzi pochissima distanza dalla chiusura della tornata elettorale arriva, inoltre, la minaccia di ENI, spacciata per politica attenta all’ambiente, di importanti cambiamenti che coinvolgeranno la produzione di carburanti, attività di punta, e quella dei lubrificanti.

Il manager di ENI Descalzi parla di un processo lungo ma irreversibile, portando ad esempio le raffinerie di Venezia e Gela trasformate in presunte “bio-raffinerie”, lasciando intendere che stessa sorte toccherà a Livorno se si vuole salvaguardare l’occupazione.

Cioè, in buona sostanza e senza bisogno del ricorso a mezzi militari, o Livorno accetta supinamente e senza alcuna garanzia a tutela della salute pubblica di diventare la pattumiera della Toscana e, probabilmente, dell’Italia centrale, o corre il rischio di perdere migliaia di posti di lavoro, che per una città già inserita in area di crisi complessa equivale al tracollo economico e sociale.

La crisi del settore, accelerata dalla pandemia di Covid 19 e dal conseguente crollo dei consumi petroliferi, viene quindi usata come grimaldello per forzare la mano imponendo ai cittadini, con il sostegno della politica e dei sindacati, (per far accettare) un impianto altamente nocivo e inquinante, pena il disimpegno più volte minacciato da ENI.

Come “Riconquistiamo Tutto respingiamo fermamente questo ricatto occupazionale posto da ENI, in quanto quest’ultima non è una multinazionale qualsiasi, ma è una SPA di cui lo Stato Italiano è l’azionista di maggioranza (tramite il MEF e la Cassa depositi e prestiti per circa un 30%) e, quindi, è il Governo che deve e può garantire occupazione e salute pubblica con lo stesso ordine di importanza e priorità.

Descalzi sostiene che “Il futuro è già oggi”, tant’è che ENI sta riconvertendo vecchie raffinerie in impianti giganteschi di produzione energetica fotovoltaica, eolica o che sfrutta il moto ondoso.

Anche il sito di Stagno deve entrare in questo processo di decarbonizzazione e produzione di energia pulita, che tra l’altro, insieme alle bonifiche, porterebbe non solo a migliorare la qualità della vita, ma alla creazione di posti di lavoro.

La città e la provincia hanno già pagato un tributo alto in vite umane, stando al rapporto Sentieri: Ora basta Veleni.

Noi continuiamo a stare con i comitati ambientali, che ora più che mai hanno bisogno di tutto il sostegno di sindacati, forze politiche e cittadinanza per una battaglia che si preannuncia più dura, vista la promulgazione da parte del pres. della repubblica Mattarella del decreto semplificazione per quel che riguarda il ricorso al TAR per le V.I.A., stabilendo che è la stessa pubblica amministrazione nel termine di 30 giorni a dover provvedere alle integrazioni necessarie per superare i rilievi della sentenza del tribunale amministrativo, articolo che sembra scritto apposta per favorire il progetto ENI a Stagno.

Non è una direzione ostinata e contraria di default…. è la direzione giusta verso una riconversione verde che coniughi lavoro e tutela ambientale, non un NO di principio ma un’opposizione motivata dalla ricerca delle soluzioni migliori che il mondo scientifico offre.

Riconquistiamo Tutto – Opposizione CGIL Livorno

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