Pirelli. Ccnl Gomma-Plastica, noi votiamo NO!

Il rinnovo del ccnl Gomma-Plastica

Qui in PDF.https://sindacatounaltracosa.files.wordpress.com/2020/09/pirelli.pdf

I delegati della Filctem CGIL della Pirelli, facenti riferimento all’area di opposizione RICONQUISTIAMO TUTTO, dopo una attenta analisi del testo di ipotesi di accordo per il rinnovo del CCNL della Gomma Plastica intendono esprimere giudizio NEGATIVO rispetto a questo rinnovo per i motivi di seguito riportati.

Anzitutto ricordiamo che il precedente contratto scadeva, in origine, il 31/12/2018 e fu oggetto di proroga di ulteriori 6 mesi a causa dello scostamento e riallineamento inflattivo derivante dall’applicazione dell’articolo 70 unitamente alla soppressione dell’1/25 della retribuzione legata alla festività soppressa del 4 novembre ed all’abbassamento di 62 euro del salario di riferimento poi assestatosi a 1844.

Ciò detto ci si è apprestati a questo rinnovo con gravissimo ritardo, rispetto alla scadenza prorogata del giugno 2019, presentando la piattaforma nei mesi successivi e provando a chiudere una eventuale intesa entro la fine dell’anno, cosi da procrastinare la scadenza di altri ulteriori 6 mesi.
Le settimane successive e l’avvento del COVID hanno certamente generato un quadro severo e attendista che certamente non ha favorito le condizioni per una rapida intesa.
Con la ripresa delle negoziazioni ci si attendeva una soluzione che valorizzasse i punti della piattaforma presentata alle controparti e che rispondesse alla emergenza salariale che, peraltro, il COVID aveva ulteriormente aggravato con l’intervento della cassa integrazione che ha difatto dimezzato (se non di piu) i salari dei lavoratori Pirelli.

In Piattaforma erano contenuti alcuni aspetti normativi che, già da qualche rinnovo, si provava a recuperare come ad esempio i criteri di maturazione in negativo delle ROL nei cicli continui e lo scorporo, dal suddetto calcolo, dei fruitori della legge 104. Vi era altresi la richiesta di ulteriori 8 ore di assemblea per discutere con i lavoratori di questioni attinenti la salute, sicurezza e ambiente.

Veniamo invece a ciò che è stato definito in sede di rinnovo…

Sulle questioni normative vi è il solito proposito di costituzioni di commissioni paritetiche che poi non si costituiscono mai. Ci sono piccoli miglioramenti riguardanti le ferie solidali e alcuni aggiustamenti tutelativi per i lavoratori affetti da patologie oncologiche, le cui assenze per visite non concorreranno al conteggio in negativo sulla maturazione delle ROL. Vi è la proroga del periodo di aspettativa non retribuita da 5 a 10 mesi per i lavoratori affetti da patologie oncologiche. La programmazione delle giornate di assenza in 104 passa da trimestrale a mensile. Si costituisce la figura del delegato alla formazione e c’è un dichiarato proposito di formare una commissione paritetica al fine di restaurare il sistema classificatorio che è ormai obsoleto da anni. Di altra rilevanza la questione della tabella periequitativa che però avrà valenza solo dall’ultimo anno della vigenza contrattuale, ovvero il 2022.
Questi Elementi sono importanti e li giudichiamo positivamente ma li riteniamo siano ancora insufficienti rispetto a quelli che erano i propositi della piattaforma.

E veniamo ai punti cardine del nostro diniego a questa ipotesi di accordo.
Anzitutto le questioni di natura politica.

Questo è un rinnovo che si instaura in un periodo anomalo, lo riconosciamo, ma l’allungamento della vigenza a 42 mesi, seppur specificato in via eccezionale, è già di per se una questione inaccettabile.
Se a questo aggiungiamo che gli aumenti sono previsti dal gennaio 2021 e che, per tutto il periodo di scoperto, non si è prevista (ne chiesta probabilmente) neppure un UNA TANTUM di recupero questo determina un periodo di 24 mesi in cui i salari restano drammaticamente fermi.

Gli aumenti dicevamo… 63 euro tutti sui minimi…bene diremmo… Ma questi aumenti sono un combinato disposto, 45euro derivano dal previsionale IPCA per la vigenza e 18 euro dalla produttività di settore.
La Richiesta era di 100 euro al livello F cosi motivata: “Le condizioni economiche generali di stagnazione e recessione del paese impongono, per contrastare le disuguaglianze e l’impoverimento del ceto medio e delle fasce più deboli, uno sforzo aggiuntivo per aumentare il potere di acquisto, rafforzando una politica salariale che deve riequilibrare il sistema che ha preso derive preoccupanti…. …e’ indispensabile far ripartire l’economia, far ripartire i consumi e questo sarà possibile solo con una politica salariale robusta ed equa. In tal senso il rinnovo del contratto nazionale deve garantire, tenuto conto degli andamenti economici complessivi, un adeguato potere d’acquisto”.

Fare un rinnovo tarato esclusivamente su indice IPCA e su produttività di settore apre la stura a 3 ordini di problemi.
1) Non si tiene minimamente conto della piattaforma rivendicativa LICENZIATA DAI LAVORATORI.
2) Recepisce in pieno le regole a cui ci ha anche richiamato il nuovo Presidente di confindustria Bonomi che vanno sotto il nome del “PATTO PER LA FABBRICA”, sottoscritto stavolta anche dalla CGIL non senza mal di pancia interni e che ha come obiettivo la strutturazione di meccanismi di aumento ESCLUSIVAMENTE legati a indici inflattivi ed economici di settore esattamente come nel contratto Metalmeccanico mantenendo, per ora, un sistema “EX ANTE” e non “EX POST” determinando una condizione nella quale i salari dei lavoratori cresceranno poco al contrario dei profitti dei delle imprese che cresceranno.

Senza dimenticare che queste cifre cominceranno al arrivare solo dal gennaio 2021 (31 euro da gennaio 2021 e 32 euro da gennaio 2022) dopo 24 mesi di AUMENTI ZERO e che, spalmati su tutta la vigenza, daranno un aumento LORDO di 29,40 euro al mese a cui sottrarre l’irpef di riferimento (almeno il 27%) e i contributi (9,49%) lasciandoci in tasca circa 18 euro netti al mese.
Tutto questo SENZA NEPPURE 1 ORA DI SCIOPERO… meglio delle più rosee aspettative delle controparti.
E’ cosi il proposito di moderazione salariale e raffreddamento del conflitto è pressoché stato sancito con questo rinnovo, con buona soddisfazione di BONOMI che vede rispettate le regole proposte e sottoscritte nel PATTO PER LA FABBRICA.

Non dimentichiamoci inoltre che il CCNL della GOMMA PLASTICA è stato, da sempre, uno dei precursori degli altri rinnovi…il messaggio che manda questa stipula è inquietante e parla alle controparti dicendogli che le scadenze non hanno più valore, che quando ne avranno voglia, anche dopo mesi, si siederanno al tavolo e potranno contare comunque sulla pace sociale e sulla moderazione salariale.

C’è ancora una questione che lascia sgomenti ed attoniti… si erano chieste ore aggiuntive di assemblea per discutere di salute, sicurezza e ambiente… questa richiesta è stata cassata… ma è stata invece accolta la richiesta di ulteriori ore di assemblea per favorire l’adesione dei lavoratori agli enti bilaterali di categoria per il welfare e la previdenza. Elementi, questi, che hanno contribuito, negli anni, parallelamente alle scellerate politiche economiche dei vari governi succedutisi, ad azzoppare la sanità pubblica e aggravare il quadro pensionistico dei lavoratori.
EVIDENTEMENTE IL COVID NON HA INSEGNATO NIENTE.

Riteniamo non sia più il tempo di piegare la testa e dire si a tutto. Con il cambio di gestione della Confindustria e le idee bellicose esposte dal loro presidente, servire un “SI” plebiscitario su questo rinnovo significherebbe cospargersi di aromi e mettersi una patata in bocca in attesa della grigliata.

PER QUESTI MOTIVI I DELEGATI DELL’AREA DI MINORANZA VOTERANNO NO!
E INVITIAMO TUTTI A SEGUIRE IL NOSTRO ESEMPIO VOTANDO NO

Settimo Torinese li, 21/09/2020

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