CN RT 11 settembre: dichiarazione di voto contrario di Lorenzo Mortara

Coordinamento nazionale #RiconquistiamoTutto, 11 settembre 2020, Bologna.

Voto no perché il documento è alquanto limitato e reticente su tutti i fronti.

La linea cgil non è debole ma sbagliata e completamente complice e subalterna al governo Conte. Landini ha usato gli scioperi di marzo per apririsi un varco al tavolo col Governo.

Stoppate dalla burocrazia sindacale, le masse lavoratrici hanno intascato ben misera cosa dalle giornate di Marzo.

Dove hanno potuto i compagni di RT hanno ottenuto risultati significativi ma l’impianto generale della nostra area è stato di retroguardia, tutto incentrato sulla chiusura delle fabbriche, senza una parola netta sulla retribuzione al 100%.

La linea di retroguardia di Rt non casca dal cielo, è figlia a sua volta della torsione autoritaria e leaderistica del gruppo dirigente, come dimostrano i casi pisani e veneziani eccetera…

L’area non discute. Con la felice eccezione della Flc che più volte si è riunita e di poche altre categorie, l’area mentre tutte le associazioni si attrezzavano per fare assemblee in remoto, è stata in balia dei comunicati di Eliana e dell’esecutivo.

In tutto questo frangente l’esecutivo quasi non si è accorto che una componente come Scr si stava lentamente sganciando.

L’uscita di Scr è scorretta e figlia del loro settarismo, certo, ma non può non chiamare in causa il gruppo dirigente di RT.

Rt pretende oggi di ripartire come se niente fosse, senza il benché minimo bilancio di una scissione, in questo tale e quale alla maggioranza che va ai congressi senza dirci cosa ha fatto nei 4 anni tra un congresso e l’altro.

L’uscita di Scr è anche e soprattutto figlia della sua concezione della lotta di classe. Ogni partito in Area ha la sua. E l’area dovrebbe farci i conti con una discussione franca e una franca battaglia per l’egemonia.

Il gruppo dirigente egemonizzato da SA fa l’opposto, preferisce evitare la discussione  e tenere un profilo basso. Non perché qualcuno è autocentrato e qualcuno no, ma perché qualcuno si costruisce precisamente con un livello basso di coscienza per tenere insieme tutto e il contrario di tutto, cedendo alle istanze riformiste e spostandosi sempre più a destra.

L’area non è stata capace di varare una piattaforma di rivendicazioni all’altezza, nonché di lavorare per un’assemblea di delegati.

Nulla prova la deriva di Rt come il recente appello per il No al referendum, la presa di posizione stalinista sulla delibera UE che equipara comunismo e nazismo, l’astensione al cc Fiom e da ultimo il documento imbarazzante di oggi che non ha nulla da dire su quanto di più grave successo alla nostra opposizione.

L’area ribadisce di stare nei movimenti che significa solo che ne sta alla coda. Si tratta di egemonizzarli. Inoltre parlare di movimenti senza accennare che una buona parte dei compagni sta soprattutto nei partiti, significa eludere il confronto sull’aspetto più importante dell’area, l’aspetto politico, preparando nuove scissioni inattese.

Per questo, e per una maggiore democrazia interna, invito i compagni e le compagne  che non si riconoscono nel documento a votare no e a preparare nel prossimo coordinamento un documento alternativo più corposo e preciso e più collettivo possibile.

Lorenzo Mortara

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