Stabilizzare i precari, riaprire in sicurezza!

Il volantino per la manifestazione di Roma del 2 settembre

La riapertura della scuola si profila disastrosa. Questo governo ha dato vita negli ultimi tre mesi ad una pantomima di scarse risorse, liberalizzazioni per le singole scuole (organizzazioni e orari), indicazioni contradditorie (distanza, trasporti e fragilità del personale). Affidando poi di fatto ai DS (nuovi nocchieri) attribuzioni e prerogative fuori dalle norme e dal contratto (dalla didattica a distanza a PIA e PAI).

Tante le cattedre vuote. Da anni tutti i governi evitano di definire un piano straordinario per stabilizzare i 150mila insegnanti precari [la metà con più di 36 mesi] e le decine di migliaia di lavoratori/trici ATA e dei servizi [mense, educatori, ecc]. Personale che non solo ha diritto ad una certezza professionale e stipendiale, ma è necessario per l’emergenza. La scuola infatti ha oggi organici disastrosi: con 850mila docenti e 120mila dipendenti ATA di ruolo, si prevedono oltre 200mila cattedre vuote e la mancanza di oltre 50mila collaboratori e assistenti amministrativi. Una situazione grave oggi drammatica per il protrarsi della pandemia, la necessità di aprire gli istituti a settembre e poi gestire il tempo scuola in sicurezza.

Proprio l’emergenza in corso dovrebbe giustificare provvedimenti eccezionali, nuove risorse e stabilizzazioni per tamponare questo buco nel personale: un concorso straordinario per titoli e servizi, in grado di inserire a ruolo i precari di lunga durata (circa 70mila insegnanti) e la messa a bando almeno di altrettanti posti con un concorso ordinario; oltre che l’internalizzazione e la stabilizzazione del personale precario ATA e dei servizi. Assunzioni a cui si dovrebbe aggiungere una dotazione straordinaria ad ogni istituto scolastico, per permettere una reale riapertura in sicurezza.

Per riaprire la scuola, stabilizzare il precariato, garantire la sicurezza, serve oggi la mobilitazione. Serve uno sciopero generale, in grado di coinvolgere l’insieme della categoria e innescare un movimento di studenti, coordinamenti e comitati. Per la difesa della scuola pubblica e per difendere le condizioni di lavoro di tutto il personale [diretto, precario e dei servizi]. Ora, prima che sia troppo tardi.
In assenza di una concreta iniziativa sindacale (o con la sua semplice rappresentazione virtuale) si rischia che tanti lavoratori e lavoratrici siano convinti/e del protagonismo delle forze reazionarie, quei partiti fautori ieri di alcune controriforme [Gelmini] e oggi dell’Autonomia Differenziata.

Solo uno sciopero generale della conoscenza può fermare Azzolina e il governo, questa gestione della scuola. La FLC CGIL e tutte le organizzazioni sindacali devono avviare subito la mobilitazione, coinvolgendo RSU, RLS, lavoratori e lavoratici, costituendo comitati e coordinamenti unitari nelle scuole e nei territori, sviluppando l’iniziativa di lotta e proclamando lo sciopero per la fine di settembre.

Come #riconquistiamotutto nella FLC CGIL lotteremo per questo.

#RICONQUISTIAMOTUTTO IN FLC

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