Piombino. La nomina di Carrai: pessima notizia

#RiconquistiamoTutto Piombino

E’ ormai ufficiale l’ingresso, in qualità di Vice Presidente con pieni poteri esecutivi, di Marco Carrai in JSW Steel Italy. Abbiamo letto del plauso, a nostro parere fuori luogo, da parte di Fim-Fiom-Uilm su questa nomina.

A nostro parere è invece una pessima notizia, sia sulla persona sulla quale abbiamo molto da dire, sia sul segnale di fragilità che l’azienda (un’azienda che non paga le fatture e mette a rischio 150 persone tra i propri fornitori) manda con questa scelta arrivando alle prime dichiarazioni di Carrai, già presente e silente per due anni nel CDA di JSW e che già nel 2015 avrebbe preferito Jindal a Rebrab “imposto” a dire di Renzi –del quale era consigliere economico personale -da Rossi e sindacati. En passant, ricordiamo che proprio sotto il governo Renzi avviene lo spegnimento dell’altoforno. Nelle sue prime dichiarazioni a Repubblica prevede di presentare un piano industriale in 15 giorni in tre passaggi rendendo nebulosa la ripartenza dell’azienda.

Chi è Marco Carrai e perché dall’India si è scelto proprio lui? Figlio di imprenditori del recupero del rottame di ferro poi investimenti finanziari e immobiliari nell’area fiorentina, non laureato (e non è il caso di appellarsi all’idea di self made man) dal 1993 entra in politica grazie a Matteo Renzi al quale resta sempre legato e che lo porterà ad avere svariate nomine in enti pubblici (Firenze Parcheggi, Ente Cassa di Risparmio di Firenze, Gabinetto Viesseux, Presidente Aeroporti Firenze) e ad entrare in contatto con il mondo ecclesiastico e finanziario fiorentino , italiano ed internazionale. Viene poi coinvolto ed indagato (in Italia sembra essere una medaglia al valore civile) per traffico di influenze, riciclaggio, auto riciclaggio e finanziamento illecito nella vicenda della “Fondazione Open” di Matteo Renzi. Dal punto di vista imprenditoriale fonda la Cambridge Managment Consulting Lab che offre servizi informativi e finanziari.

Ricapitolando, un indagato che ha tessuto conoscenze e rapporti grazie alla politica senza alcuna esperienza siderurgica e che ha intenzione di presentare un piano industriale in 15 giorni diviso in tre fasi.

Per noi, che ormai riteniamo che l’unica soluzione praticabile sia la nazionalizzazione all’interno di un Piano Siderurgico Nazionale, una pessima scelta sotto ogni punto di vista. L’azienda avrebbe avuto bisogno di un manager siderurgico capace di riportare l’azienda sul mercato e recuperare clienti e costringere la casa madre a iniziare gli investimenti promessi due anni fa.
Invece la scelta è caduta su una figura che ruota attorno alla politica che si pensa possa avere gli agganci giusti per portare soldi pubblici tramite Cassa Depositi e Prestiti alla multinazionale indiana (con il pubblico ovviamente in minoranza).

#RT – Opposizione Cgil Piombino 370-3407819

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