Diario n.2 di un’operaia ai tempi del Covid19

WELCOME IN THE AGE OF COVID19! di Cinzia Colaprico

Quindi la cosa sta così… siamo a mercoledì e veniamo a sapere che lunedì (5gg prima in barba a Ccnl e contratti integrativi) si torna a 8 ore, con turni diversi, senza sapere e avere dati precisi sui volumi, come sarà l organizzazione oraria durante le giornate, a che ora potremo fare la pausa mensa (visto che alcuni escono in quell ora x riunirsi con familiari o andare in uffici, banche/poste). Tante incertezze, tanta flessibilità. La certezza è il grande disagio che viviamo e che l’azienda, sfruttando la situazione, ci fa vivere quotidianamente: mascherine che non respiri e che torni a casa affaticato come se avessi lavorato 24 ore consecutive, distanziamenti quando fa comodo, aumentata la pressione sui singoli lavoratori anche attraverso contestazioni disciplinari e uno stress inevitabile che ti porti pure a casa e devi stare attento a come lo sfoghi: la famiglia non centra ma finisce x centrare!

Oggi quando sono entrata, dopo il rito della misurazione della febbre, mi sono soffermata al banchetto delle mascherine qualche secondo in più, chiedendo spiegazione all addetto con molta tranquillità perché alcune mi sembravano nuove e speravo fossero più leggere. Erano senza involucro, non come le altre delle settimane scorse… per questo in me si è accesa una speranza… l’addetto mi stava spiegando che erano le stesse anche se imbustate 5 alla volta, quando la ragazza che mi ha misurato la febbre si volta, con fare scorbutico e davvero poco educato, e mi chiede “che problemi ho”!
Questo è il “Benvenuto” all entrata della fabbrica! Poi sai che ti aspetta una giornata infinita, faticosa e iper stressante!… ma è “solo” di 6 ore.. Beh, da lunedì 8 giugno, senza sapere perché (visto che la Cassa integrazione nn è finita) ci aspettano 8 lunghe ore così!

I lavoratori al più tacciono e, quando va male, fanno le guardie dell’azienda con relativa spia ai colleghi… scegliendosi rappresentanti che danno il “cattivo” esempio, subalterni all azienda a mò di zerbino!

Ha ragione una mia collega che oggi mi ha scritto “pensano di essere più schiavi, di quanto siano in realtà”.

Benvenuti nella fabbrica ai tempi del Covid19!

Cinzia Colaprico, delegata Fiom Electrolux Forlì 

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