Un appello dalle RSU della FLC-Cgil delle scuole di Roma

Pubblichiamo il seguente appello firmato da diverse RSU Flc-Cgil delle scuole di Roma.

L’appello è stato presentato come ordine del giorno al direttivo FLC di Roma e Lazio del 5 maggio dalle compagne e dai compagni dell’area Riconquistiamo tutto! La maggioranza ha assunto l’ODG, mettendo però in votazione un emendamento per cassare il punto 4 sulle mobilitazioni necessarie. La minoranza di Riconquistiamo tutto! ha ovviamente sostenuto il testo nella sua interezza.


Le RSUFLC-CGIL di molte scuole di Roma, dopo un ampio e approfondito dibattito propongono alla discussione collettiva, al sindacato, nelle sue varie articolazioni ed alla sua dirigenza i seguenti temi :

1) che venga detto, chiaro e forte, che la scuola italiana, nella sua più completa interezza, chiusa e sospesa per l’emergenza sanitaria, ha attivato e inventato fin da subito tutte le forme e le modalità più incredibili e fantasiose per mantenere aperta la relazione educativa e didattica con gli alunni e le loro famiglie, raggiungendone il maggior numero possibile, per continuare le relazioni educative che fanno uniche le nostre comunità scolastiche. I docenti hanno dimostrato per primi il loro forte legame con gli studenti, facendosi carico autonomamente anche dell’avvio della DAD, nonostante la indiscutibile assenza di obbligatorietà. Evitando di dimenticare nelle pratiche o, ancora peggio, di sottovalutare i grandi problemi legati allo svantaggio socio-culturale. Siamo certi, che tutti hanno ormai compreso che la stessa DAD, nelle condizioni date (tra l’altro, mancano all’appello circa 1,6 milioni di studenti), rappresenta ed è sostanzialmente un formidabile amplificatore e un forte acceleratore delle disuguaglianze. Del resto, va detto chiaramente che non è la stessa cosa avere il solo telefonino o trovarsi in casa un personal computer, seppure in comune con altri fruitori. Don Milani, infatti, diceva : ”Mai fare parti uguali fra disuguali (…)perché sarebbe un’ingiustizia che aumenta ed esalta la disuguaglianza”.

2) che il sindacato pretenda che ogni modifica delle condizioni e delle modalità di lavoro dei suoi rappresentati sia sottoposta a vari tavoli di confronto a partire da quelli più alti per finire con quelli delle singole istituzioni scolastiche, sottraendoci all’arbitrio dell’applicazione di una normativa spesso poco chiara, contraddittoria, improvvisata e inconcludente. D’altronde, il nostro sindacato è ,e resta, il supremo garante dei patti firmati a nome dei lavoratori: mai come in questo caso, pacta sunt servanda! Riteniamo quindi di primaria importanza che, in questo momento, vada evitato un inaccettabile deficit di rappresentanza. Tanto più grave in una fase in cui i vari DCPM e le note esplicative, derogando da tutta una serie di leggi, forzando norme e contratti, tendono a dare forza di legge ad atti amministrativi, con il non celato fine di spingere più avanti il tutto, affinché l’eccezionale divenga strutturale, senza se e senza ma.

3) che la fase due e tanto più la fase tre del ritorno alla normalità “assoluta,” come si ama dire, vanno pensati fin da ora, in una chiave che faccia un’ analisi onesta e rigorosa che evidenzi quel che c’è, e che separi, realisticamente, ciò che si può da ciò che non si può fare. Provando a ripartire anche dal tanto che va invece cambiato, implementato, modificato e ripensato, ben oltre un’eccessiva enfasi posta sulle virtù miracolose della didattica a distanza e sulle eccezionali qualità di bravura e bontà di cui si è dotati .Quindi, vanno verificati e analizzati nello specifico di ogni realtà scolastica gli spazi, la loro areazione, la loro pulizia in relazione al numero delle allieve e degli allievi per classe , dei loro insegnanti e dei collaboratori scolastici ,con le necessarie e inderogabili stabilizzazioni dei precari. Tutte cose che rappresentano e sono garanzie di sicurezza per tutti. Il punto nodale del fare scuola non è certo postare un video o un collegamento con internet: non si può assolutamente aspettare! Il domani, che è già oggi, ci pone di fronte ad una evidente emergenza educativa, la chiave per uscirne non saranno il controllo e l’autoreferenzialità dei pochi al comando, ma è rappresentata dalla necessaria chiarezza dei rispettivi ruoli e compiti, dall’intelligenza e responsabilità di ciascuno di noi e più in generale delle nostre comunità educanti, in tutte le loro componenti. Il nostro sindacato tutto questo lo deve dire alto e forte al Paese, perché, oltre la rappresentanza dei lavoratori, ha nel suo DNA e nella sua storia, da sempre, la difesa dell’interesse generale. Questa, che a noi pare un’evidenza indiscutibile, è troppo spesso colpevolmente dimenticata e allora va ribadita con forza .

4) che vengano poste e messe in atto azioni, formali e sostanziali, che vadano dalla proclamazione dello sciopero degli scrutini, all’avvio di procedimenti giudiziari per costringere il ministro ad aprire un tavolo di vero confronto su tutto ciò che riguarda i settori della conoscenza, se le richieste sopra richiamate non abbiano riscontro.

La ragione della nostra preoccupazione nasce dal fatto che la retorica prevalente, troppo spesso venata di un patriottismo fuori tempo massimo, al di là del giusto sentirsi parte di una comunità, sembra coprire il venir meno dell’osservanza delle forme e della sostanza in cui si concretizzano l’insieme dei diritti e dei doveri che tanta centralità hanno nella vita delle nostre comunità e sono fondamento di ogni vera democrazia. Proprio perché senza questa attenzione e senza il loro rispetto la nostra stessa democrazia viene meno. Proprio perché, neppure l’eccezionalità del momento può essere – e non deve essere – un limite permanente al nostro agire come cittadini e come rappresentanti dei lavoratori. Proprio per non dimenticare di chi siano state le responsabilità, se questo passaggio, certo imprevisto ed epocale, trova la realtà scolastica e il paese tutto, seppur mobilitati e impegnati, alle prese con assurde carenze e mortali fragilità. Proprio perché e affinché tutto questo non accada mai più e si cominci a costruire un ben altro futuro, crediamo che sia ora di ALZARE LA VOCE

Roma 24/04/2020 LE RSU FLC-CGIL

Andrea Franchi I.C Rugantino
Dario Pellini IIS Pertini Falcone
Raffaela Carotenuto I.C. Rugantino
Giuseppina Frattale I.C Artemisia Gentileschi
Sandra Rusca RSU IMS ” Giordano Bruno”
Fabio Baccelliere IIS Via Lentini 78
Cinzia Licoccia IIS “E. Amaldi”
Fiorentino Sarro I.C Via Val Maggia
Maddalena Valente IC via Laparelli, 60
Valentina Paravano RSU Pacinotti – Archimede
Paola De Petris I.C Uruguay
Elena di Nucci ISS CroceCroce-Aleramo
Spalliera Marco I.C “Maria Grazia Cutuli”
Camilla Gaetani Liceo “Giordano Bruno”
Franca Maria Iacuitto I.C”Tullio De Mauro”
Flavia Garzia Liceo Artistico “Enzo Rossi”
Stefano Cristofanelli Ita Sereni
Maddalena Valente I.C. Laparelli
Anna Mezzasalma liceo statale Maria Montessori
Antonietta Larocca I.C. Simonetta Salacone
Patrizia Zucchetta I.C. Simonetta Salacone
Anna Maria Schieda I.C. Viale Venezia Giulia Roma.
Annamaria Palermo I.C. Martin Luther King
Marina Pezzuoli Liceo Avogadro
Roberto Villani RSU I.C. Carlo Levi
Sabrina Capponi I.C. Uruguay
Nicoletta Botti, L.S. Nomentano
Annamaria Palermo IC Martin Luther King
Floriana Di Antonio IC “Villaggio Prenestino “
Maria Alibranti RSU I.C.VILLAGGIO PRENESTINO
Milena Vitaletti IC ELISA SCALA
Calabrese Alessio rsu IIS E. Amaldi
Ettore Bussoni IC Balabanoff
Massimo Giubilei ITA Sereni
Michele Fanfoni Iiss von neuman

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