ILVA. Vietato lamentarsi!

#RiconquistiamoTutto Taranto

Circa una decina di giorni fa, Arcelor Mittal ha scaricato la sua ira da “depressione produttiva” su un lavoratore (capoturno), che avrebbe avuto “l’ardire” di sfogare la Sua preoccupazione (su facebook), per la mancanza di  mascherine e igienizzanti, pressato da altri lavoratori che gliele chiedevano. Il messaggio, più o meno, è “state attenti, se vi lamentate rischiate grosso”.

Quanto sia illegittimo questo licenziamento è evidente. Si nega, in sostanza, di avere il diritto di opinione e, soprattutto su una questione di sicurezza della salute. Ancora una volta si ripropone “Qui comando io e tutti zitti”!                                                                                                                              Ovviamente, l’area di “Riconquistiamo tutto” – opposizione CGIL, solidarizza col lavoratore colpito dalla repressione di una multinazionale che non conosce altro che il profitto. Tutto il resto è danno.

Che l’azienda sia in una enorme difficoltà produttiva e economica è sotto gli occhi di tutti. Mittal è sotto il torchio della magistratura; gli impianti sono in condizioni disastrose; gli altiforni sono per metà fermi e quelli in marcia buttano nell’aria veleni. Non riesce a fare una produzione decente e, allora, scarica sui lavoratori le sue difficoltà. Crediamo che in questa situazione stia pensando di mollare gli impianti di Taranto, pensando che gli accordi fatti nei mesi precedenti siano stati fallimentari. Non è un caso se nell’ultimo accordo, per larga parte ignoto, ci sia una “clausola di ripensamento”, che potrà essere utilizzata a novembre prossimo o, al massimo, l’anno prossimo, pagando una penale. Dunque, una sperabile andata via di Mittal, che da quando è arrivato a Taranto, non ha portato che disastri: una forte riduzione degli organici; nessun passo avanti sulla ristrutturazione degli impianti; men che meno sul miglioramento ambientale, se non perché c’è stata una forte riduzione della produzione; Aziende dell’appalto e del trasporto di materiali vari, con pagamenti parziali e con forti ritardi. Per questo la nostra proposta continua ad essere che gli “impiantidevono essere di proprietà pubblica sotto il controllo dei lavoratori”,i quali sono quelli che li fanno funzionare e, quindi, sono interessati a farli andare bene e a non farli inquinare, riportandoli nei limiti previsti dall’AIA e prevedendo il danno sanitario preventivo.

Chiediamo alla FIOM/CGIL una forte mobilitazione lavoratori per elevare al massimo il livello del conflitto e costringere il governo ad escludere Arcelor-Mittal dall’assetto proprietario e riprendersi gli impianti, sborsando quello che ci vuole per ristrutturarli e renderli vivibili per se e per i cittadini, innanzitutto del Rione Tamburi                                                                                                                                                                          La nostra area “Riconquistiamo tutto – opposizione in CGIL”, rinnova la solidarietà al lavoratore licenziato e sostenere la FIOM  che, però, non puòlimitarsi al solo aspetto giudiziario, e si rende disponibile a sostenere ogni iniziativa che si dovesse mettere in campo!

IL SINDACATO E’ UN’ALTRA COSA – RICONQUISTIAMO TUTTO – OPPOSIZIONE IN CGIL Taranto 

 

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