Il nuovo protocollo. Così si insegue la linea feroce di Confindustria

In this Feb. 13, 2020, photo, masked workers assemble wiring for automobile at a factory in Qingdao in east China's Shandong province. Automakers are gradually reopening factories in China that were idled by anti-virus controls as they try to reverse a sales slump in their biggest market. (Chinatopix via AP)

La Cgil ha assunto una posizione troppo debole nei confronti di Confindustria e delle sue responsabilità in questa crisi sanitaria, a partire dalla mancata chiusura della Val Seriana.

Sarebbe stato necessario alzare il tiro, minacciare lo sciopero generale di fronte alle pressioni che la Confindustria sta operando perché si riapra tutto e di fronte alle troppe richieste di deroga ingiustificate che sono state fatte ai prefetti nelle scorse settimane. La segreteria Cgil ha preferito invece inseguire Confindustria, puntando a limitare la sua linea feroce e senza scrupolo sui tavoli del governo.

Oggi esce un nuovo protocollo sulla sicurezza che mantiene l’impostazione di quello del 14 marzo, al netto di qualche piccolo miglioramento (comunicato CGIL). Si scarica sulle rappresentanze sindacali la responsabilità di contrattare la sicurezza, peraltro in una condizione di emergenza e di generale impreparazione e limitazione dei rapporti forza. È pazzesco che a quel tavolo la Confindustria abbia messo in discussione la modifica dei DVR che è IMPOSTA dal DL 81.

La Cgil ne esce con un pugno di mosche in mano: senza sanzioni x le imprese, senza investimenti sui servizi ispettivi, senza un piano chiaro sui trasporti pubblici, senza sapere che ne sarà degli over 65 (che non potrebbero uscire di casa ma nemmeno andare in pensione), senza un impegno sugli screening di massa (in Lombardia, dopo 14mila morti, ti fanno il tampone solo in terapia intensiva). E non si esce nemmeno con una qualche certezza sulle date di riapertura, con possibili “sorprese” su lunedì prossimo.

In questo quadro, senza un reale piano complessivo ed integrato per l’eventuale ripartenza, si pone anche il problema di come faranno le lavoratrici e i lavoratori con i figli piccoli ad andare a lavorare con le scuole chiuse. Sia chiaro, le scuole è giusto che rimangano chiuse e riaprano solo garantendo le imprescindibili condizioni di sicurezza per tutte/i. Ma qualcuno deve allora spiegare perché oggi le scuole non sono sicure e le fabbriche o i centri commerciali invece lo sarebbero.

Per questo, invece di firmare protocolli vaghi ed inadeguati, la CGIL dovrebbe oggi chiamare alla mobilitazione ed allo sciopero generale, per la difesa di sicurezza, salari e occupazione. 

#RiconquistiamoTutto 

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: