#covid19. Poste: i portalettere a Torino si fermano!

Di Delia Fratucelli, Rsu Poste, direttivo nazionale Slc

Oggi 16 marzo molti portalettere di Torino, ma anche di altre città italiane, si sono astenuti dall’uscire a recapitare perché Poste Italiane non è in grado di fornire a tutti e tutte degli adeguati DPI per il servizio esterno.

Il servizio postale è classificato in Italia come servizio pubblico essenziale e come tale noi dobbiamo garantire almeno l’espletamento delle urgenze. Nei centri però, continuano ad arrivare prodotti che senz’altro essenziali non sono, come le lettere pubblicitarie, che l’azienda chiede siano recapitate per non “deludere” i grandi clienti.

Buona parte dei postini -io per prima-, si sono comprati delle protezioni, (mascherine, guanti, gel per le mani), vista anche l’impossibilità di potersele lavare con i locali pubblici chiusi e costatato che l’azienda non è ancora in grado di distribuirli a tutti.

Nei centri ci sono assenze ormai elevatissime, tra permessi genitoriali e assenze per malattie, i dipendenti cercano di difendersi in modo individuale e contradditorio.

Chi non ha potuto e voluto astenersi dal lavoro sono i numerosissimi, in alcuni centri ormai maggioritari, Contratti a Tempo Determinato, i precari di Poste.

Questi in sintesi i fatti, su cui dover fare almeno alcune considerazioni:

Il protocollo del 14 marzo ’20 sulla salute e sicurezza dei lavoratori e lavoratrici è sostanzialmente inesigibile per i lavoratori a tempo indeterminato, ma ancor di più per tutti i numerosissimi precari o chi comunque ha una posizione di debolezza contrattuale.
Brilla l’assenza di direzione delle Organizzazioni Sindacali, non può essere sufficiente fare annunci nazionali generici, nei luoghi di lavoro dovrebbe arrivare una comunicazione chiara e inequivocabile sulle norme di comportamento che devono avere i dipendenti, e assumersi l’onere di una difesa nel caso di pressioni o sanzioni  disciplinari che potrebbero derivare dall’astensione del servizio.

Domani torneremo nei posti di lavoro, e speriamo anche all’attività di recapito, perché nessuno di noi vuole non eseguire il servizio, però chiediamo di farlo con le giuste e opportune protezioni, questo non solo per noi lavoratori, ma anche in difesa della clientela, perché siamo perfettamente consapevoli che in modo del tutto involontario noi possiamo essere dei super diffusori del corona virus.

Nel difenderci cerchiamo di salvaguardare la nostra salute e quella della nostra comunità.

Delia Fratucelli RSU Poste Italiane Torino

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