Prato. Solidarietà ai lavoratori della Superlativa

Opposizione CGIL Toscana – Riconquistiamo tutto

A fianco dei lavoratori della Superlativa di Prato, per il ritiro dei decreti sicurezza.
Il 16 dicembre 2019 i lavoratori della tintoria Superlativa di Prato, senza stipendio da mesi, con l’appoggio di lavoratori di altre aziende e di studenti, hanno protestato contro il mancato rispetto di un accordo sindacale e contro lo sfruttamento che subiscono nel loro lavoro: salari da fame, lavoro nero, mancato riconoscimento delle ferie e delle prestazioni lavorative.
Mettendo in atto il “Decreto Sicurezza” approvato dal governo M5S-Lega , nato per vessare i lavoratori in lotta oltre che i migranti e che il governo in carica non ha minimamente modificato , il prefetto di Prato ha colpito sul piano economico chi ha protestato per presunti blocchi stradali , chiedendo una sanzione di 4.000 euro a testa a 19 lavoratori e 2 studentesse.
Contro questo provvedimento, come Opposizione CGIL Toscana, siamo scesi in piazza a Prato sabato 18 gennaio partecipando al corteo indetto dal SiCobas in solidarietà dei lavoratori e degli studenti colpiti dal provvedimento.
Abbiamo partecipato per chiedere insieme ai tantissimi partecipanti – lavoratrici e lavoratori e RSU appartenenti a tante sigle sindacali, studenti, pensionati, gruppi e partiti – non solo il ritiro delle multe, ma anche la cancellazione totale dei “decreti sicurezza” che portano il nome di Salvini. Una manifestazione a cui, riteniamo, la CGIL avrebbe dovuto partecipare ufficialmente , per sostenere i lavoratori e gli studenti colpiti e le loro rivendicazioni, e a cui invece ha deciso di non aderire motivando tra l’altro il fatto che gli organizzatori “postulano il conflitto sociale come fine”.
La grande manifestazione, determinata ed assolutamente pacifica, ha invaso il centro di Prato, che era stato negato dal Sindaco, con i suoi slogan e le sue rivendicazioni e solo dopo il termine, quando si era già quasi svuotata la piazza del Comune (dove si era conclusa), è partita una carica della polizia sui pochi manifestanti rimasti; una carica grave ed assolutamente immotivata, come evidente dai video e come riportato anche dai media locali: l’ennesimo atto di repressione contro chi osa protestare.
Sono seguite gravissime e vergognose dichiarazioni da parte di esponenti del PD (dal sindaco, al segretario cittadino, ad alcuni deputati), che invece di prendere posizione contro le multe verso chi rivendica il rispetto dei propri diritti di lavoratori e lavoratrici e condannare le cariche poliziesche avvenute a fine corteo, hanno criticato duramente chi era sceso in piazza e attaccato questore e prefetto (di cui è stato chiesto l’avvicendamento), per non aver impedito con ogni mezzo che i manifestanti arrivassero in pieno centro, mettendo a rischio “le famiglie che il sabato vanno in centro con i loro bambini a fare acquisti”; come se i cittadini di Prato avessero da temere dai lavoratori che manifestano per i loro diritti. Assolutamente inopportune anche le dichiarazioni pubblicate sulla stampa di Prato riconducibili alla CGIL che, in una giornata di lotta partecipata come quella di sabato e dopo quanto era successo, ha condannato gli organizzatori del corteo per “avere infranto ancora una volta la legge” come se non fosse dovere di un sindacato come il nostro opporsi in ogni forma e modo a leggi che ritiene liberticide, repressive, razziste o che semplicemente colpiscono i diritti democratici delle lavoratrici e dei lavoratori .
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