10 dicembre, Roma. Presidio al Teatro dell’Opera

‘Voci fuori dal coro’ per l’arte, la cultura e lo spettacolo

L’area della Cgil “Riconquistiamo tutto!” partecipa al presidio indetto dal coordinamento nazionale Cultura dell’Unione Sindacale di Base, previsto per il 10 dicembre  dalle 14 alle 16 di fronte al Teatro dell’Opera di Roma.

La nostra area, nata nel 2014 come opposizione Cgil, è infatti improntata ad una visione critica della linea politica e d’azione della Cgil degli ultimi anni: una prospettiva che riporti l’organizzazione ad essere sindacato di classe, conflittuale e democratico, indipendente dai partiti e senza l’ossessione dell’unità sindacale a tutti i costi con Cisl e Uil. Per queste ragioni, condividiamo completamente le istanze della piattaforma avanzata da Usb Cultura:

– il rispetto della Costituzione, e in particolare dell’articolo 9 per la tutela del patrimonio storico-artistico e del paesaggio.

– Il riconoscimento della dignità professionale dei lavoratori dei beni culturali e dello spettacolo.

– Il perseguimento della vocazione civile e sociale delle istituzioni culturali e il contrasto alla deriva privatistica delle stesse.

– Il diritto allo sciopero (no al Decreto Colosseo 146/2015 che limita il diritto di sciopero nei beni culturali)

– L’applicazione di contratti nazionali che eliminino l’attuale dumping salariale generato dai numerosissimi contratti al ribasso.

– Il ritorno per i teatri alla natura di enti pubblici e il ripristino dei corpi di ballo.

Come area di minoranza Cgil riteniamo che i vertici della Cgil dovrebbero considerare maggiormente l’importanza fondamentale della cultura come strumento di emancipazione, come risorsa economica del Paese, come categoria di lavoratori (circa un milione in tutta Italia), ma anche come sfida economica per favorire politiche di lavoro ambientaliste: paesaggio, patrimonio culturale e ambiente sono indissolubilmente legati e gli eventi recenti a Venezia ne sono la testimonianza.

Vorremmo fare appello alla nostra storia, quella portata avanti da Giuseppe di Vittorio, che considerava la cultura e l’istruzione come strumenti di liberazione delle masse dall’ignoranza e dalla miseria, elementi imprescindibili di “elevazione intellettuale, morale, spirituale ma anche economica e sociale”.
Ma che cos’è la cultura e come si abbina alla nostra democrazia? Nel 1960 Alberto Manzi presentò il programma televisivo “Non è mai troppo tardi”, come strumento di ausilio nella lotta all’analfabetismo. La trasmissione, che andò in onda per otto anni, permise a un milione e mezzo di italiani di conseguire la licenza elementare.
Oggi gli italiani sono tutti alfabetizzati, eppure ciò che manca è un processo di acculturazione che consenta ai cittadini di fare scelte consapevoli ad ogni livello, di capire il valore del nostro patrimonio storico-artistico, del nostro Paesaggio e del suo nesso con l’ambiente. Un processo che sfugge anche alle classi politiche, quello di considerare la cultura come luogo di sedimentazione dei processi secolari di osmosi con altre culture ed identità. Oggi siamo alfabetizzati ma non sappiamo riconoscere una vera notizia da una fake news. Nel frattempo la televisione, anche quella pubblica che, per sua vocazione, potrebbe e dovrebbe svolgere un ruolo formativo e civile, si è messa al servizio degli sponsor, schiava
degli ascolti e delle quote di mercato pubblicitario.

La cultura, di cui la televisione potrebbe essere un’espressione significativa, ha seguito una deriva liberista a partire dagli anni ’80, e il sindacato su questo deve lavorare e combattere. Ed era ancora Di Vittorio ad invitare gli artisti perché affiancassero il sindacato nei suoi propositi, nella convizione che “tutti i periodi di reazione, di oppressione, di assolutismo sono stati nella storia periodi di oscurantismo e di decadenza della cultura”.

La Cgil, a nostro avviso, è stata finora sfuggente sulla questione del patrimonio culturale, tema che non può prescindere dalla considerazione di essere un tutt’uno con il Paesaggio e l’ambiente, anche in funzione del regionalismo differenziato su cui le nostre organizzazioni sindacali si pronunciano negativamente.

RiconquistiamoTutto! in SLC – Voci fuori dal coro

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