Maxi processo al SiCobas: contro la repressione di chi lotta!

Come in un remake di 30 anni fa, comincia a Modena nientemeno che un bel maxiprocesso di chiaro segno politico: sul banco degli accusati 86 lavoratori, facenti capo a cooperative in appalto dentro la Alcar Uno, colpevoli di gravissimi reati, commessi tra il 2015 e il 2017, quali la rivendicazione di buste paga corrette, la richiesta della giusta applicazione contrattuale, il contrasto all’evasione fiscale e contributiva da parte delle imprese. I crimini sono i soliti di cui sono sempre più spesso accusati padri e madri di famiglia che difendono il lavoro: scioperi, picchetti, blocchi stradali – proprio quelli che Salvini ha messo al centro dei sue due decreti sicurezza.
Quindi, la magistratura italiana mette sotto processo 86 cittadini che hanno rivendicato un po’ di giustizia e di legalità, in un settore – l’agroalimentare modenese – che in questi anni ha visto espandersi illegalità, infiltrazioni criminali, reati fiscali di ogni genere e sfruttamento ai limiti della schiavitù.

Siamo senza se e senza ma dalla parte di questi lavoratori e faremo di tutto affinchè il banco degli accusati si rovesci e venga messo finalmente sotto accusa il “sistema Modena”, con le sue aziende-vetrina, i loro retrobottega lerci, le loro finte cooperative dirette da delinquenti .

Lanciamo un allarme democratico su questa provincia: stanno venendo avanti centinaia di processi ai danni di cittadini modenesi che hanno lottato in questi anni di crisi per il diritto al lavoro, alla casa, ai servizi sociali; la Procura e il tribunale non possono spostare sul piano penale le contraddizioni sociali che stanno continuando ad acuirsi. Bisogna fare un punto zero e chiudere con la logica dei processi: le lotte sociali sono il sale della democrazia, non materia da codice penale.

Chiediamo alla CGIL di Modena – più volte colpita nei suoi delegati da analoghi provvedimenti repressivi – una presa di posizione forte su questi temi. Si contrasti la repressione e la penalizzazione delle lotte e si apra un dibattito nella società civile modenese affinchè i tribunali cittadini non siano intasati, nei prossimi mesi e anni, da centinaia di procedimenti aperti contro la parte più esposta e combattiva del nostro tessuto sociale.

RT! Modena

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