Mai più la GdF nelle scuole per controllare le presenze!

Sulle ispezioni al liceo Gioberti di Torino.

Ancora una volta la scuola viene attaccata nel suo ruolo e nella sua funzione.
Pochi giorni fa, infatti, i docenti del Liceo Gioberti di Torino hanno subito l’identificazione, per rilevare la presenza a scuola, da parte della Guardia di Finanza.

Ancora una volta un atto che tende a minare la credibilità dell’istituzione scolastica e che va contro la scuola, contro gli studenti, contro le lavoratrici e i lavoratori. La Guardia di Finanza si è presentata al liceo torinese, praticamente senza preavviso, e ha identificato i docenti che, con documento alla mano, hanno dovuto dimostrare di essere presenti sul luogo di lavoro e di non essere tra i “furbetti del “cartellino”. Il tutto durante l’attività scolastica, tra lo sconcerto generale.

Dopo l’attacco alla libertà di insegnamento con la sanzione alla professoressa Dell’Aria della primavera scorsa, ora la scuola viene attaccata su un altro asse.

Si tenta di colpire la professionalità di coloro che lavorano nella scuola, attraverso il discredito che un provvedimento del genere alimenta.

Si attacca in modo pericoloso la relazione docente e discente, perpetuando su una direttrice che si è intrapresa attraverso le politiche degli ultimi vent’anni.

Inoltre si tratta di un atto che è del tutto pleonastico, poiché la presenza dei docenti viene verificata nell’evidenza immediata dell’inizio delle lezioni, è comprovata dalla firma sul registro e dal registro elettronico.

Perché è stata fatta questa ispezione? Forse perché i lavoratori di quella scuola avevano messo in essere comportamenti che l’hanno resa necessaria? In altre parole, c’era la necessità fattuale di un’indagine da parte della Guardia di Finanza perché i lavoratori del Gioberti erano risultati in precedenza assenteisti o assenti ingiustificati sul luogo di lavoro?

Assolutamente no! Nulla di tutto ciò!

La Guardia di Finanza ha effettuato dei controlli a campione, in ottemperanza del Decreto Concretezza, licenziato dal precedente governo, ad opera del ex ministro Giulia Bongiorno. Un altro provvedimento legislativo contro i lavoratori e le lavoratrici del pubblico impiego e qui applicato contro la scuola.

Nella situazione drammatica in cui versa la scuola italiana oggi, questo provvedimento ha tutto il sapore di un’ulteriore beffa!

La scuola ha urgenza di ben altro che quella di essere trattata come un luogo dove si nascondono potenziali truffatori dello stato! La scuola infatti ha l’urgenza:

  • di vedersi restituire completamente il suo ruolo e la sua funzione a livello istituzionale, procedendo nell’abrogazione di tutte quelle misure che l’hanno rimessa in causa, in primis la “buona” scuola;
  • di vedere rinnovati i contratti collettivi nazionali con aumenti significativi e veri per tutti;
  • di essere mantenuta unita come Scuola della Repubblica e che venga ritirato qualunque progetto di autonomia differenziata;
  • di vedere coperte tutte le cattedre in modo stabile, fin dal primo giorno di scuola;
  • di vedere coperti i posti di sostegno perché il diritto all’istruzione sia “concretamente” garantito a tutti;
  • di vedersi restituire tutti i migliaia di posti Ata che sono stati tagliati negli anni perché non accada mai più quello che è successo a Milano, che un bambino di sei anni possa morire perché manca la sorveglianza dei bidelli;
  • di ristrutturare le scuole che cadono a pezzi, prima che altre tragedie si compiano.

Queste sono le urgenze “concrete” della scuola! Per questo è importante proseguire queste battaglie e seguire l’unica strada possibile che è quella della mobilitazione unita su rivendicazioni realmente concrete e precise.

La prima fra tutti è la sospensione immediata di tutti i procedimenti identificativi da parte della Guardia di Finanza nelle scuole e la conseguente abrogazione della norma del “Decreto Concretezza”.

RT! nella FLC

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