Sulla finanziaria solo promesse

Intervento di Eliana Como al direttivo nazionale CGIL 19 ottobre 2019

Intervento di Eliana Como al direttivo nazionale Cgil.

Rispetto a questa finanziaria possiamo dire tutte le cose che fin qui ho sentito: che manteniamo un profilo autonomo, che aspettiamo i dovuti approfondimenti, che vigileremo sugli impegni, che non facciamo sconti, che siamo pronti a alzare la voce se servirà etc etc etc.

Aldilà delle affermazioni di rito, non siamo affatto autonomi dal governo e usciamo da questo direttivo con una posizione debole rispetto all’insufficienza di questa finanziaria. Soprattutto è debole la nostra proposta sul terreno delle iniziative, perché lo sciopero generale non è nemmeno contemplato come ipotesi e ci si limita a evocare iniziative di categoria, che non avranno né la radicalità né il respiro complessivo che servirebbe in questa fase, anche per non lasciare alla destra lo spazio della mobilitazione di piazza.

Riconosciamo tutti qui dentro che non ci sono risorse in campo, eppure non esprimiamo un giudizio negativo e, di fatto, scommettiamo su questo governo e sulle sue promesse, facendoci bastare il fatto che sia comunque migliore di quello precedente, comunque vada.

Per me questo è sbagliato. Dovremmo dire con chiarezza che questa finanziaria non va bene e con altrettanta chiarezza discutere delle iniziative generali di mobilitazione da mettere in campo, esattamente come, con il precedente governo, parlavamo di sciopero generale.

Prima ancora di entrare nel merito delle misure proposte dalla legge di bilancio, dovremmo mettere come condizione pregiudiziale di un qualsiasi nostro giudizio, il ritiro da parte del governo dei decreti sicurezza, sia per ciò che essi prevedono sull’immigrazione, sia per le limitazioni che impongono in tema di ordine pubblico.

Sul merito della finanziaria, poi, va detto con chiarezza: le risorse sono insufficienti. Qualcuno prima di me giustificava dicendo che “d’altra parte da dove si potevano prendere le risorse…”  Per esempio, tanto per dirne una, dalle spese militari! Visto che Conte ha già annunciato l’acquisto di altri F35. Tanto più che abbiamo contingenti militari ai confini tra Turchia e Kurdistan, di cui dovremmo chiedere immediatamente il ritiro, non soltanto perché costano ma visto che giustamente auspichiamo la fine dell’aggressione criminale di Erdogan.

Non ci sono risorse per i contratti pubblici e sono poche quelle per i lavoratori dipendenti con il cuneo fiscale, che di fatto è una rimodulazione degli 80 euro di Renzi, estesa ad alcune fasce, bene, ma che non dà risposte né agli incapienti né ai pensionati. Le poche risorse che ci sono per i dipendenti sono strattonate ai pensionati, questa è la verità. E come è accaduto in tutte le precedenti leggi di bilancio sono misure finanziate in deficit, con la certezza che ce le ritroveremo da pagare con altri tagli alla spesa sociale. Magari fossero finanziati in deficit gli investimenti, su cui invece non ci sono risorse nuove. Aldilà della propaganda, ci si limita a confermare gli investimenti precedenti, senza dare un segnale vero di crescita, né sul sud né sul cosiddetto green new deal.

Altrettanto, se anche ci fossero misure sulla defiscalizzazione dei minimi salariali (cosa tutta da vedere), bisognerebbe ben capire da dove verrebbero prese le risorse, con il rischio che si tirino via dallo stato sociale (quindi ripagate di nuovo da noi), mentre alla Confindustria persino converrebbe far apparire i salari più alti per effetto della defiscalizzazione e non di aumenti veri e propri.

Anche sull’evasione fiscale, a parte gli annunci non resta molto, se non il giusto intervento sul reverse charge, che dovrebbe intervenire sulle catene degli appalti e dei subappalti e in particolare sul fenomeno diffusissimo delle imprese fittizie. Bene. Ma oltre a questo, non ci sono le misure che pure erano state annunciate sulle detrazioni nei settori di spesa a più alta evasione, come per esempio accade in Portogallo. Fin qui si parla di misure pasticciate e con pochissima rilevanza rispetto al tema centrale e giusto del recupero della evasione fiscale. A meno di non prendere seriamente il super bonus e la lotteria degli scontrini per chi paga in cashless (senza contanti)! Non ne ho sentito parlare qui. Mi auguro che capiscano che è un fesseria, peraltro per niente progressiva. La prima volta che l’ho letta, pensavo fosse una fake news. Scherzo a volte quando dico che tra un po’ le imprese ci pagheranno gli aumenti in gratta e vinci, ma in realtà la lotteria degli scontrini, così come la descrivono (con tanto di premi speciali!), mi pare che superi persino la mia fantasia.

Mancano risorse anche sugli ammortizzatori sociali, nonostante le crisi aperte in tutti i settori produttivi e dei servizi, come è stato ricordato nell’introduzione.

E soprattutto non ci sono risorse sulle pensioni. Da un lato non si restituisce niente ai pensionati e alle pensionate (anche la legge sull’autosufficienza non è che una promessa). Dall’altro, non si fa che promettere un tavolo ad aprile e mantenere quota 100 (ci mancherebbe pure, se avessero tolto quota 100 avrei voluto vedere come ci entravamo nelle fabbriche a fare le assemblee!). Peraltro non mi è ancora così chiaro se, ad oggi, sono ferme le finestre reintrodotte dal precedente governo o se verranno allungate. In ogni caso, resta in campo tutto il tema della legge Fornero, a partire dalle pensioni di vecchiaia, su cui nemmeno il precedente governo era intervenuto. Pensiamo davvero che basti ai lavoratori la promessa di un tavolo tra qualche mese? Con il rischio che questo governo caschi prima o comunque che stia più o meno in piedi per miracolo. In uno degli interventi che mi ha preceduto, il segretario della FLC ha ricordato lui stesso che a maggio abbiamo sospeso uno sciopero su un accordo con un governo che oggi non c’è più e su promesse che sono ampiamente andate in fumo. Almeno l’esperienza dovrebbe suggerirci cautela…

E a proposito di pensioni: scusate, ma quando abbiamo deciso che, per rispondere al tema giusto dell’età pensionabile delle donne e del peso del lavoro di cura, la nostra proposta è “un anno prima alle donne per ogni figlio”. È una proposta che gronda cattolicesimo! E che non casualmente fin qui ha sostenuto la Cisl. Da quando è diventata una nostra proposta? Quando l’ho letto sui giornali, giuro, ho sperato che il giornalista avesse travisato. La Cgil ha un’altra cultura sui diritti delle donne, a cominciare dal fatto di considerale donne e lavoratrici prima che mamme, che tanti più figli facciamo, meglio è che prima andremo in pensione. Davvero, lo trovo inconcepibile.

Allora, tutto questo, nel merito, dovrebbe farci esprimere un giudizio esplicitamente negativo sulla finanziaria. A meno di non dirci apertamente che ci facciamo andare bene anche questo, perché l’alternativa era discutere con Salvini di flat tax. Così apertamente però non ce lo diciamo, affatto. E anche se fosse: ma crediamo davvero che il consenso sociale, quello delle persone che noi rappresentiamo, si misuri sulla nostra (sacrosanta ma insufficiente) soddisfazione a non avere più Salvini dall’altra parte del tavolo. Pensiamo basti dire loro che ci saranno un po’ di soldi sul cuneo fiscale e che si elimina il super ticket nella sanità. Pensiamo che il consenso sociale si misuri sugli impegni a voce da qui al 2022 di un governo che scommettiamo non so come che arrivi alla primavera (per chiarezza, che gli impegni siano a voce o scritti nero su bianco come ha chiesto prima di me il segretario dello SPI, a me cambia poco, lo dico francamente). Tanto meno, il consenso si misura sul fatto che finalmente è cambiato il metodo, che finalmente siamo convocati al tavolo e che finalmente ci promettono (sempre a voce) la legge sulla rappresentanza e l’introduzione dell’erga omnes sui contratti.

No, per me il consenso si misura sulle risorse e su quanto una finanziaria risponde ai bisogni di lavoratori e pensionati. Cosa che questa finanziaria non fa, per la ragione banale che le risorse stanziate sono del tutto insufficienti.

Come lo sono le iniziative che prevediamo di mettere in campo.

Eliana Como (portavoce #RT)

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