La Fiera dell’Est del MiBACT

La filastrocca del "cambiamento" al Ministero dei Beni Culturali: Franceschini, Bonisoli, poi ancora Franceschini.

Alla Fiera dell’Est del nostro patrimonio artistico e culturale, Franceschini promette di cambiare la riforma di Bonisoli che aveva promesso di cambiare la riforma di Franceschini… che per due soldi al mercato mio padre comprò…

Prima ancora di sapere cosa ne sarà di Quota 100, dei decreti sicurezza, dell’autonomia differenziata e della futura legge di Bilancio, ecco spiegato il cambiamento del governo del cambiamento. Tra le tante contraddizioni e ipocrisie con cui nasce il Conte 2.0, quella del Ministero dei Beni Culturali (già infelicemente riaccorpato al Ministero del Turismo) è la più esplicita. Franceschini è infatti l’unico ministro dei governi Renzi-Gentiloni riconfermato dopo il governo giallo-verde degli ultimi 14 mesi. Incredibilmente, visto che la mercificazione del patrimonio culturale, che con lui è diventata legge, avrebbe dovuto essere il punto di forza con cui Bonisoli si candidava Ministro del primo governo Conte. Con Bonisoli, il M5S aveva promesso, infatti, la difesa della tutela del patrimonio artistico, proprio in opposizione alle leggi approvate da Franceschini, attraverso quello che avrebbe dovuto essere un processo “dal basso” di coinvolgimento delle associazioni e dei movimenti. Promessa naufragata miseramente prima ancora che il governo Conte avesse il tempo di cadere, con una serie di nuove norme contraddittorie e pasticciate (con il decreto che stravolge i musei italiani, approvato in sordina a Ferragosto, a governo già sfiduciato) che, aldilà di qualche correzione, perlopiù secondaria, riconfermano la riforma Franceschini sul MiBAC e sui musei, mentre lasciano inalterata la legge 160 sulle Fondazioni Lirico Sinfoniche.

Così, Bonisoli torna a cedere oggi il posto al suo predecessore che, si può immaginare, a sua volta, non modificherà nella sostanza la pur criticata riforma Bonisoli. Ecco, insomma, il fallimento della politica intera spiegato in poche parole. A danno di un patrimonio artistico unico al mondo, sottomesso alla promozione del turismo e dato in pasto al mercato, con privatizzazioni, trasformazioni in Fondazioni di diritto privato, accorpamenti e conseguenti lottizzazioni della politica. Oltre che condannato, ormai da decenni, dalla piaga del lavoro precario, sottopagato e gratuito.

I governi non sono tutti uguali, certo, e non sottovalutiamo il fatto di esserci liberate, almeno per ora, di Salvini al Viminale. Ma c’è da scommetterci, quanto accade al MiBAC, con questa filastrocca di ministri che si alternano senza cambiare niente, rischia di accadere anche negli altri Ministeri, anche quelli dove ci si è sforzati almeno di essere un po’ più fantasiosi nelle nomine. D’altra parte, a monte, è il nome del premier a essere lo stesso…

Eliana Como (portavoce di #RiconquistiamoTutto) e Pierina Trivero (Teatro Regio di Torino)

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