#Italpizza: La Cgil deve andare fino in fondo 

Comunicato di #riconquistiamotutto

La fase che si è aperta dopo l’incontro del 31/05 tra direzione Italpizza e sindacati confederali, apre uno scenario nuovo e contraddittorio. Da una parte è indubbiamente positivo che si sia conquistato il diritto alle assemblee interne per i dipendenti delle due cooperative e che si sia aperta una discussione sugli assetti contrattuali; ma d’altra parte Italpizza ha ottenuto alcuni risultati politici  molto favorevoli: la rottura del fronte tra CGIL e Si Cobas (che era il vero incubo dell’azienda), la delegittimazione del ruolo e degli scioperi promossi dal sindacato di base, una fase di tregua dopo mesi di conflitto che evidentemente avevano intaccato i risultati e l’immagine di Italpizza. A tal proposito è significativo quanto inquietante che sia stato reintrodotto il marcatempo per le pause fisiologiche rimosso negli scorsi mesi grazie agli sciopero.

Particolarmente grave è che sia passato di fatto il principio aziendale per il quale è la direzione a “scegliersi” i sindacati con cui parlare: un grave abuso antidemocratico (che la CGIL, per altro, continua a subire nel gruppo industriale più grande d’Italia e in molte vertenze diffuse  – vedi Castelfrigo), in cui i padroni si arrogano il diritto di parlare e contrattare solo con le organizzazioni compatibili ai propri interessi.

La cosa da fare, adesso, per evitare che questi “vantaggi” strappati da Italpizza si trasformino in un arretramento delle ragioni dei lavoratori, è imporre che la fase di discussione abbia tempi contingentati e predefiniti: dicendo chiaramente che la CGIL non si accontenta della “concessione” di un tavolo in cambio della pacificazione, che la trattativa, al di là degli esiti, deve avere una finalizzazione rapida SULLA BASE DELLE PAROLE D’ORDINE DELLA REINTERNALIZZAZIONE E DELLA CONTRATTAZIONE DI SITO. E chiedendo con forza che al tavolo di trattativa siano ammessi anche i Si Cobas, in virtù di un principio di rispetto minimo della rappresentanza reale e dell’agibilità democratica in quell’azienda.   La discussione sulle applicazioni contrattuali in Italpizza non è un fatto tecnico, ma una questione politica e di rapporto di forza. o passa l’arbitrio aziendale o passano le esigenze di giustizia ed equità di chi lavora. E’ necessario che la CGIL faccia pesare continuamente sul quel tavolo l’unica vera arma che il sindacato e i lavoratori hanno in mano: lo sciopero e il blocco delle merci in entrata e in uscita. Mesi di chiacchiere, commissioni e sottocommissioni , buone solo a raffreddare i conflitti e mettere nell’angolo i Cobas, sarebbero un colpo mortale per la CGIL.

RICONQUISTIAMO TUTTO
(area di opposizione in cgil)

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