Ccnl Confcommercio. Una proroga annunciata

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A oltre 9 mesi dalla scadenza del contratto collettivo Terziario Distribuzione e Servizi di Confcommercio di luglio 2018, finalmente è iniziato ufficialmente il percorso di costruzione della piattaforma rivendicativa e di avvio di rinnovo del contratto con la convocazione dell’attivo nazionale delle delegate e dei delegati… Un “parto difficile” che arriva con un anno di ritardo e con un “brutto rospo” da ingoiare: la proroga del contratto fino al 31 dicembre 2019!

Lo sapevamo, l’avevamo detto, ma nessuno lo aveva esplicitamente confermato finora: la firma del primo contratto collettivo della Distribuzione Moderna Organizzata – Federdistribuzione di dicembre scorso ha condizionato in peius tutta la contrattazione del settore, orientando al ribasso ogni possibilità di rivendicazione, in particolar modo sul salario.
Forte dell’accordo integrativo del 2017, in cui le parti firmatarie si impegnavano a non creare dumping contrattuale sottoscrivendo accordi “più vantaggiosi” con altre parti datoriali, Confcommercio infatti ha chiesto e ottenuto di spalmare ulteriormente il già misero aumento concordato nel 2015 e raggiunto solo a marzo del 2018, quegli 85 € per il IV livello in 5 tranche di cui una clamorosamente sospesa nel 2016 dal primo accordo integrativo in deroga mai visto nella storia della contrattazione del terziario: un capolavoro per i “padroni” della distribuzione che muovendo la sola “falange” delle aziende di Federdistribuzione (con circa trecentomila dipendenti) riescono a bloccare la platea da tre milioni di lavoratori e lavoratrici cui si applica il contratto di Confcommercio, un universo variegato che va dai concorrenti diretti della distribuzione organizzata fino ad aziende del mondo dei sevizi alle imprese, agenzie di somministrazione, aziende informatiche e di grafica, aziende a partecipazione pubblica, agenzie di scommesse, ambulatori medici convenzionati, gestori di distribuzione automatica, etc etc. E la distribuzione cooperativa (Coop l’insegna più significativa), nel frattempo rimasta in attesa, ha già provveduto a prorogare la scadenza del contratto collettivo di riferimento al 31 dicembre 2019 con un aumento di 65€ e un paio di una tantum.

La contrattazione non conflittuale della Filcams nel terziario si è rivelata a oggi completamente fallimentare per le condizioni delle lavoratrici e di lavoratori, ricapitoliamo la situazione attuale:

1. contrattazione di settore divisa e interdipendente con un fronte delle lavoratrici e dei lavoratori spezzato e un contratto collettivo in più (quello della DMO) rispetto al passato;

2. aumenti salariali insufficienti e diluiti su un periodo mai visto di 6 anni dal 2013 al 2019;

3. flessibilità esasperata e aumento dei carichi di lavoro: l’annunciata riduzione dell’orario di lavoro nei documenti congressuali è completamente dimenticata per il lavoro nel commercio con l’incremento delle ore di lavoro attraverso l’istituto della flessibilità;

4. la scomparsa di alcuni diritti: carenza di malattia, lavoro domenicale e disciplina nuovi assunti ormai metabolizzati del tutto dopo l’accordo separato del 2011 e nessun avanzamento su mercato del lavoro (anzi, un contratto precario in più introdotto dall’articolo 69 bis in aggiunta alle tutele crescenti), mansionari aggiornati e rivendicabili, indispensabili soprattutto ai tempi dei demansionamenti facili del Jobs Act, e regolamentazione chiara e non strumentalizzabile di trasferte e trasferimenti;

5. accordi su modello contrattuale e rappresentanza completamente disattesi, con la sola possibilità per le aziende di scaricare le crisi aziendali sulle spalle delle lavoratrici e dei lavoratori a suon di deroghe anche dei contratti collettivi, senza scongiurare nessun accordo separato (si veda il CIA di Lidl);

6. scadenza contemporanea degli accordi collettivi del settore a fine 2019: cosa dovrebbe accadere in questo anno? Quale piano per le lavoratrici e i lavoratori di commercio e terziario?

La Filcams CGIL nazionale di fronte a questo quadro mette in scena la costruzione preventiva della piattaforma rivendicativa alle parole d’ordine di responsabilità, consapevolezza e unitarietà. Pensiamo invece che sia arrivato il momento di cambiare radicalmente strategia: preferiamo l’unità dei lavoratori e delle lavoratrici fatta di rivendicazione, mobilitazione e lotta.
Basta dividere le lavoratrici e i lavoratori del terziario, vogliamo un contratto unico e chiediamo che la Filcams metta in campo tutte le sue energie per questo risultato a partire da assemblee e attivi di tutti i lavoratori e le lavoratrici di Confcommercio, Federdistribuzione e Coop.

#Riconquistiamotutto! in Filcams

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