Cd FLC: dichiarazione di voto, contro la regionalizzazione confermare lo sciopero!

Dichiarazione di voto di Luca Scacchi, Francesco Locantore e Anna Della Ragione al Direttivo nazionale FLC, Roma 3 maggio 2019

COMITATO DIRETTIVO NAZIONALE FLC CGIL del 3 maggio 2019

CONTRO LA REGIONALIZZAZIONE CONFERMARE LO SCIOPERO IL 17 MAGGIO

Dichiarazione di voto (qui in pdf)

Votiamo no alla proposta di ordine del giorno della segreteria. Perché come altri compagni e compagne, riteniamo sbagliato sospendere o revocare lo sciopero del 17 maggio. Proprio per questo riteniamo quindi utile che il dissenso rispetto all’ordine del giorno sia oggi il più ampio possibile, proprio per questo votiamo contro, per cercare in ogni modo che la richiesta di conferma dello sciopero sia la più ampia possibile.

Votiamo contro anche perché, diversamente da altri, riteniamo negativi i contenuti dell’intesa sottoscritta il 24 aprile 2019 con il governo anche sulla parte contrattuale.

Sono solo impegni politici. solo vaghe promesse. Senza scadenze, senza risorse, senza nessun provvedimento esigibile. Prima della prossima legge di bilancio, infatti, nessuna di queste promesse potrà concretizzarsi. E tra le liti degli attuali partner di governo e le molte partite su quella legge di bilancio (dall’IVA alla flat tax), che peso potranno mai avere le parole di oggi, in un altro tempo e in un’altra stagione politica?

Promesse senza neanche molto contenuto. Ci si impegna ad aumenti solo del 4% per il 2021: è il semplice recupero dell’inflazione secondo l’IPCA (al netto di energia e carburanti!). Quando si recupererà il lungo blocco degli stipendi? Solo alla scuola, poi, si promette un graduale avvicinamento ai salariali europei: ma quanto e in che tempi non è detto. E sul precariato quasi solo per la scuola si va oltre vaghi accenni, per chi ha i 36 mesi e solo in prima attuazione, prevedendo comunque ulteriori meccanismi di selezione.

Lo sciopero in ogni caso era convocato anche contro la regionalizzazione oltre che su ccnl e stabilizzazioni. In questi mesi sono state presentate le proposte preparate dal governo con Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna. Nel quadro di queste autonomie rafforzate, cosa dice l’intesa? Ribadisce principi astratti (unità e identità culturale; status giuridico; CCNL; reclutamento uniforme; unitarietà ordinamenti, curricola e governance). Nessuna Regione mette in discussione questi elementi. Con la gestione degli organici, fondi autonomi, la possibilità di integrare i curricola con l’attuale autonomia, possono comunque smantellare i sistemi nazionali come si propongono di fare.

Questo era l’unico sciopero sulla regionalizzazione, nonostante le intese riguardino altri servizi universali (dalla sanità ai trasporti). In ogni caso, come nel 2015, proprio qui si poteva innescare una prima rottura di massa con le politiche del governo contro lavoro e diritti. In queste settimane si stavano infatti moltiplicando assemblee, comitati e prese di posizione. Con l’intesa, con la sospensione dello sciopero, si rischia invece di dare un sostanziale via libera alla regionalizzazione. Non a caso il primo a felicitarsi è stato Salvini.

L’intesa è quindi scritta sull’acqua e soprattutto sbagliata: insufficiente nei contenuti ed inesigibile. Per questo noi riteniamo necessario ritirarsi dall’intesa e confermare lo sciopero del 17 maggio, che ci auguriamo possa avere in ogni caso la massima adesione possibile.

Luca Scacchi, Francesco Locantore e Anna Della Ragione.

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