Cosa vi hanno fatto ballerini e ballerine?

La lettera di un ex ballerino

Pubblichiamo la lettera aperta di un ex ballerino, in riferimento a un comunicato di SLC Fistel Uilcom e Fials in merito all’incontro con il Ministro Bonisoli

 

Una crociata, una jihad, una soluzione finale, una eliminazione dei paria, dei fuori casta, degli intoccabili, degli impuri. Cosa cavolo sta succedendo in Italia? Che cosa vi hanno fatto i ballerini? Abbandonati da tutti, ignorati da tutti, esclusi da tutto. Addirittura Alberto Angela in una lunga e dettagliata trasmissione sul Teatro San Carlo di Napoli, sulle reti RAI, ha totalmente omesso l’esistenza del suo Corpo di Ballo e della sua Scuola di Ballo che è la più antica d’Italia. La storia del balletto del San Carlo ha coinciso per quasi due secoli con la storia della danza mondiale. Carlo Blasis, Salvatore Taglioni, Fanny Cerrito, Fanny Essler, Carlotta Grisi, Carla Fracci, Nureyev… Nulla. L’Alberto nazionale non l’ha neppure citata. La danza al San Carlo non esiste…

E ora, reggetevi forte, eccone un’altra. I ballerini abbandonati anche dai sindacati. Giuro! Non sto scherzando. I sindacati!! Non da uno o due. Abbandonati da tutte le sigle sindacali congiunte e riunite con il Ministro della Cultura Bonisoli. Insieme hanno discusso e trattato soluzioni di miglioramento delle condizioni del precariato e delle future assunzioni del personale tecnico e dei musicisti e coristi delle Fondazioni Lirico Sinfoniche e hanno dimenticato che erano lì anche a rappresentare tutti i loro iscritti ballerini, che hanno invece totalmente ignorato. Quello qui pubblicato è il documento ufficiale dell’incontro con il Ministro Bonisoli, eletto del Movimento 5 Stelle, dove uno vale uno, ad esclusione dei ballerini che a quanto pare valgono zero. Questo documento è stato firmato da tutte le sigle sindacali che hanno evidentemente e clamorosamente mancato al loro dovere deontologico, storico, umano e sociale di tutelare gli interessi di tutti i loro iscritti e non solo di quelli che hanno le spalle politicamente più forti. Il sindacato è nato ed esiste per difendere i più deboli e in questo momento non c’è una categoria artistica più debole di quella dei ballerini, che si chiamano anche danzatori, tersicorei e duecento altri nomi, ma a quanto pare non esistono. Corpi di ballo delle Fondazioni Lirico Sinfoniche chiusi senza rendere conto al Ministero che dovrebbe tutelare e preservare la tradizione culturale di musica e balletto. Corpi di Ballo ancora in piena attività trattati come se fossero chiusi, interpellanze parlamentari e al Senato ignorate come se fossero pesci d’aprile, audizioni presso commissioni cultura, petizioni firmate da decine di migliaia di persone… Tutto ignorato. I ballerini non esistono.

Questo documento firmato da Emanuela Bizi della SLC-CGIL, Giovanni Pezzini della FISTeL- CISL, Giovanni Di Cola della UILCOM-UIL, Enrico Sciarra della FIALS-CISAL, rappresenta uno dei più gravi autogol della recente storia del sindacato italiano. Quando ce ne avevano parlato non volevamo crederci. Poi lo abbiamo letto e ci è venuto da piangere. Ci siamo sentiti feriti nella dignità, nel rispetto della scelta di vita e mortificati come persone e come artisti. La lettera successivamente inviata unitariamente dalle segreterie nazionali al Ministro Bonisoli (poco più che una toppa imbastita alla meno peggio) è stata evidentemente scritta a seguito delle innumerevoli, incredule, richieste di chiarimento. Questa seconda lettera accenna in un trafiletto, dopo avere ringraziato ancora una volta il Ministro per l’incontro precedente (testualmente) “le poniamo inoltre la richiesta di comprendere tra gli aventi diritto anche le altre categorie artistiche dei tersicorei e dei maestri collaboratori”. Capito? Dunque i tersicorei e i maestri collaboratori non sono aventi diritto? Il contratto nazionale per loro non esiste? Cari ballerini e maestri collaboratori, ricordate che se anche avete superato più di due audizioni e se lavorate come precari da anni nei teatri, non avete alcun diritto. Cancelliamo dunque tutte le liste di aventi diritto di tersicorei e maestri collaboratori. Non valgono nulla. E’ il sindacato che lo afferma chiedendo umilmente al Ministro di voler nella sua magnanimità “comprendere tra gli aventi diritto anche i tersicorei e maestri collaboratori…”. Comunque, per amore di chiarezza, il primo documento (quello qui pubblicato) è un comunicato ufficiale e unitario dei sindacati emesso a seguito di un incontro con il Ministro Bonisoli e pertanto verbalizzato, ufficializzato e resterà agli atti. Il secondo è una letterina di ringraziamento.

Ora non è che perchè siamo ballerini e maestri collaboratori siamo anche fessi. Però inesistenti, si. Inesistenti. Siamo inesistenti. La nostra vita è considerata di serie B, è considerata non degna di essere neppure menzionata in un incontro con il nostro Ministro referente. Inesistenti. Eliminiamo tutti i balletti dai teatri italiani. Eliminiamo tutti gli spettacoli di danza in Italia. Vediamo cosa ne pensa il pubblico, che ne dite? Eliminiamo le 20 mila scuole di danza e sottraiamo ai 2 milioni di giovani italiani la passione dello studio della disciplina artistica della danza. Vediamo cosa ne pensano i nostri ragazzi, che ne dite? Vediamo cosa ne pensano i genitori dei 2 milioni di ragazzi. Che ne dite? Eliminiamo la danza, tanto non esiste. Grazie. Davvero grazie di cuore. State facendo del male ai nostri giovani. Grazie sindacati nazionali, grazie Ministro Bonisoli, grazie Sovrintendenti delle Fondazioni Lirico Sinfoniche, grazie Mibac, grazie Presidente del Consiglio, grazie Presidente della Repubblica.

Sono giovani, sono fragili, ma non sono stupidi. E sono tanti, tantissimi. Sanno usare benissimo i social e sapranno sicuramente condividere le informazioni di chi si prenderà cura di loro. Oggi, abbandonati da tutti, non possono difendersi, ma inizieranno a condividere sui social a tappeto, su instagram, facebook, YouTube, Whatzup, i nomi e i cognomi dei politici, sindacalisti e tecnici delle istituzioni che si prenderanno cura dei ballerini e di quelli che non lo faranno. Dai 14 anni in su faranno campagne social a tappeto perchè non hanno accesso ai mezzi di comunicazione dei “grandi” che li tagliano fuori e li rendono invisibili, mentre i nostri grandi numeri della danza li hanno trasferiti allo sport facendoci passare per 2 milioni di atleti di danza sportiva dilettantistica. Sono giovani, sono fragili, ma nello stesso tempo fortissimi e invincibili. La loro forza è stata finora solo quella della passione e dell’arte. Ora è il tempo di usare quella dei grandi numeri.

Uniamoci tutti. Individuiamo coloro che combatteranno questa battaglia con noi e sosteniamoli con decisione indipendentemente dalla loro appartenenza partitica. Non ci fideremo mai più di promesse elettorali, ma solo di fatti e documenti ufficiali. Il furore del riscatto della dignità dei danzatori avrà inizio. Ormai siamo troppi da troppo tempo ignorati. Inizieremo a lottare da oggi stesso e fino alle prossime elezioni. Qui non ci sono piattaforme Rousseau. Faranno letteralmente volare le informazioni sui social come solo i giovani sanno fare.

Cari adulti, questi sono ragazzi che smanettano come i grandi neppure riescono a immaginare. Si riprenderanno quello che è stato loro sottratto e gli spazi che spettano loro di diritto! I ballerini italiani sono stufi di fare gli emigranti in giro per il mondo quando a loro appartengono i più bei teatri che esistono, che sono qui, nel nostro Paese, accanto ai propri cari ai propri amici alle proprie famiglie. Si riprenderanno con furore quello che altri hanno loro sottratto senza diritto di farlo. E lo faranno con determinazione, passione e con tutta la potenza e la consapevolezza della giovinezza a cui appartiene il mondo del domani.

Luciano Mattia Cannito

4 Commenti su Cosa vi hanno fatto ballerini e ballerine?

  1. Emanuela Bizi // 27 marzo 2019 alle 15:37 // Rispondi

    Premetto che chiunque può esprimere le proprie opinioni purché sostenute dai fatti. La lettura artificiosamente errata del comunicato, attribuisce al sindacato le posizioni del Ministro. Sembra che, tanto per cambiare, il sindacato sia colpevole di tutto quello che succede. Detto ciò il documento a cui si fa riferimento riporta essenzialmente la posizione del Ministro e non la discussione che è stata fatta nell’incontro. Sfido chi scrive a smentirlo.
    La SLC CGIL da tempo sta ponendo in tutte le sedi il tema della condizione dei ballerini nei teatri lirico sinfonici. Nella discussione abbiamo sottolineato il bisogno di includere nei percorsi di stabiizzazione tutti i soggetti ora esclusi dal Ministro, compresi i ballerini.
    La lettera inviata successivamente non era un “toppa” ma un ribadire quello che avevamo già chiesto senza ottenere risposte. Per completezza di informazione il Ministero si è detto disponibile a trovare una soluzione solo per gli amministrativi, escludendo quindi maestri collaboratori e danzatori. Per questo motivo stiamo sollecitando un’interrogazione parlamentare.
    Non ci fermeremo qui. Ma non accettiamo accuse false e strumentali.
    Per giunta durante l’incontro di oggi con i sovrintendenti, alla nostra specifica richiesta di stabilizzare i ballerini, la risposta è stata il silenzio più assordante. Ed è caduta nel silenzio anche la nostra richiesta di un finanziamento specifico per sostenere l’operazione di stabiizzazione dei precari. Senza questo tutto è aria fritta.
    E’ evidente che siamo per l’ennesima volta di fronte ad una fase estremamente critica e chi gioca a dividere i lavoratori si rende responsabile di far fallire l’obiettivo di tutela di tutti i lavoratori delle Fondazioni Lirico Sinfoniche.

  2. Luciano Cannito // 27 marzo 2019 alle 19:52 // Rispondi

    Non è mai stata mia intenzione dividere i lavoratori. Queste riflessioni le ho scritte una settimana dopo aver letto il documento, sulla mia pagina FB privata, in questo caso senza sigle o associazioni alle spalle perché decine e decine di lavoratori, appunto, i ballerini, mi stavano inondando di messaggi chiedendo a me, privato cittadino, aiuto proprio perché si sono sentiti abbandonati da tutti, inclusi i sindacati. Potrei mostrare più di cento messaggi che mi sono arrivati in privato, senza contare quelli pubblicati sulle mie pagine social. Se si arriva al punto che i lavoratori chiedono aiuto alle singole persone private, direi che il sindacato qualche domanda debba pur porsela e forse non sono io che divido…O la colpa è mia che tento di dar voce a questi lavoratori trasparenti, anzi invisibili? Non è a me che pagano la quota mensile della tessera di iscrizione. Lottare contro la discriminazione culturale della danza e contro la discriminazione contrattuale e di trattamento dei ballerini non è il mio lavoro e lo faccio gratuitamente e con amore perché reputo che per noi adulti sia un dovere sacro e imprescindibile prenderci cura delle passioni sane a positive dei nostri giovani perché renderà il nostro mondo futuro migliore. Sono però giovani, a volte giovanissimi e voi sindacati dovreste avere l’obbligo morale ed etico di tutelare proprio questi ragazzi che non sanno nulla di leggi e regole. Hanno paura di non poter più lavorare, hanno paura che se si ribellano li licenziano o non rinnovano loro il contratto. Sono fragili, tutti dicono loro che non ci sono soldi e loro ingenuamente ci credono perché non conoscono gli sprechi mostruosi e le inenarrabili e vergognose gestioni fallimentari del passato delle Fondazioni, di cui solo la loro categoria sembra stia pagando oggi il prezzo.
    Dunque sono io che divido i lavoratori? Il Ministro ha ricevuto la vostra delegazione mentre alla mia richiesta di incontro non ha neppure risposto. Avete avuto un incontro importante ed avete stilato un comunicato. Scrivete che erano le proposte del Ministro e probabilmente è così. Però sembra essere stato scritto come il risultato di una vittoria del Sindacato a seguito di un incontro ufficiale, non di un comunicato stampa del Ministero della Cultura. Forse l’ho interpretato male io e me ne scuso. Non mi pare essere stato il solo ad interpretarlo così però. Ci saremo dunque sbagliati in tanti. Perdonateci tutti.
    Siamo però felicissimi se, come scrivete in questo post dove mi accusate di dividere i lavoratori, state concretamente impegnandovi per portare ai tavoli di discussione questa clamorosa discriminazione culturale dell’arte di eccellenza della danza, trattata come un’arte di serie B. Le Fondazioni Lirico Sinfoniche sono nate per produrre cultura di musica, lirica e balletto. Per questo noi contribuenti italiani paghiamo il 50% di tutto il FUS nazionale. Per legge dello Stato le Fondazioni devono avere piante organiche con Orchestre, Cori e Corpi di Ballo. È questo che io chiedo e che chiedono centinaia di migliaia di famiglie italiane che investono per anni risorse economiche e logistiche per l’educazione dei propri figli nella cultura coreutica. Se il
    Sindacato lotterà per far riaprire i corpi di ballo che esistono in tutti i paesi culturalmente avanzati del mondo come motore propulsivo di attrazione culturale per le giovani generazioni verso le arti di eccellenza di musica lirica e balletto, allora saremo tutti con voi. Senza se e senza ma. Non esisteranno divisioni. Credetemi. Nessuno le vuole e nessuno le cerca. In bocca al lupo dunque. Avete dimostrato nella vostra gloriosa storia di aver vinto battaglie epocali. Ebbene, vincete anche questa e la storia ve ne renderà merito.

    Luciano Cannito

  3. Gentilissima Sig.ra Bizzi,
    Premetto che ho scioperato più volte da dipendente delle fondazioni lirico sinfoniche anche in difesa dei diritti di pochi.
    Purtroppo la preoccupazione che suscita questo comunicato è che voi sindacati non abbiate l’intenzione di prendere una netta posizione di contrasto alle ormai chiare intenzioni dei sovrintendenti e ministero di dismissioni della produzione di balletto nelle fondazioni lirico sinfoniche.
    Abbiamo già visto sindacati non indire nemmeno uno stato d’agitazione alla luce della chiusura di un corpo di ballo proprio per non far fallire l’obbiettivo di tutela di tutti i lavoratori della fondazione del Maggio Musicale Fiorentino.
    Ad oggi abbiamo bisogno di sindacati che si prendano l’onere e l’onore di difendere i diritti di una categoria e battersi per la ristrutturazione dei corpi di ballo nelle fondazioni lirico sinfoniche così da assicurare il continuo livello occupazionale.
    Mi auguro che prendiate una chiara posizione perché questa è una lotta in corso e c’è bisogno di capire da che parte stanno tutti i protagonisti.
    Non è una partita che si può giocare a centrocampo.

    Cordialmente
    Francesco Marzola

  4. Gianni Pizzi // 28 marzo 2019 alle 9:06 // Rispondi

    Il comunicato è un resoconto.
    Resta dunque incomprensibile che si siano riportate le perplessità sindacali per il requisito dei 36 mesi e neppure una parola su questa clamorosa esclusione
    Gianni Pizzi

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