Ccnl bancari: la parola ai lavoratori e alle lavoratrici. Subito!

A proposito della trattativa per il rinnovo del contratto nazionale dei bancari.

ll contratto dei bancari è scaduto il 31 12 2018: la parola passi urgentemente ai lavoratori ed alle lavoratrici per l’esame e l’approvazione della piattaforma di rinnovo.

Basta con le pretese dei banchieri di trattare solo sulle loro richieste!
I giornali del 14 febbraio hanno titolato in coro “rotte le trattative di rinnovo del CCNL bancari“ ed hanno accreditato differenti posizioni delle organizzazioni sindacali. Sono veline padronali da respingere: non ci deve essere nessuna trattativa fino a che le organizzazioni sindacali non presenteranno la piattaforma approvata dai lavoratori e dalle lavoratrici.

Facciamo chiarezza: le organizzazioni sindacali non hanno ancora predisposto la bozza di piattaforma da sottoporre ai lavoratori e alle lavoratrici. Le commissioni di lavoro si concluderanno entro febbraio per poi passare alle assemblee, pertanto le trattative non potranno iniziare che a maggio.

È  invece in corso il tentativo di ABI di condizionare preventivamente gli argomenti che saranno inclusi nella piattaforma, proponendo alle organizzazioni sindacali di concordare le materie da discutere. A tal fine, ABI insiste per ottenere già prima dell’avvio delle trattative il mantenimento della sterilizzazione del calcolo del Trattamento di Fine Rapporto (TFR) introdotto temporaneamente dal CCNL ormai scaduto.

La rottura di cui parlano i giornali è avvenuta sulle questioni qui sopra dette, cioè sul tentativo padronale di non dare la parola ai lavoratori/trici del settore circa gli obiettivi del rinnovo del CCNL.

La Fisac CGIL sta discutendo tra i componenti del Direttivo Nazionale quali proposte portare al tavolo intersindacale finalizzato a definire la bozza di piattaforma.

I nostri compagni/e hanno calato gli argomenti del nostro documento congressuale CGIL nella realtà di categoria ed hanno proposto di includere in piattaforma, tra l’altro , alcune richieste prioritarie:

Aumenti contrattuali uguali per tutti/e (per favorire il recupero dei livelli più bassi) svincolati dai limiti del recupero inflattivo e che tengano contro degli enormi utili del settore nonché del fatto che la categoria ha perso circa 50.000 addetti il cui lavoro e stato svolto dai restanti colleghi/e; questi aumenti dovranno essere reali e quindi non assorbiti dalle aziende.

Una riduzione di orario giornaliera per contrastare la crescente digitalizzazione dei processi (nel solo 2018 sono stati chiusi 2000 sportelli).

L’abolizione totale delle penalizzazioni salariali e di inquadramento ancora in essere per i neo assunti.

Il pagamento del 100% dello stipendio in caso di maternità a rischio (ora all’80%).

Daremo un giudizio finale sulla bozza di piattaforma e comunque portiamo fin da ora ai lavoratori ed alle lavoratrici queste proposte.

Vogliamo che la piattaforma contenga l’impegno vincolante al voto dei lavoratori e delle lavoratrici sull’esito della trattativa (tramite referendum).

Fino all’approvazione della piattaforma da parte dei lavoratori agiremo perché venga respinto al mittente qualsiasi tentativo ulteriore da parte di ABI di avviare trattative fondate sull’aspettativa di comprimere ulteriormente stipendi e diritti dei lavoratori sul presupposto che il problema sia il costo del lavoro e non , come pensiamo , Il livello delle retribuzioni dei manager e gli immensi profitti distribuiti.

16.02.19

​​​​​​“riconquistiamo tutto” fisac-cgil

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