9 febbraio in piazza. Ma dove sarà la Cgil negli altri appuntamenti di movimento?

Sulla manifestazione di sabato 9 febbraio

Dopo mesi di immobilismo e silenzio, il corteo di Cgil Cisl e Uil di sabato 9 febbraio riporta in piazza il lavoro. Non pensiamo che sarà sufficiente, ma ci saremo.

Ci saremo nonostante le tante contraddizioni che animano questa manifestazione, a cominciare dal fatto che è convocata in ritardo (oltre un mese dopo l’approvazione della legge di bilancio) e su una piattaforma in alcune parti ambigua e per noi sbagliata (dalle proposte unitarie sulle pensioni al rilancio delle grandi opere). Le ragioni della mobilitazione sono poco capite nei posti di lavoro: la Cgil sconta la mancanza di una lotta chiara, coerente e convincente negli anni dei governi tecnici e di centro-sinistra; Cisl e Uil la loro vera e propria complicità, dal Jobs act fino alla accettazione, l’anno scorso, dell’APE. Sono anche state spiegate poco e male, con poche iniziative e assemblee nei posti di lavoro.

Un corteo allora che rischia di parlare più alla politica e al Palazzo che con i milioni di lavoratori e lavoratrici che stanno subendo in questi anni la crisi, l’iniziativa padronale e anche manovre antipopolari del governo.

Siamo convinti che servirebbe altro per riprendere una vera mobilitazione e ricostruire una consapevolezza di classe tra i lavoratori e le lavoratrici. A partire da una grande campagna di assemblee nei posti di lavoro, per affrontare, senza retorica, le nostre contraddizioni e al limite i nostri errori, a viso aperto, con i lavoratori e le lavoratrici, con una vera piattaforma rivendicativa.

In ogni modo, la piazza del 9 febbraio è il primo grande appuntamento sindacale dopo mesi. Se sarà partecipata e soprattutto se riuscirà ad avere la continuità che anche noi auspichiamo, sarà comunque un segnale all’intero paese, contro un governo reazionario, securitario e razzista. Un governo che, dietro tanta propaganda, in realtà non mantiene le promesse fatte ai lavoratori e aumenta le disuguaglianze. Ci saremo, quindi, con tutte le nostre perplessità e le nostre critiche, soprattutto lavoreremo affinché, senza illusioni, abbia continuità.

Ci incontreremo dalla mattina dietro lo striscione del Sindacato è un’altra cosa in Piazza della Repubblica nei pressi della Basilica di Santa Maria degli Angeli.

Soprattutto, però, saremo in piazza – e continueremo a chiedere alla Cgil di esserci – in tutti gli appuntamenti di movimento delle prossime settimane. Dalla assemblea di domenica 10 febbraio a Macerata del movimento antirazzista e antifascista degli Indivisibili, allo sciopero internazionale dell’8 marzo con “Non una di meno” contro la violenza maschile contro le donne e contro ogni discriminazione, fino alla manifestazione a Roma per il clima e contro le grandi opere del 23 marzo.

#riconquistiamotutto!

Il sindacato è un’altra cosa

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