Tecnologia, protezione e riservatezza dei dati

Congresso FIOM. ODG su Big Data, approvato. Dichiarazione di voto di Augustin Breda

ODG proposto da noi e approvato al Congresso FIOM su tecnologia, protezione e riservatezza dei dati

Si parla molto dell’industria 4.0 e delle suoi riflessi nella società, a partire dalle trasformazioni nel lavoro. Questa evoluzione industriale è legata in particolare all’utilizzo dei big data. Grandi quantità di informazione raccolte e rielaborati da sistemi informatici, software sempre più evoluti che restituiscono report utili a migliorare le performance produttive, organizzative ed economiche delle imprese.

Pur essendo gli effetti di questa trasformazione da tempo studiati e discussi anche nel sindacato, paradossalmente l’attenzione è stata inadeguata proprio sul fronte del potenziale uso distorto e illegittimo – da parte dei datori di lavoro – delle masse di dati disponibili collegabili alle persone. In questi ultimi anni si sono moltiplicate le società di consulenza che offrono la profilazione personale e dettagliata di dipendenti o di candidati. Profilazioni che vanno ben oltre gli aspetti meramente professionali, travalicando in ricerche sulla vita e storia privata al fine di avere dei report su frequentazioni, opinioni politiche, sindacali, affidabilità debitoria e stato di salute, problemi con la giustizia ecc… Software sempre più evoluti riescono a reperire in pochissimo tempo tutto quanto disponibile sulla singola persona anche incrociando le tracce lasciate sui social network più noti e restituendo un quadro affidabile con cui le imprese possono decidere.

A solo titolo esemplificativo un report che restituisca che un giovane candidato è figlio di un sindacalista o di un pregiudicato o di un contestatore, potrebbe far si che l’impresa scelga – a parità di titoli- un’altra persona che non abbia restituito lo stesso profilo “problematico”. Ma la stessa cosa potrebbe accadere se una persona evidenziasse un quadro clinico complesso, anche se superato, in quanto sarà considerato più a rischio di una persona complessivamente sana. Tutti dati sensibilissimi, rintracciabili o acquistabili che spesso vengono lasciati inavvertitamente sui social in buonafede dagli stessi interessati a da loro amici nei commenti.

Tutte queste pratiche sono ovviamente vietate e contro legge, sottoposti a ripetuti e costanti indirizzi da parte del Garante della privacy italiano ed europeo, ma continuano ad essere proposte spesso con esplicita pubblicità. L’attenzione sindacale su questa parte dell’uso e sviluppo delle tecnologie e del loro utilizzo è rimasta poco letta e studiata, anche se molto praticata pur se gravemente discriminatorie e lesiva dei diritti fondamentali delle persone. Per questo anche nel XXVII congresso nazionale Fiom un ordine del giorno – primo firmatario Augustin Breda e diversi altri delegati del documento “riconquistiamo tutto” – ha denunciato quanto sta accadendo nell’industria 4.0., e ha chiesto di avviare uno studio del fenomeno e un percorso che porti a fornire strumenti contrattuali, normativi e formativi ai rappresentanti dei lavoratori, per intervenire e controllare l’uso che si fa nella raccolta dei dati anche aprendo canali privilegiati di interlocuzione con le istituzioni preposte ai controlli ed interventi contro queste infami pratiche discriminatorie.

Dichiarazione di voto di Augustin Breda

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