Modena: contro la repressione a Italpizza

Nella mattinata di oggi, si è consumata l’ennesima pagina nera della storia recente delle relazioni sindacali a Modena: decine di lavoratori di due cooperative che lavorano in appalto presso lo stabilimento ITALPIZZA di S. Donnino, sono stati inseguiti lungo la Vignolese, caricati e “gasati” dalla polizia, solo perchè stanno lottando per opporsi ai licenziamenti politici, allo sfruttamento selvaggio, alle irregolarità e agli illeciti contrattuali, contrastando il modello delle cooperative spurie e degli appalti interni, ormai diffuso come un tumore a tutto l’apparato industriale modenese. All’ ITALPIZZA, così come in buona parte del comparto agroalimentare e del settore logistico, i lavoratori “in appalto” (sottopagati e sottoinquadrati) superano ormai di gran lunga i lavoratori diretti, disegnando un quadro di svalorizzazione del lavoro ( e delle tanto decantate eccellenze produttive modenesi) ormai allarmante. Senza considerare il tema delle infiltrazioni mafiose, che queste pseudo cooperative spesso veicolano.
Oggi, per l’ennesima volta a Modena, le forze di polizia in “assetto di guerra” hanno attaccato con manganelli e gas, padri e madri di famiglie colpevoli di rivendicare giustizie e legalità. Ormai la polizia a Modena ha un ruolo attivo dentro ogni vertenza sindacale, spalleggiando smaccatamente la parte datoriale: cambiano i questori ma la musica è sempre la stessa, la polizia agisce come una novella “agenzia Pinkerton” al servizio dei padroni – pur essendo pagata dalle tasse dei lavoratori, anche dei manganellati…

Chiediamo:
1) che cessi immediatamente la militarizzazione dei cancelli dell’ ITALPIZZA, si ritirino le divise e i cellulari, riconducendo la vertenza al suo ambito naturale
2) che quei lavoratori vedano riconosciuto il loro diritto al contratto dell’alimentaristica – anziché il “multiservizi”, improprio e penalizzante
3) che si ritirino i licenziamenti punitivi, mascherati da trasferimenti dei lavoratori considerati riottosi
4) che si apra finalmente una discussione in città sulla cappa repressiva che è calata su questa città medaglia d’oro della Resistenza, segnata da centinaia di denunce e processi in corso, contro giovani e lavoratori
5) Che la CGIL modenese prenda parola con forza contro le derive autoritarie e antisindacali che Questura e Procura stanno inscenando da alcuni anni in questo territorio. Non si può voltare la testa dall’altra parte.

ESPRIMIAMO SOLIDARIETA’ AI LAVORATORI ITALPIZZA,
PER L’UNITA’ DEL LAVORO AL DI LA’ DI QUALSIASI DIFFERENZA DI SETTORE, CATEGORIA O APPARTENENZA SINDACALE.

“IL SINDACATO E’ UN’ALTRA COSA” – Area programmatica CGIL Modena

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