E.Como. Sul commissariamento della Filcams di Torino

dichiarazione di voto di Eliana Como al direttivo della Cgil dell'8 giugno

A pensar male si fa peccato, ma spesso si indovina…

Quando al direttivo di dicembre, si votò il commissariamento della Filcams di Torino, non sapevamo niente di quella situazione, né avremmo potuto, visto che il commissariamento fu integrato nell’odg il giorno stesso del direttivo, nonostante le nostre contestazioni. In quel direttivo, votammo contro il commissariamento, perché pur non conoscendo la situazione, un po’ per intuito, un po’ per le motivazioni stesse che venivano allora addotte, capimmo che non si stava commissariando una struttura a causa di scorrettezze amministrative o legali di qualche natura, ma per ragioni politiche. Si proponeva, cioè, di ricomporre uno scontro politico (la segretaria generale non aveva più la maggioranza in segreteria), imponendo un commissario.
Votammo contro perché ritenevamo che mai nella nostra organizzazione le differenti opinioni possono essere risolte d’autorità, tanto meno così a ridosso del Congresso e perché pensavamo che questa soluzione non avrebbe fatto che gettare benzina sul fuoco. Cosa che è regolarmente avvenuta.

In questi sei mesi, la situazione nella Filcams di Torino non si è affatto risolta, né tanto meno il clima è migliorato (insulti a compagne compresi). E se il commissario ha inizialmente avanzato la proposta (non credo efficace, ma quantomeno equa) di azzerare l’intera segreteria, a oggi, la situazione è che due compagni/e sono effettivamente rientrati nel posto di lavoro, un’altra è più o meno parcheggiata in attesa di uscire dalla categoria, mentre altri due (tra cui la ex segretaria generale) sono tuttora al loro posto e continuano a seguire le aziende a loro in carico.
A me questa non pare una soluzione tanto equilibrata. Né tantomeno utile alla categoria, visto che decine di aziende, con il rientro in azienda dei due funzionari, sono rimaste senza alcuna tutela, lasciando in grave difficoltà i delegati e i lavoratori.

E ora si chiede una proroga del commissariamento? In pieno Congresso! Ritengo che questa sia una scelta davvero sbagliata. Molto più saggio sarebbe richiamare tutti e cinque a coprire il proprio ruolo e seguire le aziende e chiedere a tutti di affrontare il più civilmente possibile il Congresso. Sarà poi il Congresso a definire la composizione del futuro direttivo e della futura segreteria.

Per questo, se a dicembre abbiamo votato contro per intuito, ora votiamo contro con doppia consapevolezza.

Eliana Como

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